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Amicizia e bullismo, una sottile ma pericolosa connessione.

Amicizia e bullismo, una sottile ma pericolosa connessione.

Chi da bambino può dire di non aver avuto un amico del cuore? Una persona con cui condividere momenti di gioco, risate a crepa pelle, confidarsi segreti ed essere compagni di banco inseparabili.

 

Ci imbattiamo in questo sentimento semplice e sincero ancor prima di rendercene conto, ancor prima di sapere come definirlo, ma sappiamo che ci fa stare bene.

Cresciamo coltivando nella mente e nel cuore qualcosa di positivo, com’è giusto che sia, ma purtroppo, a volte, non sempre s’incontrano persone altrettanto positive, meritevoli di tale sentimento, degne di essere chiamate “amici”.

In età adolescenziale soprattutto, ma non solo, si è molto fragili ed è proprio lì che nascono la vulnerabilità e il bisogno di accettazione da parte degli altri. Siamo bandiere che si muovono nel vento alla ricerca di stabilità.

È in questi casi che i veri amici si fanno avanti, aiutandoti a superare le tue insicurezze, accettandoti per quello che sei, ma purtroppo è soprattutto in questa situazione emotiva così delicato che si palesa il pericolo più grande: il bullismo.

Di bullismo, a mio avviso, ve ne sono due tipi: uno, che è quello più comune, è un bullismo basato sullo spirito di sopraffazione del più debole, più materiale, fisico; Il secondo, invece, è quello più pericoloso perché nato con l’avvento dei media e attuato anche attraverso i nuovi mezzi elettronici, alimentato dalla sempre più sottile scaltrezza delle persone nel nascondere in una doppia personalità la loro vera indole e mascherato da ciò che assolutamente non è: Amicizia (volutamente personificata).

Questo secondo tipo, è un bullismo psicologico, che convince più di quanto non si possa immaginare, ma plasma, inganna.

I bulli psicologici sono chi non usa la violenza fisica, ma coloro che, dicendosi tuoi amici, riescono con un lento stillicidio fatto di falsità e doppiogiochismo a farti cadere in un vortice di perenne inadeguatezza che porta a entrare in un vortice di negatività e depressione.

Purtroppo sempre più spesso si sente parlare di ragazzi scherniti o maltrattati, soprattutto in ambito scolastico, perché è lì che la socializzazione si sdoppia in due filoni ben distinti: i bulli e le vittime.

Tuttavia, esso non è il solo a essere affetto da questa piaga, infatti, la cronaca televisiva recente ci mostra un quadro degradato e preoccupante dell’età adulta.

Schernire, maltrattare fisicamente, ossessionare un proprio collega in ambito lavorativo e fuori, è diventato motivo di scelte estreme dettate dalla disperazione.

La viltà, l’ignoranza e la superficialità sono oramai di dominio pubblico esteso!

Purtroppo ciò non ha sviluppi positivi nella società ed è agghiacciante anche solo pensare che un sentimento come l’Amicizia sia stato sfruttato e distorto a tal punto per puro divertimento da burattinaio.

In precedenza, sono stati citati i media e i sopraggiunti apparecchi elettronici, ma di fondo il problema non sta nel loro avvento, bensì in un cambiamento malsano e corrotto delle priorità.

Per quale motivo avere uno smartphone più o meno potente, una macchina più o meno costosa, un interesse piuttosto che un altro, un pensiero religioso diverso, ecc., dovrebbe essere motivo di scherno, che sia esso fisico o psicologico, dimenticando cosa è realmente importante?

Il rispetto, l’educazione e l’onestà sono le cose importanti.

L’Amicizia è un argomento a sé perché è un qualcosa in più, un surplus che non scatta tra chiunque, ma che incarna i valori sopra citati.

Tuttavia, la cosa importante da tenere a mente è che, nonostante la nostra voglia di veder riconosciute le nostre qualità ed essere accettati, restare se stessi ed essere fieri di come si è, è il primo e il milionesimo passo per essere apprezzati.

 

 

(foto da flickr.com-cesarion)

 


  17  Mag  2017 ,
Elisabetta Pulcini

Elisabetta Pulcini

 

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