Affari Tuoi: la regressione mediatica che infantilizza il pubblico
Un'analisi sul conduttore Stefano De Martino e sul formato di Affari Tuoi, che riduce la complessità del gioco a reazioni elementari, con un'occhiata al futuro di Sanremo.
Stefano De Martino, con la sua conduzione di Affari Tuoi su Rai1, ha messo a punto un linguaggio televisivo basato sulla regressione. Il game show si trasforma in una festa per bambini, dove il pubblico viene infantilizzato non per crudeltà, ma per catturarlo nel suo riflesso condizionato.
Il gioco, in realtà, è una tombola travestita da thriller economico. Si scelgono pacchi, si spera nella fortuna, si esulta per un numero, si teme il colore sbagliato. La complessa psicologia della trattativa con il Dottore viene ridotta alla morfologia elementare delle fiabe: da una parte i buoni, dall'altra il cattivo, in mezzo il destino che distribuisce premi e disgrazie. Il calcolo delle probabilità? Un dettaglio troppo adulto.
De Martino sembra aver fatto della regressione un preciso linguaggio televisivo. Il cagnolino, i balletti, le mossette, le battute di Herbert Ballerina: tutto concorre a trasformare il game show in un giocattolone. Il pubblico non deve soltanto assistere: deve partecipare, applaudire, ballare, urlare, commuoversi, ridere a comando. È il regime della festa scolastica, dove anche l'adulto viene autorizzato a comportarsi da bambino.
Una volta i giocattoli avevano un'ambizione curiosa: erano formati ridotti del mondo adulto, preparavano il bambino a entrare nella realtà. Qui avviene il contrario: è la tv degli adulti a diventare un balocco. E il pubblico, invece di essere educato alla complessità del gioco, viene educatamente ricondotto alla sua versione infantile. È una forma di regressione mediatica: più che chiedere allo spettatore di capire, gli si chiede di reagire. Più che seguirne l'intelligenza, si sollecita il suo riflesso condizionato. Sorpresa, paura, speranza, risata: un piccolo Luna Park domestico.
De Martino è molto bravo in questo: ha capito che il pubblico televisivo non vuole sempre essere adulto, desidera tornare bambino. Il problema è che Affari Tuoi sembra aver trasformato questa nostalgia in una poetica. Sarà così anche il Festival di Sanremo?