Skype Caffebook

Scienze e Mestieri

Grafologia, dal gesto grafico al carattere: Simonetta Agnello Hornby

Grafologia, dal gesto grafico al carattere: Simonetta Agnello Hornby

Simonetta Agnello Hornby: un filo d’inchiostro eclettico.

Simonetta Agnello Hornby nasce in Sicilia, la terra in cui trascorre gli anni della gioventù, per poi trasferirsi a 17 anni in Inghilterra, nei turbolenti anni tra il ’60 e il ’70.

 

Afferma di considerare ancora oggi il monte Pellegrino, la montagna che domina l’aeroporto di Palermo, il centro del mondo e, di conseguenza, di essersi sentita un’aliena al suo arrivo nella grande e vivace Londra.

  Ricorda, dopo la scoperta alla National Gallery della celeberrima opera del pittore siciliano Antonello Da Messina, raffigurante “San Gerolamo nello studio”, di aver pensato che se i londinesi avevano accolto Antonello avrebbero accolto anche lei.

Dopo gli studi universitari intraprende, nel 1972, la carriera di avvocato e giudice.

Simonetta Agnello Hornby diventa famosissima come scrittrice nel 2002, con il romanzo La Mennulara, cui ne seguono altri, sempre molto graditi al pubblico.

Durante un’intervista, nel 2009, a Repubblica dichiara: “Mi piacerebbe essere un esempio: non di un grande scrittore, ma di una donna che dopo i 50 anni si lancia e decide di cominciare un’altra cosa, un’altra vita. E ci riesce. […] Posso dire che vorrei essere un modello per la donna post-menopausa. Siamo circondate da veline, c’è l’obbligo dell’eterna giovinezza plastificata, e fa bene vedere che c’è qualcos’altro da fare al mondo. Le donne hanno tante risorse.”

 Simonetta Agnello Hornby: La grafia

  La sua scrittura è caratterizzata da parole vergate da un gesto disuguale, energico ed effervescente, con personalizzazioni e inversioni di direzione nel legare le lettere tra loro, che rivelano immediatamente una personalità fuori dal comune, fiera e orgogliosa (presenza di triangoli), che affronta con forza e tenacia la quotidianità (parallelismi), con le sue gioie e i suoi dolori, con i successi e le cadute inevitabili che la vita riserva a ognuno di noi.

Non mancano nel tracciato forme destrutturate o arrotolamenti che rappresentano momenti di rilassamento e raccoglimento per meglio percepire le proprie risonanze interiori.

I tratti finali ad arcata rientrante suggeriscono la presenza di freni autoimposti verso un’innata impetuosità.

L’affetto con la Sicilia, terra della sua infanzia “feudale”, come lei stessa l’ha definita, ricorre in ogni suo romanzo, a testimonianza di un legame antico e indissolubile con essa.

 

 

 

 

( foto da italymagazine.com, wikipedia.org, Barbara Taglioni  )


  28  Gen  2016 ,
Barbara Taglioni

Barbara Taglioni

Grafologa, scrittrice eu ultimamente mi sono avvicinata al mondo della fotografia che ho scoperto essere un altro entusiasmante modo di fare arte.

I suoi articoli   Conosci meglio: Gli Autori di CaffèBook

Devi effettuare il login per inviare commenti