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Gli allevamenti degli animali da pelliccia

Gli allevamenti degli animali da pelliccia


Una tessera in più dall’inizio dell’anno si è unita al puzzle dei paesi europei dove è vietato ammazzare (o meglio trucidare visto i mezzi utilizzati ) gli animali per ricavarne pellicce:

la Croazia.


Traguardo raggiunto grazie alla mobilitazione dei cittadini, veterinari personaggi pubblici, e all’associazione animalista Animal Friends Croatiache sono riusciti a convincere l’opinione pubblica a non concedere per un altro anno il permesso agli allevatori.



La Croazia infatti deteneva la percentuale maggiore degli allevamenti destinati a pellicce di cincillà.


I cincillà fanno parte della famiglia dei roditori, rassomigliano agli scoiattoli, dal pelo sottile e soffice, loro coperta naturale che gli serve per mantenere costante la temperatura corpórea. Oggi, come molti animali esotici, sono entrati a far parte dei nostri ambienti domestici. La scelta richiede attenzione e coscienza, non sono giocattoli per bambini, ma animali con abitudini che si devono conoscere e prendere in considerazione prima di decidere di farli entrare nella nostra famiglia. 
I cincillà sono dotati di grandi padiglioni auricolari ricchi di capillari molto importanti per loro in quanto gli consentono di abbassare la temperatura corpórea. Alla base della loro alimentazione non deve mancare il fieno secco e privo di muffe, il loro mangime apposito e l’acqua cambiata una volta al giorno.

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Le gabbie in cui li dobbiamo tenere devovo essere ampie e spaziose, sviluppate verso l'alto, la loro misura minima deve essere di almeno un metro in altezza ottanta centimetri in lunghezza e cinquanta in profondità.
Ha bisogno di uscire dalla gabbia almeno 2 ore al giorno, ma attenti, che va sorvegliato, perchè rosicchia tutto.
Sono animali notturni iniziano a “vivere” la sera fino all'alba del giorno seguente, quindi, anche se hanno un aspetto molto dolce, sono poco indicati se si hanno dei bambini.

Queste le condizioni ottimali per i cincillà se lo si vuole accudire con amore, e invece se lo si vuole allevare per specularci?


La loro alimentazione è costituita da pellettati di origine industriale! Addio fieno fresco, acqua e gabbia pulita.
Vengono allevati alla temperatura costante di 18 gradi (in modo che siano sempre in calore)in gabbie che misurano meno della metà di quanto avrebbero bisogno, ma non da soli! Sono costretti a condividere in questo già angusto spazio con altri esemplari adulti!

Le gabbie occupate da femmine vengono messe almeno in 5 o 6 esemplari con un collare di plástica e sovrapposte una sull’altra. Il maschio, invece, privo di collare, e fatto accedere alle gabbie delle femmine ed accoppiarsi con quelle in calore.
I loro ritmi naturali che dovrebbero essere notturni negli allevamenti vengono stravolti dall’ ”esigenza dell’uomo” in ritmi diurni.
I cuccioli appena nati vengono stipati in gabbie ancora piu anguste e svezzati a due mesi.
La parte più cruenta arriva all’età di 6-8 mesi quando cioè vengono ammazzati.
La morte può essere indotta in vari modi:


-con una iniezione letale di tricloroacetaldeide monoidrato (farmaco con effetto sedativo e ipnotico, usato nella seconda metà del XIX secolo come sonnifero e ansiolítico che in caso di dosaggio elevato porta alla morte) può provocare affanno, aritmie, spasmi muscolari e lamenti!

-con la rottura del collo..

-La camera a gas non viene usata per il cinchillà poiché questo metodo può causare la perdita improvvisa del pelo.

La Croazia ha ripudiato questo di genere di attività, mentre l’Olanda, che l'aveva già fatto, ha chiuso quello dei visoni di cui era il terzo produttore mondiale. Anche l’Austria, il Regno Unito e la Bosnia  avevano iniziato a far chiudere gli allevamenti di animali a scopo di pelliccia.
In tutta l’Unione Europea è vietata la commercializzazione di pellicce di cane, di gatto e di foca.

Ma nel resto del mondo come funzionano gli allevamenti di animali da pelliccia?


In Cina ad esempio dove, il mercato delle pellicce, più precisamente degli inserti in pelliccia ,che ornano polsi e cappucci delle giacche, le regole sono assenti sia per quanto riguarda gli allevamenti sia per quanto riguarda le specie utilizzabili. Fra le vittime ci sono notoriamente anche i cani di ogni razza che non sono proprio considerati il “migliore amico dell’uomo”, pastori tedeschi, chow-chow, meticci , vengono sgozzati anche per strada, colpiti a morte con bastoni.

Destinati all’industria pellicciaia sono anche procioni, conigli, gatti che vengono ammassati in gabbie, esposti a venti gelidi per rinforzarne il pelo e privati dei più elementari bisogni etologici, quali la socializzazione e la territorialità. Questi animali molto spesso impazziscono e si procurano ferite gravi.
Se quanto accade nelle strade cinesi descritto così può sembrare crudo, quanto succede negli ”allevamenti" degli animali da pelliccia non è da meno: sollevati con delle pinze per la coda ancora vivi e coscienti, vengono appesi ad un gancio, amputate le zampe, a questo punto a volte li tramortiscono sbattendoli violentemente,gli sollevano la pelle dalle zampe posteriori e la strappano dal corpo vengono letteralmente scuoiati vivi! A questo punto la morte però sopraggiunge solo dopo 5 –10 minuti…
Tutto questo è stato documentato dall’Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e l’Associazione East International 


In Italia l'allevamento, l’importazione e il commercio delle pelli di cane e di gatto è illegale dal 2004 grazie alla legge 189/04 sui maltrattamenti degli animali, eppure i capi finiti con pelliccia li troviamo sulle nostre bancherelle e a prezzi stracciati. Alcuni forse potrebbero pensare che siano pellicce sintetiche invece quelle sono pelliccie vere!
I capi profilati con pelliccia li troviamo anche nei negozi dove però la targhetta con scritto ‘made in Italy’ e i nomi a volte veri a volte di fantasia di provenienza degli animali quali wildcat, housecat, special skin, asian jackal, asiatic racoonwolf ed altri ,sembrano rasserenerare e placare la coscienza del consumatore.

In Italia ci sono ancora circa una ventina di allevamenti di animali da pelliccia e si trovano soprattutto in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Abruzzo dove ogni anno vengono uccisi circa 200 mila animali tra cincillà e visoni.

Già i visoni …
I cuccioli di visone vengono alla luce tra fine aprile-maggio e il loro ciclo si “conclude” tra dicembre e gennaio…
Ad oggi il Parlamento italiano non ha ancora avviato l’iter legislativo della manovra #SALVAVISONI mentre più del 86% della popolazione è d’accordo con la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia.


Molte associazioni di animalisti fra le quali Essere Animali e LAV, hanno documentato le privazioni a cui sono sottoposti i visoni e screditato il progetto WelFur, progetto ideato e finanziato dall’industria della pellicceria secondo il quale assicurerebbe condizioni ambientali ed etologiche valide per la specie.
Le condizioni di vita ai quali i visoni sono costretti non soddisfano di certo le Cinque Libertà di cui l’animale dovrebbe godere:

libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione

dal disagio e dalla paura

dal dolore, lesioni e malattie,

di avere un ambiente fisico adeguato

di poter manifestare le caratteristiche comportamentali della specie  

 

E, aggiunto a questo, non si può restare senza parlare del modo in cui vengono ammazzati: con iniezioni o con l’asfissia tramite il gas, monossido o biossido di carbonio sistema giudicato dai legislatori "il più adatto" a porre fine alla loro vita.



Gli animali umani, che incarcerano, mangiano e sfruttano gli animali non umani, fingono che questi non sentano dolore. È necessaria infatti una netta distinzione tra noi e loro, se vogliamo farne ciò che vogliamo, se li indossiamo e li mangiamo senza avvertire rimorsi o sensi di colpa. Gli umani, che spesso si comportano con crudeltà verso gli animali, vogliono credere che essi non possano soffrire. In realtà il comportamento degli animali dimostra il contrario: essi sono troppo simili a noi”.

(Carl Sagan)

Attenzione il VIDEO potrebbe urtare la vostra sensibilità.

 

 

(foto da pixabay, vk.com)


Sara Devis

Ho scritto per alcune riviste di viaggi e sull'ambiente e per associazioni ambientaliste (greenpeace) su temi di ecologia e viaggi. Viaggiare è la mia passione e ho la convinzione che si possa farlo rispettando le culture che si incontrano, i luoghi e gli ambienti senza sprecare inutilmente risorse delle quali questo nostro pianeta ha veramente bisogno.

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