Cyprien Gaillard apre 'Tutti zitti' all'Osservatorio di Fondazione Prada

La personale, inaugurata il 3 dicembre, indaga la progressiva scomparsa dello spazio pubblico attraverso film, frottage e opere che trasformano il lusso milanese in arena dell’esclusione.
Il 3 dicembre l’Osservatorio di Fondazione Prada, immerso nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, apre la personale ‘Tutti zitti’ del francese Cyprien Gaillard. Il titolo, prelevato dal libretto di Madama Butterfly di Giacomo Puccini, segna il filo conduttore della mostra.
Al centro della mostra spicca Deterrent (2026), un film in 35 mm coprodotto da Fondazione Prada e Kunsthaus Bregenz, realizzato tra Los Angeles e diverse città del Nord Europa. Il lavoro, che costituisce il perno visivo della ricerca, documenta la progressiva scomparsa dello spazio comune, erosa da politiche securitarie e da interessi privatistici.
Gaillard descrive questi territori come «arene dell’esclusione», dove la privatizzazione e le norme di sicurezza svuotano i luoghi pubblici, trasformandoli in spazi riservati a pochi. Il suo approccio, basato su film, frottage e installazioni, mette in luce il meccanismo che esclude fisicamente e sonicamente gli individui dal cuore della città.
L’ispirazione per Deterrent nasce da una notte a San Fernando Valley, quando Gaillard udì dal megafono di un parcheggio 7‑Eleven una vecchia incisione di Enrico Caruso, trasformata in deterrente acustico anti‑vagabondaggio. Il tenore, icona della musica classica europea, diventa così «arma» di controllo, esportata «fino in California, il punto più estremo della civiltà occidentale», secondo le parole dell’artista.
Nel 2022 Gaillard presentò Formation, video che filma uno stormo di parrocchetti dal collare (Psittacula krameri) sopra la Königsallee di Düsseldorf, via dello shopping di lusso. L’opera usa gli uccelli come metafora di ecosistemi mutabili, in cui natura e consumo si sovrappongono senza permessi.
La mostra include inoltre la serie inedita Stiletto Marks (2026), frottage realizzati strofinando grafite sui pavimenti lignei del foyer e della platea del Teatro alla Scala. Il prestito di oggetti dell’Attrezzeria e di frammenti di scenografie dal teatro milanese aggiunge una dimensione tattile, mescolando la memoria scenica con l’intervento contemporaneo.
Cyprien Gaillard, attivo a livello internazionale con mostre al New Museum, al Palais de Tokyo e alla Biennale di Venezia, indaga da anni la rovina del paesaggio e il riuso critico dei materiali storici. L’Osservatorio, spazio espositivo privato nella Galleria Vittorio Emanuele II, offre la cornice ideale per confrontare l’arte con le dinamiche di privatizzazione e sicurezza che caratterizzano i luoghi pubblici.
L’esposizione propone video, disegni, fotografie, sculture, oggetti d’archivio e frottage, e resterà visitabile per i prossimi mesi. La mostra, nata dalla coproduzione transnazionale tra Fondazione Prada e Kunsthaus Bregenz, si inserisce nel circuito europeo di arte contemporanea che collega l’Italia all’Austria.