Filippo Timi interpreta Gino Cecchettin in "Se domani non torno": il film che fa rumore sul femminicidio

Il film "Se domani non torno" di Paola Randi, con Filippo Timi nel ruolo centrale di Gino Cecchettin, ha fatto la sua anteprima alla Festa del Cinema di Roma. La pellicola, basata sul libro "Cara Giulia" di Gino Cecchettin (scritto dal padre Paola Randi), racconta la storia reale di Giulia, uccisa il 11 novembre 2023 dall'ex fidanzato Filippo Turetta, e diventa immediatamente un punto di riferimento per parlare del femminicidio e delle dinamiche patriarcali.

Filippo Timi, che ha interpretato il padre di Giulia, ha dichiarato di sentirsi inizialmente intimidito dalla responsabilità del ruolo, ma ha trovato nel progetto una possibilità di dare voce a una famiglia intera. "Accettare l'idea del film è stato difficilissimo", confessa Gino Cecchettin, il protagonista letterario. "La speranza era che ognuno di noi possa diventare agente del cambiamento".

Il cast, presente all'anteprima, ha sottolineato come il film debba trasmettere l'integrità del libro originale, dando spazio a tutti i personaggi della famiglia. "L'assenza di una persona in una famiglia è dirompente, come fosse un'armonia a cui manca uno strumento", commenta Gino Cecchettin, evidenziando come la mancanza di un elemento fondamentale distrugga l'equilibrio familiare.

Tra le riflessioni più acutissime, emerge la critica al patriarcato e alla cultura maschile che normalizza la violenza contro le donne. "Basta pensare ai grandi e piccoli privilegi che i maschi continuano a avere. Da ragazzo facevo la doccia e lasciavo tutto per aria", spiega il protagonista. L'omissione dell'omicida nel film è stata interpretata come una scelta audace: "Non si insiste sulla cronaca, non c'è nessun tipo di sciacallaggio. Tutto si muove intorno all'assenza di Giulia. Che ci chiama in causa tutti".

Elena Cecchettin, sorella di Giulia, ha influenzato profondamente il personaggio di Gino, quasi come un'istruzione diretta. "Quella di un uomo che quel cambiamento lo ha vissuto su impulso di Elena... Per un uomo accettare l'idea della permanenza del patriarcato vuol dire vergognarsi di sé". Il film conclude con un invito potente: "Per Giulia vi chiedo di non fare un minuto di silenzio. Fate rumore". Filippo Timi, nell'intervista, conferma: "Spero che accenda un po' il cuore, che ci faccia sentire tutti un po' Gino. Che ci mostra anche un altro aspetto, la dolcezza maschile. È ancora un tabù, deve diventare un traguardo".

In sintesi, "Se domani non torno" non è solo un film, ma un grido di consapevolezza. Attraverso la performance di Filippo Timi e la cura della sceneggiatura, il progetto vuole smontare il silenzio sulle vittime del femminicidio e mettere in luce come la responsabilità di prevenire tali tragedie ricada non solo sui singoli, ma su tutta la società.

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