Il gatto nero è stato ritenuto per secoli la manifestazione del Demonio, vi fa ridere la cosa?

Bene… pensate ora ad un gatto nero che vi attraversa la strada… esatto, quelle dicerie sono giunte fino ai nostri giorni con ingiustificate superstizioni legate a questo nobile animale.

 

 Sembrerebbe che tale pregiudizio sia da far risalire al tempo in cui ci si spostava a cavallo nelle buie sere e se un gatto nero, quindi non visibile, avesse spaventato il destriero finendogli tra le zampe il cavaliere ne sarebbe stato disarcionato.

Nell’antico Egitto il gatto era venerato al pari di un Dio in terra.

   La loro utilità nel tenere contenuta la popolazione di roditori era ritenuta infatti una vera benedizione, e la divinità Bast, dispensatrice di Amore e Fertilità, deve a tale animale il suo volto felino incastonato sul corpo di donna.

Molti gatti sono stati ritrovati mummificati e sepolti con i loro padroni in segno di vera devozione a questo misterioso animale.

Quanto il gatto invase l’Europa trovò nei pagani la stessa adorazione e fu forse per questo che la Chiesa li condannò al pari delle streghe!

Le creature notturne vennero sempre accostate ai mostri più spaventosi, pipistrelli per i vampiri, lupi per i licantropi, lo stesso nome delle streghe “strige” è da ricondurre al barbagianni, uccello notturno, girar di notte non era pensabile nei tempi in cui dopo il tramonto si potevano far brutti incontri e chi trasgrediva tale buon senso era visto con sospetto, animali compresi!

Il Papa Gregorio IX nel 1233 con la bolla “Vox in Rama ondita est… ” impone l’estirpazione dell’eresia, dando inizio alla campagna contro il Sabba ed il gatto nero vi finì dentro come alleato delle Streghe.

Ebbe inizio per i gatti neri il “mala tempora”!

   Famigli erano i Demoni Minori che fungevano da servitori alle streghe, affidati loro direttamente dal Diavolo, questa era la posizione del clero rispetto a questi animali e verso loro venivano praticate le stesse atrocità riservate alle streghe, torturati e gettati nei roghi delle loro proprietarie.

Il domestico gatto nero è presente nelle biografie di molti Santi, tra questi i più celebri sono San Domenico che identificò in esso il Demonio e San Cadoco che ingannò il Diavolo proprio con tale animale.

Una vecchissima leggenda narra infatti che Satana costruì un ponte e che chiese per sé la prima creatura che lo avesse attraversato, San Cadoco par allora abbia concesso ad egli un gatto nero ponendolo vicino al ponte. Nel giorno di San Giovanni, 24 Giugno, venivano arsi vivi, chiusi in gabbia, nelle pubbliche piazze o gettati giù dai campanili delle chiese.

L’accanimento medievale verso il gatto portò una altissima diffusione di ratti in tutta Europa con le conseguenti malattie e carestie, unica vera sciagura che tale animale portò con sé, non per sua colpa!

 

 

 

 

(foto gatto nero grande Anna Merli, fulmini e altro gatto pixabay)