The Others Art Fair chiude la quindicesima edizione: pubblico in crescita e galleristi soddisfatti al Parcheggio Lancia

La fiera torinese saluta l'edizione 2024 con numeri in aumento e un format che ribalta la fruizione dell'arte contemporanea negli spazi dell'ex area industriale.
Sipario calato sulla quindicesima edizione di The Others Art Fair. La manifestazione, andata in scena negli spazi del Parcheggio Lancia, archivia un'edizione all'insegna del segnale più atteso: "cresce il pubblico, galleristi soddisfatti". Non è solo uno slogan, è il bilancio che arriva dritto dalla direzione della fiera torinese, capace di trasformare un ex parcheggio industriale in un osservatorio privilegiato sull'arte emergente.
La formula, rodata ma mai statica, ha retto l'urto dei numeri. I corridoi del Lancia hanno registrato un flusso costante di visitatori, curiosi e collezionisti, confermando quella vocazione popolare che da sempre distingue The Others dalle kermesse più patinate. "L'arte ha cambiato prospettiva", recitava il claim di questa edizione: promessa mantenuta, a giudicare dalla risposta degli espositori. Gli stand, distribuiti sui piani della struttura, hanno offerto una lettura trasversale della ricerca under 40, spaziando dalla pittura all'installazione, dalla fotografia alle pratiche performative.
Soddisfazione palpabile tra i galleristi, molti dei quali tornano a casa con vendite concretizzate e contatti avviati. Il merito va ascritto anche alla scelta della location: il Parcheggio Lancia, con la sua architettura brutalista e i suoi volumi grezzi, non fa da semplice contenitore. Diventa parte attiva della narrazione, costringendo opere e pubblico a un confronto diretto, privo di mediazioni museali. È qui che la "prospettiva" muta davvero: l'opera non si contempla, si abita.
L'appuntamento è per il prossimo anno. The Others conferma la sua natura di fiera "altra" per definizione: giovane, accessibile, capace di intercettare il polso della creatività senza filtri accademici. Il Parcheggio Lancia, intanto, torna al suo silenzio operativo, in attesa di riaccendersi per la sedicesima edizione.