Udine si arma contro le fake news: 70 voci per il festival del pensiero critico

Dal 12 al 15 novembre venti appuntamenti tra informazione, intelligenza artificiale e società: la cultura come antidoto alla post-verità

Udine non sta a guardare. Mentre il rumore digitale assorda il dibattito pubblico, il capoluogo friulano sceglie la via maestra: il confronto aperto, rigoroso, senza sconti. Dal 12 al 15 novembre la città ospita la nuova edizione del festival del pensiero critico, una quattro giorni che schiera in campo oltre settanta ospiti per venti appuntamenti dedicati a informazione, intelligenza artificiale e società.

Non è una passerella accademica, è una trincea culturale. In un'epoca in cui l'algoritmo decide cosa è vero e il clickbait sostituisce l'inchiesta, radunare menti libere per dissezionare il presente è un atto di resistenza civile. Il programma non fa sconti: si parla di come l'IA sta riscrivendo le regole del gioco informativo, di come la società digerisce — o subisce — la valanga di contenuti sintetici, di quale futuro aspetta il giornalismo quando la verità diventa merce di scambio.

La sfida è alta, e Udine la raccoglie con la serietà di chi sa che il pensiero critico non è un optional da salotto, ma l'unico vaccino contro la deriva della post-verità. Quattro giorni, venti occasioni, settanta voci: numeri che pesano, come deve pesare ogni parola in un festival che non vuole intrattenere, ma svegliare le coscienze.

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