Filippo Bisciglia sogna un quiz: «Voglio passare da Temptation Island a un gioco a premi»
Filippo Bisciglia, volto noto di Temptation Island, dice chiaro e tondo: il suo sogno è condurre un quiz, un game show. «Sono anni che lo dico, ma nessuno mi dà retta», racconta con un sorriso. Il conduttore, che ha appena chiuso l’ultima edizione del reality con una media di quattro milioni di spettatori e uno share sopra il 30%, spiega che per lui stare due mesi in tv e poi essere «congelato» fino alla prossima stagione inizia a stare stretto.
Da dove nasce la fiducia di Maria De Filippi? Secondo Filippo, tutto è iniziato ai provini di Temptation Island: «Maria ci fece assistere – separatamente – ai provini dei ragazzi e io facevo un sacco di domande a tutti. Ero curioso, li interrogavo, li facevo parlare. Credo che Maria sia stata colpita dal mio modo di fare». Lui stesso si definisce empatico, una persona che vive le emozioni e che riesce a stare un passo indietro lasciando spazio ai racconti dei concorrenti. «Il mio contributo? Forse un 10/20 per cento, ma in realtà parto da un format già molto forte», ammette con modestia.
Gli inizi non sono stati facili. Catapultato in prima serata a giovane età, ha sentito tanta responsabilità e ansia da prestazione, e all’inizio lo accusavano di essere troppo romanesco. Oggi, dopo aver studiato dizione, il suo accento romano è persino apprezzato: «se mi scappa il romanaccio mi scrivono tutti “daje”». Filippo ha imparato a osservare Maria De Filippi guardando C’è posta per te, imparando da lei l’arte di non essere protagonista e di dare spazio agli altri.
Quando gli chiedono se prenderebbe parte a Temptation Island come concorrente, risponde: «Ormai sono vecchio, a 49 anni non ha senso». Riflettendo sull’evoluzione delle coppie nel programma, nota che un tempo i litigi nascevano da gesti fisici – una carezza troppo spinta, un massaggio – mentre oggi fanno più male le parole, soprattutto quelle che attaccano genitori o suoceri.
Il suo passato al Grande Fratello è altrettanto raccontato: nel 2005 fu escluso dopo aver firmato il contratto, ma l’anno successivo fu richiamato all’ultimo minuto. Arrivò secondo nell’edizione del 2006 e, pensando ancora in lire, definì quell’esito una «rosicata» perché il vincitore aveva vinto un milione di euro (due miliardi di lire) mentre al secondo non andò nulla.
fuori dal piccolo schermo, Filippo ha lavorato in un negozio di telefonia a via del Corso, dove scoprì che alcuni «clienti fake» erano in realtà autori del Grande Fratello, colpiti dalla sua autenticità. A scuola si descrive come un «finto fancazzista»: faceva lo spiritoso ma comunque studiava, un atteggiamento che definisce «paraculo».
Per quanto riguarda i sentimenti, si definisce un «bambacione», nato sotto il segno del Cancro, quindi sensibile e pronto a perdonare, anche se qualcosa si spegne dentro quando viene ferito. Ama parlare chiaro: «Non mi tengo un cecio in bocca. Se ti devo dire una cosa, te la dico, a chiunque».
Dal 2008 al 2025 è stato legato a Pamela Camassa, Miss Mondo Italia 2002. La loro storia è finita da amici, lui la definisce un amore puro e vero, e ora è felice per lei, che ha trovato un nuovo compagno.
A partire dal 13 novembre Filippo porterà in scena il suo one man show «Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti», undici date in un camerino prima dello spettacolo, tra ansie, prove, telefonate, imitazioni e flashback. «Era tanto che me lo chiedevano: “Tu canti, imiti, sei simpatico”», dice, aggiungendo però una certa ansia: «Popolare in tv è una cosa, popolare a teatro è un’altra».
Infine, ricorda il sogno d’infanzia: voler diventare tennista. È stato primo nell’under 12 e under 14, classificato già a 16 anni, ma a 17 abbandonò per amore, un rimpianto che porta ancora oggi. Si definiva un «pallettaro», che metteva in difficoltà gli avversari con tanto ragionamento.
Filippo Bisciglia resta, insomma, un volto della televisione che cerca di stare vicino alla gente, semplice, diretto e sempre pronto a dare spazio agli altri – qualità che, secondo lui, fanno la differenza sia sul piccolo schermo che sul palco.