Finalmente riunita: il capolavoro di Sironi torna a Bergamo grazie alla generosa donazione del nipote
Finalmente riunite nella stessa sala. Dopo anni di separazione, le due parti del cartone preparatorio di Mario Sironi per l’affresco dell’Aula Magna della Sapienza a Roma, "L’Italia tra le Arti e le Scienze", sono esposte al Gamec fino alla fine di gennaio. La left part, già di proprietà della Galleria d’arte moderna e contemporanea e raffigurante un nudo di donna, è stata donata da Andrea Sironi - Straußwald, nipote dell’artista, ed è ora accanto alla parte destra, dove sono ritratte tre figure acefale (una femminile e due maschili), restaurate da Delfina Fagnani.
La mancanza delle parti superiori del cartone, mai rinvenute, non toglie suggestione all’operazione di ricomposizione. A Mariastella Margozzi si deve la scoperta della "fratellanza" delle due opere e l’identificazione nel cosiddetto "Grande Nudo" della personificazione dell’Acqua, uno dei quattro elementi rappresentati nell’affresco romano. La figura circolare ai piedi della donna doveva probabilmente raffigurare una brocca reclinata, dalla quale sgorgava acqua.
La donazione Sironi-Straußwald, che non si limita al cartone per l’affresco romano, comprende anche il bozzetto per il telero del Palazzo delle Poste dal titolo "Il lavoro in città" o "L'Architettura", nel quale, scrive Andrea Iezzi nel catalogo fresco di stampa, si condensa l’essenza della poetica sironiana dell’arte murale, intesa come "pittura sociale per eccellenza", capace di incidere sull’immaginario popolare. Il bozzetto ora esposto in Gamec è "l’unico testimone dello stadio compositivo dei due teleri sinora rinvenuto", a dimostrazione dell’unicità delle opere arrivate in dono. Completa il dono una raccolta di schizzi e disegni per le tombe di famiglia dove l’artista, la madre, la moglie e le due figlie riposano, al Cimitero monumentale.
Fu proprio dalle due sepolture disegnate da Mario Sironi, alla fine degli anni Cinquanta, e dall’impegno dell’amministrazione comunale a prenderle in carico riconoscendole come monumenti storici e beni inalienabili, che Andrea Sironi-Straußwald decise di donare a Gamec una selezione di opere del nonno che per Bergamo hanno un significato particolare, ben oltre il mero valore artistico. Il nipote, presente ieri alla cerimonia inaugurale nella sede del museo, si è detto "molto felice di aver potuto riunire almeno la parte superstite di un’opera che, per molto tempo, era stata condannata a restare divisa, e di far pervenire alla città di Bergamo opere che per Bergamo sono state ideate, e che è nella natura delle cose che trovino la loro nuova casa in questo museo".
"Si tratta di un’occasione importante per la città e il museo", ha commentato Simona Bonaldi, presidente di Gamec, mentre l’assessore alla Cultura e vicesindaco Sergio Gandi ha sottolineato come la "generosa donazione" si sia conclusa in tempi celeri anche grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale, che ha saputo cogliere "un passaggio importante per la storia di Bergamo". "Il Cimitero monumentale è un grande patrimonio artistico e culturale della città", ha rammentato l’assessore ai Servizi cimiteriali Giacomo Angeloni, lodato da Sironi-Straußwald per aver fatto approvare "in tempi velocissimi" la delibera che rendeva inalienabili le sepolture, insieme a quelle dell’architetto Bergonzo e del giocoliere Rastelli. "Mio nonno, pur non essendo di origini bergamasche, desiderava profondamente restare in questo luogo, così vicino alle montagne che amava - ha ricordato Andrea Sironi-Straußwald - un luogo che preferiva al Cimitero monumentale di Milano e alle sue tombe troppo ottocentesche".
Dell’importanza degli studi contenuti nel piccolo catalogo realizzato in occasione della donazione ha infine parlato il direttore di Gamec Lorenzo Giusti, definendoli "il valore aggiunto di questa donazione, che ha consentito di fornire nuovi strumenti interpretativi e di lettura delle opere". Le opere resteranno esposte in Gamec sino alla fine di gennaio, per trovare casa, in futuro, nella nuova sede del museo.