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Caffè decaffeinato maggiori le proprietà o le controindicazioni?

Caffè decaffeinato maggiori le proprietà o le controindicazioni?

Il caffè decaffeinato è raccomandabile berlo?

Conserva le proprietà originali del caffè o sono maggiori le controindicazioni?

Rimane senza dubbio un argomento molto discusso, insieme scopriremo i suoi vantaggi e svantaggi sulla nostra salute.

 

Caffè decaffeinato: proprietà e controindicazioni

Molte persone infatti amano bere il caffè, ma ci sono situazioni legate a problemi di salute per le quali è ”consigliato” ridurne la quantità.

Ad esempio se hanno la pressione alta oppure soffrono di disturbi del tratto esofageo, gastriti, reflussi, malattie del cuore.

Il caffè è scosigliato anche durante il periodo di gravidanza e di allattamento e quando un individuo è soggetto ad insonnia o ad irrequietezza per cui è bene limitare il consumo di caffeina.

Il decaffeinato, rappresenta in questi casi una valida alternativa, da ricordare che se invece è stato proibito l’assunzione totale di caffeina si può ricorrere al caffè di tarassaco, di cicoria e d’orzo che ne sono privi totalmente.

Il caffè decaffeinato infatti presenta una percentuale inferiore di caffeina ma non ne è privo completamente.

Ma cos’è il caffè decaffeinato?

In base alla legislazione attualmente vigente, un caffè può essere considerato decaffeinato solo se il quantitativo di caffeina è inferiore allo 0,1% sul prodotto secco.

Si tratta quindi di un caffè che tramite processi ha perso circa il 97% della caffeina.

Inoltre sempre per legge sono fissati rigidamente anche i parametri per la quantità dei solventi ammessi, diclorometano e acetato d’etilene, durante il processo di decaffeinizzazione.

La caffeina estratta per fortuna non va perduta, proprio come i fondi di caffè che vengono riciclati, viene utilizzata dalle industrie alimentari, chimiche e farmaceutiche sia per prodotti di bellezza che come integratori.

Come si ottiene il caffè decaffeinato:

Il primo processo di decaffeinazione commercializzato fu inventato dal commerciante tedesco del caffè Ludwig Roselius nel 1903 poi brevettato nel 1906.

La leggenda vuole che la sua ricerca di caffè decaffeinato fosse stata motivata dalla convinzione che l’eccesso di caffè avesse avvelenato suo padre. 

Il suo processo consisteva nel sottoporre i chicchi di caffè a vapore con una soluzione di acqua e sale, utilizzando il benzene, composto organico come solvente per estrarre la caffeina.

Questo processo, oggi non è più utilizzato a causa del fatto che il benzene è noto per essere cancerogeno.

Vediamo allora i modi oggi in uso per rimuovere la caffeina dai chicchi di caffè e sono:

Il metodo con trigliceridi, in questo ci sono due passaggi fondamentali:

durante il primo i chicchi di caffè vengono tenuti in un bagno di acqua calda e caffè e la caffeina affiora in superficie,

nel secondo passaggio nuovamente i chicchi vengono messi a bagno ma questa volta in olio di caffè.

L’olio sappiamo contiene trigliceridi ed asportano la caffeina dalla superficie dei chicchi di caffè.

La rimozione della caffeina tramite anidride carbonica:

I chicchi di caffè vengono a contatto prima con il vapor d’acqua per inumidirli, e poi con l’anidride carbonica.

A questo punto aumenta temperatura e pressione, fino a quando l’anidride carbonica passa ad uno stato “supercritico”, è uno stato intermedio tra il gas e il liquido tra i 40 c° e 100 - 120atm. L’anidride carbonica ad alta pressione, si comporta da solvente per la caffeina estraendola dai chicchi.

Questo método di rimozione è tra i più sani per la salute ed economico e viene usato anche per decaffeinare il tè, che contiene circa 0,4 gr. di caffeina, e la cioccolata che ne contiene 0,2 gr. ed anche per asportare parte del colesterolo dal burro e dal lardo o per estrarre l’essenza dai fiori di luppolo che servono per aromatizzare la birra.

La rimozione tramite solventi chimici: (1)

I due solventi chimici usati sono l’acetato di etile presente anche nella frutta, solo che per la decaffeinizzazione viene usato quello sintetico ma che ha una buona percentuale di tossicità, è fácilmente infiammabile ed ha un sapore fruttato.

L’altro è il diclometrano che non determina alcuna reazione chimica nel chicco ma interviene come “coadiuvante tecnologico” e come tale viene classificato, in base al D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 109.

Le modalità di asportazione della caffeina sono simili.

Primo step i chicchi vengono immersi in acqua, facendone aumentare il volume, secondo step i chicchi vengono trasferiti in un bagno di diclometrano che assorbe la caffeina e lascia quasi intatte le qualità organolettiche del caffè.

 

Infine il sistema tramite acqua.

Nel procedimento solo con acqua i chicchi vengono posti in un estrattatore con l’acqua ed una soluzione fatta degli stessi componenti del chicco di caffè.

Quando l'acqua raggiunge la giusta temperatura estrae le sostanze idrosolubili e viene fatta transitare in appositi cilindri su carboni attivi i quali trattengono la sola caffeina.

La durata del ciclo può durare anche otto ore.

Il liquido concentrato viene poi reintrodotto nel caffè precedentemente essiccato in modo tale da restituire gli aromi persi.

 

In natura esiste il caffè decaffeinato una particolare pianta la Coffea charrieriana.

Venne scoperta nel 1983 nel Camerun occidentale, dal professor André Charrier un botanico francese: da qui il nome conferito a questo arbusto di circa 1,5 metri di altezza, con foglie sottili e di forma ellittica.

Il riconoscimento è avvenuto nel 2008 ed in seguito inserita nella “Top 10 New Species 2009”, dall'Universita dell'Arizona, classifica riservata alle più importanti scoperte naturali.

La coltivazione e la crescita di questa pianta è però ancora molto lenta, ed insufficiente per soddisfare la domanda globale.

I chicchi di caffè decaffeinati vengono poi tostati e macinati.

I valori nutrizionali del caffè, dopo la decaffeinizzazione, sono quasi identici al caffè normale, tranne che per il contenuto di caffeina.

A propósito ma... 

Quanta caffeina ha un decaffeinato?

Il caffè decaffeinato dicevamo non è totalmente privo di caffeina. La quantità indicativa è di circa 3 mg per tazza (2) contiene infatti al massimo 0,1% contro l’1,5-2% prima della decaffeinizzazione.

Uno studio ha dimostrato che ogni tazza di 180 ml di caffè decaffeinato contiene 0-7 mg di caffeina (3).

Le quantità variano anche in base alla qualità, alla preparazione e alla dimensione della tazza di caffè.

In un caffè espresso Arabica sono 75 i mg di caffeina contenuti, 100 sono i mg nella Robusta e 150 mg invece in un caffè lungo (4).

Il caffè decaffeinato è cancerogeno, quali sono le controindicazioni?

Il caffè decaffeinato in sè non è cancerogeno, sono gli additivi aggiunti, resine, ammoniaca necessarie per una conservazione più a lunga scadenza;

oppure i solventi che si utilizzano per la decaffeinizzazione quali l’acetato d’etile, ma ricordiamo sono fissati rigorosamente i parametri per ogni solvente ammesso.

Sappiamo infine che il caffè viene sottoposto ad una temperatura di tostatura di oltre 200°, durante il quale si sviluppa l’acrillammide.

Ricordiamo però che l’acrilammide contenuta in una tazzina è davvero minima, è la quantità di questa sostanza presente anche in cibi che può nuocere alla nostra salute.

Le altre controindicazioni possono essere se è stato severamente proibito di assumere caffeina.

L’assunzione di caffeina produce effetti diversi su ogni persona ed anche una piccola quantità può avere di un caffè normale.

Quindi non demonizziamo e parliamo anche dei benefici che un decaffeinato può apporttare al nostro organismo.

Il caffè decaffeinato è ricco di antiossidanti e sostanze nutritive.

Gli antiossidanti del caffè hanno una forte presenza nella dieta Occidentale e sono stati oggetto di molti studi (5, 6, 7).

Le quantità di antiossidanti sono presenti anche nel decaffeinato ma con una riduzione di circa il 15% rispetto a quello normale. (8, 9, 10,11) probabilmente causata da una perdita durante il processo di decaffeinizzazione.

I principali antiossidanti del caffè normale e decaffeinato sono l’acido idrocinamico e i polifenoli (12), che contrastano i radicali liberi.

Ridurre il danno ossidativo può aiutare a prevenire le malattie come le malattie cardiache, il cancro e il diabete di tipo 2 (13, 14,15, 16).

Oltre agli antiossidanti,il caffè decaffeinato contiene anche piccole quantità di alcune sostanze nutritive.

Una tazza di caffè decaffeinato è ricca di Sali minerali, fornisce infatti il 2,4% della dose giornaliera raccomandata di Magnesio, 4,8% e 2,5% di Potassio.

Tra gli altri componenti anche il fosforo,il calcio, il sodio, il ferro e lo zinco

Ed infine la vitamina e le vitamine del gruppo B (17).

Vediamo ancora quali sono i benefici del decaffeinato per la salute.

Benefici del caffè decaffeinato: 

  • Riduce il rischio del diabete di tipo2 fino al 7% (18, 19, 20, 21, 22)
  • Migliora la digestione e la funzionalità epatica
  • La caffeina favorisce la secrezione gastrica e la peristalsi (23).
  • È un analgesico e antidolorifico naturale, essendo un vasocostrittore ideale per le emicranie.
caffè decaffeinato

Sappiamo infatti che il caffè contiene l’acido clorogenico, la sua assunzione fa aumentare i livelli di acidità nello stomaco favorendo la digestione e in alcuni soggetti può stimolare a svuotare il suo contenuto anche in maniera più rapida del normale.

I diterpeni e i flavonoidi, proteggono il fegato dai numerosi attaccati dei radicali liberi (24)

Sembra che scongiuri da morte prematura.

Bere caffè decaffeinato è stato collegato ad una piccola ma significante riduzione del rischio di morte prematura e di morte per ictus o malattie cardiache (25).

Invecchiamento e malattie neurodegenerative.

Sia il caffè normale che il decaffeinato sembrano avere effetti positivi sul declino mentale associato all'età (26).

Gli studi mostrano anche che il caffè decaffeinato può proteggere i neuroni del cervello.

Questo potrebbe aiutare a prevenire lo sviluppo di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson rallentandone anche la progressione (27, 28).

Uno studio suggerisce che questo può essere dovuto all’acido clorogenico del caffè, piuttosto che alla caffeina. Tuttavia, la caffeina riduce il rischio di demenza senile e di malattie neurodegenerative (29, 30, 31).
Non provoca tachicardia per via della quantità minima contenuta.

Riduce i sintomi di bruciore di stomaco e il rischio di Cancro rettale.

Un effetto collaterale comune del consumo di caffè è il bruciore di stomaco o il reflusso gástrico.

Quando i livelli di reflusso sono alti, l’assunzione di caffè (oltre che di formaggi stagionati o grassi, cioccolata, brodo) è vietato.

Se invece il livello è più basso, basta bere caffè a stomaco pieno,l’acido avrà un effetto minore.

Per quanto riguarda il caffè decaffeinato studi hanno dimostrato che ha un’acidità inferiore rispetto a quello normale provocando un reflusso gastrico minore (32, 33).

Ricordiamo sempre che gli effetti sono soggettivi e quindi è giusto chiedere i consigli al medico e rispettarne le indicazioni.

Bere due o più tazze di caffè decaffeinato al giorno è stato collegato anche ad un rischio inferiore del 48% di sviluppare il cancro del retto (34, 35).
Molti sono i vantaggi di chi può bere il caffè “normale”

Il caffè decaffeinato fa aumentare il colesterolo?

No, il decaffeinato non fa aumentare il colesterolo, in quanto proprio come per il caffè normale contiene i diterpeni, fattori ipocolesterolemizzanti, che abbassano i livelli di colesterolo e che non vengono intaccati durante la decaffeinizzazione.

I vantaggi del caffè normale rispetto al caffè decaffeinato.

Ecco di seguito quali benefici ha il caffè (di solito quello con la caffeina) secondo alcuni studi recenti:

  • Il caffè aumenta la vigilanza e riduce la stanchezza.
  • Migliora l'umore, il tempo di reazione, la memoria e le funzioni mentali (36, 37, 38).
  • Aumenta il tasso metabolico ed aiuta a bruciare i grassi (39, 40, 41).
  • Migliora le prestazioni atletiche (42, 43, 44, 45).
  • Essendo un vasocostrittore, è il caffè un valido alleato per le diete depurative e aiuta a ridurre la cellulite, non a caso troviamo molti prodotti anticellulite con il caffè.
  • Riduce dal rischio di depressione e suicidi, allontana pensieri lievi nelle donne (46, 47).
  • Molto più basso è il rischio di cirrosi epatica o di danni al fegato in fase terminale (48, 49, 50). 

Tuttavia, vale la pena ricordare ancora una volta che la ricerca si incentra sul caffè normale in modo molto più ampio rispetto a quello sul caffè decaffeinato che rappresenta un settore più specifico ma, naturalmente, con molti aspetti in comune.

Ritornando al nostro decaffeinato sul mercato si trova nelle varie grammature ed anche nella versione solubile come il caffè e l'orzo.

Chi dovrebbe scegliere il decaffeinato al posto del caffè normale?

La tolleranza alla caffeina come per il piccante è soggettiva.

Per alcune persone, una tazza di caffè può essere eccessiva, mentre per altri può risultare “normale”bere fino a 6 tazze.

Troppa caffeina può alterare il sistema nervoso centrale, causando irrequietezza, ansia, problemi digestivi, aritmie cardiache o difficoltà per dormire in individui sensibili (51).

Non è consigliato nei casi di ulcera, gastriti, reflusso e pressione alta, l’effetto dei farmaci risulterebbe vana.

Le persone che sono sensibili alla caffeina dovrebbero limitarne il consumo, o passare al caffè decaffeinato.

Così come per persone per le quali l’assunzione della caffeina deve essere per forza limitata o se stanno prendendo farmaci che potrebbero interagire.

Le donne incinte e che allattano è al limite l’assunzione del decaffeinato. Durante la gestazione potrebbe incidere sul normale sviluppo del feto, ricordiamo i solventi utilizzati; durante la lattazione può provocare coliti e gonfiori al bambino.

Il numero massimo di tazze consentito è di due, tre, ma se le purperee se ne privano è forse meglio più per paura che per l’incidenza vera e propria.

È vietata l’assunzione di caffeina nei bambini, adolescenti persone che soffrono di ansia o che hanno difficoltà a dormire, in questi ultimi due casi è sempre il medico a dettare le regole e il paziente a seguirle.

A voi valutare se sono maggiori i benefici o le controindicazioni.

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  14  Ago  2017 ,
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