Teatro Verdi di Trieste inaugura la stagione con una nuova produzione di Lohengrin che indaga la follia di Ludwig II

L'opera diretta da Arnaud Bernard unisce tradizione e innovazione, esplorando la psiche del re bavarese e consolidando il ruolo del teatro come ponte tra arte e identità locale.

Il Teatro Verdi di Trieste ha annunciato l’inaugurazione della nuova stagione con una produzione di Lohengrin, l’opera in tre atti di Richard Wagner diretta dal regista francese Arnaud Bernard. La scelta rappresenta un momento culturale di rilievo per la città e per l’istituzione, che rinnova il suo impegno nel proporre opere di grande spessore artistico e storico.

L’équipe creativa è composta da Carla Ricotti, responsabile dei costumi, Emanuele Agliati, ideatore delle luci, Sergio Metalli, autore dei video cinematografici, e Anna Borodina, drammaturga che ha rielaborato la struttura del testo per esplorare le ombre psicologiche dei personaggi. Il ruolo title di Lohengrin è affidato a Dmitry Korchak, un tenore russo che, in una mossa insolita per un artista del suo calibro, cura anche la direzione d’orchestra.

La visione artistica di Bernard si concentra sulla figura di Ludwig II di Baviera, il sovrano il cui declino mentale – irreversibile schizofrenia e paranoia – lo portò a distorcere la realtà storica. L’opera wagneriana, ispirata alla leggenda del Cavaliere del Cigno e del Graal, diventa così uno specchio della mente frammentata del re, trasformando il palco in un luogo di riflessione sulla follia e sull’identità.

Il cast vede il debutto italiano di Gabriela Scherer nel ruolo di Elsa, la cui freschezza vocale contrasta con la solennità della tradizione operistica. Accanto a lei, la soprano austriaca Regina Riel interpreta una seconda Elsa, creando un dualismo che promette tensione drammatica, mentre Korchak domina la scena sia come protagonista che come direttore.

Sotto la guida di Polo, il teatro persegue una crescita sostenibile, solidità economica e accessibilità dei prezzi, rendendo l’opera un’esperienza aperta a un pubblico ampio. “la chiave che abbiamo scelto in questi ultimi anni di continua e stabile crescita del pubblico locale e straniero, solidità economica della Fondazione e mantenimento di prezzi accessibili per tutti, è da un lato una crescente qualità delle produzioni sotto tutti i profili, d'altro canto un continuo richiamo, laddove possibile, alla storia identitaria di Trieste e della regione. Proseguiamo questo cammino con un titolo che sarà non solo un'esperienza artistica, estetica, emotiva, ma un vero affondo nel proprio passato per capire meglio l'oggi.”

La rappresentazione è prevista per venerdì 13 novembre, una data che apre la stagione con un titolo carico di significati e promettendo di sfidare le convenzioni. L’evento non sarà solo un concerto, ma un’esperienza complessa che unisce l’estetica della musica, l’intensità emotiva del dramma psicologico e un dialogo con l’identità storica della regione.

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