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La menta acquatica: ricordo e reverenza

La menta acquatica: ricordo e reverenza

 Erboristeria, la menta acquatica: la storia, il significato nel linguaggio dei fiori, l'aromatizzante, le proprietà terapeutiche fitoterapiche.

Appartiene alla famiglia botanica delle Labiate e il suo nome latino è Mentha aquatica L.

Fra tutte le numerose specie di menta, è sicuramente quella di più antica coltivazione, perché già i Romani l’avevano scoperta e ne apprezzavano le qualità.

 

Basti pensare che, in quell’epoca lontana, alcuni rametti di menta venivano abitualmente posti nei sacchi e negli orci delle granaglie perché l’intenso profumo disturba i topi che, altrimenti, avrebbero attaccato i cereali destinati all’alimentazione.

Nel linguaggio dei fiori la menta è associata al ricordo:

quando viene offerta a una persona cara, simboleggia la memoria devota che rechiamo di lei nel nostro cuore. In Oriente, in special modo in Giappone, è invece segno di timore e di reverenza nei confronti di chi la riceve in dono.

   La menta acquatica è particolarmente amata in Irlanda, dove è assai diffusa per l’abbondanza di laghi, stagni, e corsi d’acqua, le cui sponde umide costituiscono il suo habitat ideale.

In gaelico viene chiamata mismín mionsach, che significa menta nana, anche se questa denominazione non è sempre giustificata dall’altezza del fusto, che spesso raggiunge il mezzo metro.

Per questo motivo, in alcune contrade i contadini preferiscono definirla mismín dearg, ossia menta rossa, facendo riferimento al colore dei suoi fiori, riuniti in vistosi capolini tondeggianti che ricordano la sfumatura purpurea di un cielo al tramonto e che, da luglio a settembre, ingemmano copiosi la campagna.

Le foglie sono ovate, dentellate e glabre, dal caratteristico colore verde lucido.

 

La menta acquatica

La menta acquatica: ricordo e reverenza di Maura Maffei (caffebook .it)

Secondo un’antica tradizione irlandese, la menta attecchisce ovunque: soltanto nel giardino di una casa in cui è la moglie a dominare il marito, essa si rifiuta di crescere, rivelando all’intero villaggio chi sia a portare i pantaloni in quella famiglia…

Uno stelo di menta acquatica in un secchio da mungitura evita al latte d’inacidire, durante la stagione calda.

Se, invece, viene messo nel bacile dell’acqua, elimina i cattivi odori dalle mani quando, dopo aver lavorato nella stalla o cucinato, si lavano.

L’aceto di sidro aromatizzato con le foglie di menta viene utilizzato sull’Isola di Smeraldo per l’igiene della bocca e per fare sciacqui. I rametti essiccati e cuciti nella garza si mettono tra la biancheria per preservare i tessuti da tarme e altri insetti.

Si tramanda, infine, che la menta irlandese sia così rigogliosa perché ebbe modo d’ibridarsi con una varietà mediterranea trasportata nel XVI secolo sopra un vascello dell’Armada Spagnola – su quelle navi c’era proprio di tutto! – il quale, durante la ritirata, aveva fatto naufragio.

Cosa anche verosimile, dato che le varie specie di menta s’incrociano fra loro facilmente.

La rinomata menta piperita, ad esempio, che non esiste in natura, deriva appunto dal connubio tra la menta acquatica e la menta spicata.

Dal punto di vista terapeutico, già i monaci di San Gallo avevano individuato in questa pianta inconfutabili proprietà e Carlo Magno ne aveva resa obbligatoria la coltivazione nelle Leggi Capitolari.

Le proprietà della menta acquatica:

La menta acquatica è un antispasmodico per eccellenza:

  • calma i crampi e le coliche,
  • siano esse gastriche o del sistema urogenitale.

     Pur essendo un tonico, adatto a combattere stress e astenia e a restituire energia e vitalità, è anche un ottimo rilassante, capace di      combattere ansia, insonnia e stati di nervosismo.

È un meraviglioso antisettico, che agisce sulle vie respiratorie e sulla fermentazione gastrointestinale, scongiurando le flatulenze.

Ottimo digestivo come il tarassaco , le sue virtù vengono vantate dalla notte dei tempi, perché stimola lo stomaco e disintossica il fegato.

Usi della menta acquatica:

In applicazione esterna, utilizzando il cataplasma di foglie tritate o la garza imbevuta di decotto, cura le infiammazioni della pelle, cicatrizza le ferite come l'iperico e ha un’azione antidolorifica per le contusioni. Insomma, è un’erba preziosissima nella frenesia della società moderna.

Se ne prepara un tè assai gradevole mettendo in infusione per un quarto d’ora un cucchiaio di droga essiccata (la quantità raddoppia se si usa la pianta fresca) in una tazza d’acqua bollente e dolcificando con un cucchiaino di miele.

Leggi anche: Iperico, l'erba di San Giovanni

 

 (foto menta acquatica da wikipedia.org, da pixabay)


  30  Ago  2017 ,
Maura Maffei

Maura Maffei

Scrittrice di romanzi storici ambientati in Irlanda, che narrano vicende di amore, di coraggio e di fede. È anche erborista, soprano lirico e pittrice. I libri dell'autrice Maura Maffei a questo link: La fragilità della farfalla. Dietro la tendaL’ala del corvo. L'astuzia della volpe. Dietro la tenda

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