Papà a 56 anni, 27 anni tra le figlie: Massimiliano Gallo si confessa: «Egoista? Forse, ma mi godo ogni istante con Artemisia»

ROMA – Massimiliano Gallo non usa giri di parole. A 56 anni, con una secondogenita di due anni e otto mesi tra le braccia e una primogenita che ne ha ventisette in più, l’attore e regista teatrale si racconta a Vanity Fair con una sincerità disarmante: «Mi rendo conto di aver fatto una cosa che, egoisticamente, non è proprio il massimo per una bambina: avere un padre che, quando lei avrà vent’anni, ne avrà settanta». È il ritratto di una paternità tardiva, vissuta tra la gioia incontenibile del "regalo bellissimo" che è Artemisia – nata nel 2024 dal secondo matrimonio con l’attrice Shalana Santana – e l’ombra di un orologio biologico che ticchetta forte.

Il divario generazionale è abissale: Giulia, la prima figlia, oggi ha quasi trent’anni in più della sorellina. Un gap che Gallo ammette di aver colmato con fatica, confessando di non essere stato "molto presente" per lavoro. Ma proprio quell’assenza gli ha insegnato una lezione che ora passa alle figlie: «La più grande sa che sono fallace e imperfetto e credo che questo già la metta un po’ al riparo dall’aspettativa. Le ho sempre detto: che tu faccia la spazzina o la dottoressa non mi interessa, basta che tu ti senta realizzata».

Dalla paternità privata allo sguardo sulla piazza pubblica il passo è breve. Pensando ai giovani che manifestano in tutta Italia, Gallo lancia un’accusa netta alla sua generazione: «Credo che questa generazione sia una generazione a cui abbiamo tolto il sogno. La nostra ha avuto la possibilità di sognare. Questi ragazzi nascono senza quella possibilità. Se li fai crescere dicendogli che niente vale, che tanto è tutto già deciso, e poi ti lamenti che sono apatici o violenti, forse dovresti farti prima una domanda su di te».

A fare da contrappunto, c’è Shalana. Quattro anni fa le seconde nozze, oggi una scelta radicale: lei, attrice sensibile, ha «voluto fermarsi quasi del tutto» perché «tu non ci sei, se parto anch’io, che senso ha?». Gallo la ringrazia per la maturità che gli ha regalato: «Io sono molto impulsivo, molto di pancia: lei mi ha insegnato anche un altro tipo di amore». Un amore solido, dice, che oggi fa da fondamenta a quella famiglia allargata e anomala dove il tempo, per una volta, sembra essersi messo a correre dalla parte giusta.

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