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Domenico Modugno: e la sua voglia di successo.

Domenico Modugno: e la sua voglia di successo.

“L’ignorante passa e non si accorge delle cose, la cultura ti fa vedere e notare quello che ti circonda: la mucca, la donna che allatta il bambino, i campi, il carrettiere. Li noto e li traduco in canzone”

Domenico Modugno.


Domenico Modugno nasceva il 9 gennaio nel 1928 a Polignano a Mare.


Fu cantautore, chitarrista, attore, regista, amante della poesía e uomo politico italiano.

La sua produzione artística, tra le più ampie del panorama internazionale, è composta da circa 230 canzoni, alcune delle quali scritte nei vari dialetti napoletano, siciliano, salentino solo per citarne alcune:

Io mammeta e tu”, "Tu sì na cosa grande”,”La donna riccia”, "La sveglietta", “Lu pisci spada”,”Lazzarella

per poi parlare di "Meraviglioso" che all’inizio non riscosse il successo meritato per poi essere ripresa oggi dai Negroamaro e da altri,

la Lontananza” “ Vecchio Frack”,

e il successo del 1958 con il quale vinse il festival di Sanremo “Nel blu dipinto di blu

per poi vincere nuevamente l’anno successivo con “Piove”.

Nel 1962 con “Addio... addio..." brano eseguito assieme a Claudio Villa

e la sua quarta vittoria, nel 1966, con “Dio, come ti amo”.

Tutta la musica di 

Domenico Modugno

E pensare che i suoi compaesani quando Modugno decise di lasciare il suo paesino gli dissero:Sì , proprio a te t' aspettano a Romaé”.
Possiamo tranquilamente affermare che non solo Roma lo aspettava ma il mondo intero visto che ha venduto oltre 22 milioni di copie con la sola canzone “Nel blu dipinto di blu”.

Negli Stati Uniti ribattezzato come Mister Volare, fu subito successo, partendo dagli studi dell'Ed Sullivan Show, il programma tv più seguito degli USA, toccò le città di Boston e New York riuscì a vendere milioni di copie senza che fossero tradotte in inglese. Secondo solo a "O Sole mio", unica canzone italiana di tutti i tempi a raggiungere il primo posto nella hit parade americana, e a restarvi per ben tredici settimane.

Ma passiamo alla sua iniziale passione quella di attore che fosse di teatro o cinematografa a lui poco importava.
La sua prima comparsa cinematografica è del 1949 nel film I pompieri di Viggiù;a seguire nel 1951 con Filumena Marturano;nel 1952 lavora in teatro ne Il borghese gentiluomo di Mèolire,sempre lo stesso anno nel film “Carica eroica” di De Robertis gli viene affidato il ruolo di soldato siciliano nel quale canta la “Ninna nanna” in dialetto salentino, molto simile a quello messinese.
Ricevette per questa interpretazione i complimenti da parte di Frank Sinatra e fu il suo biglietto da visita per la trasmissione radiofonica “Trampolino”.

Tra gli altri film che Modugno interpretò ci sono "Europa di notte" 1959, "Nel blu dipinto di blu" 1959, di Piero Tellini,"Lo scopone scientifico" di Luigi Comencini e "Il giudizio universale" di Vittorio De Sica nel 1961.
In questo ultimo anno arriva il lavoro teatrale che maggiormamente lo soddisfece un vero record di incassi “Rinaldo in campo” con Delia Scala al Teatro Sistina di Garinei e Giovannini nel quale canta le canzoni da lui stesso composte "Se Dio vorrà”, "Notte chiara","Tre briganti e tre somari", "La bandiera".


Degni di nota anche altri suoi ruoli come quello di Scaramouche e Cyrano,tutto aveva avuto inizio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove aveva incontrato Riccardo Pazzaglia poi divenuto suo coautore nonchè suo grandissimo amico,e Franca Gandolfi, aspirante attrice come lui, che poi diventerà sua moglie.
Modugno fu anche appassionato di poesia, amico di Montale, senza collaborare profesionalmente con lui,mise in música le poesie di Qusimodo,per Pasolini musico "Cosa sono le nuvole ", e in seguito cantò i titoli di testa del film Uccellacci e uccellini, su musica di Ennio Morricone.

I suoi continui successi vennero interrotti nel 1984 a causa di un ictus che lo colpì durante la registrazione della trasmissione “La luna nel pozzo” costringendolo ad una semiparalisi, ma non a fermarlo!

La vita è una cosa troppo grande e vale la pena di viverla in qualsiasi condizione.

"Io sono come un cavallo da corsa che continua a galoppare finché non casca morto per terra".

Domenico Modugno riprese infatti dal 1991 a dare concerti alle Terme di Caracalla, nel 1992 cantò a Torino e volle tornare negli Stati Uniti dove tenne ben sette concerti.

La canzone è un momento di grande felicità. Non sono d’accordo con i tormenti interiori. Non servono a niente. Io voglio cantare la felicità, anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista”.


Forte fu il suo impegno nei confronti dei disabili,combattè infatti una vera battaglia per l'ospedale psichiatrico di Agrigento, dove i malati vivevano in condizioni disumane,ottenendone nel 1988 la definitiva chiusura.
Deputato del partito Radicale alla domanda di chi gli chiese la differenza e come era stato il passaggio da uomo di spettacolo a uomo político rispose:


"Fare il cantante e fare il politico sono la stessa cosa, bisogna avere fantasia e poesia anche nella politica, si tratta sempre di spettacolo".

Determinazione, talento, intelligenza vivace e pronta, ricchezza di fantasia e l’essere “rivoluzionario”, ecco le carte del suo successo.


" Nella mia carriera artistica ho sempre cercato qualcosa di nuovo, a costo di andar controcorrente o di sbagliare clamorosamente, contro il conformismo del nuovo a tutti i costi: oggi tutti vogliono fare il nuovo, essere nuovi, vestire in maniera nuova. E tutto questo nuovo rende tutto uguale".


Modugno infatti fu rivoluzionario in tutto, fu il primo al festival del 1958 dove stravinse a cantare una canzone da lui stesso composta in coppia con Franco Migliacci.
Diverso nell’aspetto físico portava baffi e capelli lunghi riccioluti al contrario degli altri cantanti con capelli molto curati, lisci e con la riga!
Bellissimo con il suo smoking bianco, con quello sguardo da sciupafemmine.
Diverso il suo modo diverso di cantare, spontaneo, con le braccia spalancate,irruppe sulla scena con quel canto a squarciagola che voleva essere una liberazione per se stesso affinchè si sentisse finalmente libero di “Volare”e per l’Italia che viveva una fase di cambiamenti economici importante finalmente pronta a ripartire dopo la guerra.

Sentivo il bisogno, un bisogno naturale – ammette Modugno nelle interviste dell’epoca – di rompere con tutto quel mondo di canzoni sdolcinate, piene di sentimenti provincialmente patetici, espresse da voci tutte uguali: sentivo il bisogno di trovare un modo diverso di cantare, di urlare i sentimenti, incavolarsi mentre le dicevo”.
E da quel momento in poi la canzone italiana mutò rompendo con gli schemi del passato!
E tutto divenne “Meraviglioso

Nel mare della vita i fortunati vanno in crociera,
gli altri nuotano, qualcuno annega.

 


  09  Mar  2017 ,
Rachele Agostino

Presidente di Sencillamente associazione senza scopo di lucro per la libera divulgazione dell'informazione e della cultura. Vicedirettrice per il Magazine on line CaffèBook.

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