Milak illumina Roma: un'opera che ridà vita alla Divina Commedia

La Fondazione D'ARC, gestita da Giovanni e Clara Floridi, ha appena accolto in ogni sua parte il progetto espositivo «Umbra ante Memoriam» di Milak, a cura di Giuliana Benassi. Un'opera audace che ridà forma a una sinfonia visiva, dove Roma, il cinema, la cultura popolare e la Divina Commedia si fondono in un unico respiro creativo. L'artista ha trascorso una residency romana la scorsa primavera, raccogliendo immagini, oggetti e frammenti di un passato che rifiuta di scomparire. La sua ricerca si muove tra pittura, musica e comunicazione di massa, teandendo con intelligenza le frasi di Dante per ricostruire una narrazione moderna. Il cuore della mostra è la vetrata monumentale della Fondazione, dove la struttura tripartita della Divina Commedia si trasforma in un'esperienza sensoriale: dal buio dell'Inferno alla luce del Purgatorio, fino all'Empirea. Milak non si limita a interpretare il passato, lo ribella. Con un linguaggio visivo che mescola souvenir, pubblicità e pop art, l'opera parla di una città che ha inventato mille storie e ne sta inventando una nuova. La mostra non è un ritorno ai ricordi, ma un invito a viverli di nuovo, con gli occhi di chi sa vedere oltre le convenzioni. Tra i presenti alla presentazione, lo stilista Luigi Mulas, che ha applaudito l'interazione tra arte e tradizione. Roma non è solo scena: è protagonista.

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