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Nati il 9 gennaio, fra arte musica e guerra, Mussini, Papini, Nixon e Baez

Nati il 9 gennaio, fra arte musica e guerra, Mussini, Papini, Nixon e Baez

Il 9 gennaio sono nati diversi personaggi divenuti famosi in molti campi: Augusto Mussini nella pittura, Giovanni Papini nella letteratura, Richard Nixon nella politica e Joan Baez nella musica.

Augusto Mussini nacque a Reggio Emilia il 9 gennaio del 1870, ma già nel 1890 contribuì alla fondazione della Cooperativa pittori della sua città diventandone anche il direttore artistico.
La sua fu una figura molto particolare nel mondo dell’arte a cavallo dei due secoli da un lato frate-pittore capace di slanci spirituali e dall’altro un artista errante fra molte città italiane e straniere oltre che attento partecipante al dibattito artistico della sua epoca.

Nel 1903 nella notte tra il 25 e il 26 ottobre lasciò di nascosto Firenze facendo credere a un suo presunto suicidio, connesso ad un duello con Costetti, altro pittore dell’epoca, e rivale nell’amore per la pittrice Beatrice Ancillotti.

Quella fuga improvvisata trasformò Augusto Mussini, dopo un breve girovagare, in fra Paolo. Manifestato il desiderio di vestire il saio, fu indirizzato al convento di Ascoli Piceno dove ebbe la fortuna di conoscere padre Serafino Gavasci. Dopo la semplice cerimonia della vestizione divenne terziario dell’Ordine, assumendo il nome appunto di fra Paolo. Come fra Paolo realizzerà la decorazione della chiesa nel convento con alcuni dipinti dedicati alla vita di S. Serafino.



Nel 1913 la sua pala d’altare destinata al santuario del Ss. Crocefisso di Faenza (La Madonna col Bambino tra i ss. Francesco e Chiara), gli attirò così aspre critiche e polemiche, che il frate-artista, dichiarando di non sentirsi più libero di esprimersi svestì il saio e lasciò Ascoli trasferendosi a Genova…




Nel 1903 Papini ( nato anche lui il 9 gennaio ma del 1881) aveva fondato assieme a Giuseppe Prezzolini e a un gruppo di artisti, la rivista Il Leonardo. Un Rivista decisamente combattiva, e in polemica con il positivismo filosofico e letterario: i fondatori proclamavano la "guerra a tutte le accademie fra i muri di un'accademia". La loro dichiarazione programmatica cominciava così: “Un gruppo di giovini, desiderosi di liberazione, vogliosi di universalità, anelanti ad una superior vita intellettuale si sono raccolti in Firenze sotto il simbolico nome augurale di “Leonardo” per intensificare la propria esistenza, elevare il proprio pensiero, esaltare la propria arte...”. Su Il Leonardo scriverà articoli e saggi critici anche Mussini con lo pseudonimo Augustus.

Papini nella sua ricerca filosofica attraversò correnti e ideologie, non di meno anche quella fascista, che gli procurò molte accuse al crollo del regime.

Ma Giovanni Papini è stato certamente uno dei maggiori scrittori italiani e uno dei protagonisti del dibattito culturale italiano del primo Novecento. Fu tradotto in tutto il mondo sin dal suo prima lavoro “Il crepuscolo dei filosofi” fino al suo capolavoro “Un uomo finito”.

È stato una figura complessa, capace di provocare le polemiche più aspre, e forse per questo poi è stato, dai critici e dagli storici della letteratura italiana, considerato un autore minore a dispetto delle sue capacità di scrittore e poeta. Un talento che invece venne apprezzato da Jorge Luis Borges che ritenne Papini un autore "immeritatamente dimenticato”.




Saltando alla politica e dall’altra parte dell’ oceano fra i nati il 9 gennaio a Yorba Linda per la precision troviamo l’ex Presidente degli Stati Uniti Richard Milhous Nixon ( deceduto a New York, 22 aprile 1994)

Nixon

Il 37º Presidente degli Stati Uniti d'America è famoso per essere stato l'unico presidente statunitense a dimettersi dalla carica. Le sue dimissioni avvennero il 9 agosto 1974, per anticipare l'imminente impeachment in seguito allo scandalo Watergate.
Nixon è anche considerato “il presidente della luna” per il fatto che l’allunaggio fosse avvenuto sotto il suo mandato.

Il ritiro graduale dalla guerra del Vietnam e il conseguente disimpegno americano dall'Indocina, avvenne sotto la sua presidenza, ma solo dopo una serie di iniziative molto aggressive e violente che avevano comportato una serie di "bombardamenti segreti" su Cambogia e Laos e un’intensa ripresa dei bombardamenti indiscriminati sul Vietnam del Nord. Queste iniziative provocarono violente polemiche sulla stampa e innescarono grandi manifestazioni di protesta soprattutto degli studenti delle università americane.

Il fatto più eclatante e drammatico avvenne il 4 maggio 1970. Dopo quattro giorni gli protesta degli studenti della Kent State contro l'invasione statunitense della Cambogia, la Guardia Nazionale degli Stati Uniti d'America aprì il fuoco sui manifestanti: morirono quattro studenti.

Neil Young scrisse e registrò per protesta una delle più belle canzoni contro la guerra intitolata Ohio, in reazione alla sparatoria.



Tin soldiers and Nixon's comin'.
We're finally on our own.
This summer I hear the drummin'.
Four dead in Ohio.

Stanno arrivando soldatini di latta e Nixon
Siamo finalmente da soli
Questa estate ho udito il rullo dei tamburi
Quattro morti in Ohio




Ma se parliamo di canzoni e di pace non possiamo dimenticare Joan Baez, nata a New York, anche lei il 9 gennaio ma nel 1941). È la cantautrice statunitense icona per il suo impegno nei diritti civili e per il pacifismo.

 

Show me a prison, show me a jail,
Show me a prisoner whose face has gone pale
And I'll show you a young man with so many reasons why
And there but for fortune, may go you or I -- you and I.


Fammi vedere una prigione, fammi vedere una galera,
Fammi vedere un prigioniero con la faccia impallidita
E io ti farò vedere un ragazzo, e ci son molte ragioni
E solo per caso, che quel ragazzo non sia tu o io, tu e io.

There But For Fortune Lyrics and music by Phil Ochs

interprete Joan Baez

 

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È stata definita la madonna dai piedi scalzi, l’usignolo di Woodstock, la musa di Bob Dylan, la regina del folk e delle canzoni di protesta… Fra le sue interpretazioni più famose ci sono “Diamonds and Rust”, “ There But for Fortune”e “We Shall Overcome”.

Nel Natale 1972 andò nel Vietnam del Nord con una delegazione pacifista guidata dall'avvocato per i diritti umani Telford Taylor che attraversava il paese per sostenere i diritti umani e consegnare la posta di natale ai prigionieri di guerra americani. Mentre si trovava ad Hanoi vi fu il "Bombardamento di Natale" ordinato da Nixon durante il quale la città venne bombardata ininterrottamente per 11 giorni.

E non è quindi un caso che abbia ricevuto “Ambassador of conscience 2015”, il riconoscimento che Amnesty Internation conferisce alle personalità che proteggono e promuovono i diritti civili nel mondo.



Con Joan Baez, ultima di questa carrellata di nati il 9 gennaio, possiamo tornare in Italia nella sua interpretazione della canzone “C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” all’epoca censurata in Italia e alla Rai, ma che la cantante americana trasformò in un successo internazionale.

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  09  Gen  2017 ,
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