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Parole d'Autore

Serial Killer, Veleni e Streghe.

Serial Killer, Veleni e Streghe.

La differenza che passa tra la medicina ed il veleno è determinato, spesso, dalla quantità e proprio su questo aspetto insisteva l'Inquisitore che vedeva in chi maneggiava le erbe tanto una guaritrice quanto una potenziale assassina!

Il legame tra donna/strega/veleni era così radicato nell'immaginario collettivo che nel corso della storia, a torto o ragione, le assassine vennero spesso perseguite con accusa di stregoneria e torturate perché lo confessassero.

Siamo portati a credere che il fenomeno del Serial Killer sia un fenomeno moderno, ma così non è, alcune donne del passato rientrano in pieno in questa categoria, la loro arma prediletta era il Veleno e per questo ritenute, poi nella accusa di condanna, Streghe!

La più celebre è forse Marie-Madeleine d'Aubray, marchesa di Brinvilliers, conosciuta anche come l'avvelenatrice seriale del seicento!

Confesso essere una delle figure che più mi affascina. Nobildonna dissoluta apprende a maneggiar veleni dal suo amante , Godin de Sainte-Croix, sperimentandoli su ogni creatura che in lei si imbatte, fino ad avvelenare i suoi stessi famigliari.

La fine di Sainte-Croix , avvelenato dalle sue stesse ricerche nel suo laboratorio, smaschera i piani diabolici dei due amanti tramite lettere e diari lì rinvenuti decretando così anche la fine di lei.

Ormai scoperta altro non resta che la fuga e dalla Francia si rifugia in Inghilterra. Gli inquisitori oltraggiati dall'affronto del impunità della donna, ormai introvabile ,torturarono il suo domestico, Jean Hamelin, si aprì così il processo detto "L'affare dei veleni".

Come spesso capitava, per via della tortura che mirava ad estorcer più nomi possibili, la cosa coinvolse circa cinquecento persone pescate fra la nobiltà, che veniva accusata di usar veleni per convenienza, ed i bassi fondi della città che, invece, li procurava.

Catturata e processata la stessa Marie rivelerà non solo i suoi crimini ma anche i complici, fu accusata di veneficio e stregoneria e condannata a morte.

 

Leggendario invece è l'alone di mistero che avvolge, sempre nel seicento, Lucida Mansi, detta la narcisista per il malato amore che ella prova verso la sua stessa bellezza, tanto da specchiarsi continuamente e temer la vecchiaia.

Molti sono gli amanti a questa attribuiti che però morivano misteriosamente il mattino successivo, dopo un'unica notte di passione. La gente iniziò a vociferare essa li sacrificasse al Diavolo in cambio della sua bellezza incorrotta.

Una delle più famose dello stesso secolo è Giulia Tofana, questa procurava veleni alle mogli insoddisfatte dei propri mariti, aiutandole così a liberarsene!

La donna elaborò la formula per l'acqua tofana, un veleno inodore e insapore. La sua condanna si deve ad un marito che, sopravvissuto agli effetti del devastante veleno, la denuncerà.

Sotto tortura questa rivela di aver venduto, nella sola Roma, dosi per uccidere seicento uomini!

Giustiziata nella piazza di Campo de Fiori, già teatro della morte di Giordano Bruno, nel 1659, Giulia non morì in solitudine, con lei infatti vennero uccisi la figlia, gli apprendisti ed alcune mogli che dei suoi veleni si erano servite.

Molto simile è il caso della russa Madame Popova, di due secoli dopo, che eliminò circa trecento uomini e mariti violenti anche tramite veleno o l'ungherese Vera Renczi che eliminò i suoi trentadue amanti, avvelenandoli.

Nelle avvelenatrici non rientra la Erzsébet Báthory, che per il suo sadismo però verrà paragonata ad un'altra sfera, il Vampiro, soprannominata Contessa Dracula collezionò più di trecento vittime e si narra facesse abluzioni nel loro sangue.

Io semplicemente ritengo che ripudiamo l'idea che tali nefandezze possano esser compiute da uomini e così creiamo i Mostri.

 

 


  03  Ago  2016 ,
Monika M

 Monika M scrittrice

 

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