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Società

I “bombardamenti” e le “misure”. immagine wikimedia.org elaborazione angelo controversi

I “bombardamenti” e le “misure”.

Gli accadimenti noti e appena susseguitisi in Grecia, relativi al braccio di ferro, poi perso di Atene, tra la patria di Platone e Bruxelles (UE), portano inevitabilmente a considerare e a deprecare l'uso di tanti termini e terminologie, che anche in questo caso, vengono distorte e trasformate a uso e consumo di chi vuol far passare concetti “buoni” ma che ha in mente azioni davvero deprecabili.

 

 

È il caso delle “condizioni poste dall'eurogruppo alla Grecia (laddove, naturalmente il termine condizioni, altro non è che un ricatto bello e buono).

Anche la necessità per la Grecia di “fare le riforme” non ha nulla a che vedere con misure, imposte, di natura e carattere recessivo, per usare un eufemismo.

 Importante è sottolineare questi aspetti perché altrimenti l'ascoltatore o il lettore poco attento o non esperto potrebbe pensare che la Grecia si sia opposta per non fare le riforme, cioè per non migliorarsi!

Non è affatto così.

Le riforme costituiscono un qualcosa di migliorativo, innovativo, e devono servire, in primis se non unicamente al benessere dei cittadini e ad un miglioramento della loro condizione di vita generale e sociale. Così non è.

Ma non viene detto, o meglio, si contestano le “misure” (altro termine soft per indicare veri e propri stravolgimenti aggressivi e dannosi per la popolazione).

D'altronde, quante volte, anche durante il periodo del governo tecnico di Mario Monti (anche qui un governo non democraticamente costituitosi e imposto viene chiamato tecnico, come si può notare la mistificazione linguistica e concettuale è davvero costante e oramai immanente nel sistema) è stato detto che vi era la necessità di operare politiche impopolari, che, quindi, necessitavano di un governo non eletto e che non dovesse poi misurarsi con il consenso dei cittadini... Beh, fa davvero impressione ascoltare tale affermazione anti-democratica e così grave senza che vi sia una alzata di scudi da sindacati o dalla società, cosiddetta “civile”.

In fondo, se ci pensiamo attentamente, “impopolare” altro non vuol dire che “antipopolare” cioè contro il popolo, a discapito di questo! Come ci si possa augurare di applicare qualcosa contro la popolazione e fare il bene di questa è mistero... In realtà non lo è affatto se trattasi di mistificazione truffaldina abilmente messa in atto per imporre “riforme” contro il popolo senza che questo possa averne la percezione.

Metafore e inganni nelle parole.

Si usano anche metafore molto colorite e che nulla hanno anche vedere con l'economia e sono anche offensive: ad esempio quella della “medicina amara” da somministrare all'ammalato, che poi starà meglio e quindi apprezzerà la cattiva sensazione iniziale... tralasciando il fatto che nulla ha a che vedere la medicina con l'economia, e questi esercizi retorici sono solamente fumo negli occhi, per far digerire “misure” pesanti e recessive.

Pertanto, vi invito a prendere nota o se già sapete queste cose, a ricordarvene quando la prossima mistificazione concettuale verrà effettuata (e badate che ciò avverrà prima di quanto possiate immaginare, ve ne sono oramai milioni al giorno, siamo praticamente “bombardati” da messaggi ingannevoli), cosicché da potervi (poterci) difendere intellettualmente e culturalmente, e non subire con nonchalance

 


  30  Lug  2016 ,
Aldo Oliva

Aldo Oliva è giornalista, intervistatore, editore, ed anche documentarista, ha scritto per periodici, quotidiani e blog. Specializzato in radiofonia all'Università di Siena, e laurea con il massimo dei voti e la lode con il noto luminare della Semiotica Omar Calabrese. Attualmente dirige la rivista Turismo e Bellezza dell'associazione Mondi e Comunicazione. Per scrivere ad Aldo Oliva    A.Oliva @ mondiecomunicazione.it

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