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Parole d'Autore

Diario dalla pensione: ricordare i vecchi tempi.

Diario dalla pensione: ricordare i vecchi tempi.

Scrivere per ricordare i vecchi tempi.

Un giovedì del duemila ero a giocare a tombola con delle amiche, una di loro mi disse: ”Perché non scrivi per raccontare un ricordo del tuo passato?”.

 

Risposi: ”Su questo non posso scrivere niente di bello. Perché sono ricordi tristi. Non voglio ricordare perché anche se il tempo è passato, fa ancora male. È meglio lasciarli nascosti fin che si può.”

C’è chi dice che la felicità, quella vera, non esiste. Ma una parola tira l’altra e il discorso cominciò così parlando…

Noi amiche nell’ultima guerra eravamo piccole e andavamo a scuola a piedi. Prima di arrivare dovevamo fare molta strada. Per arrivare prima passavamo per strade sterrate, dove c’erano tante siepi.

Ma una mattina di primavera, in una di quelle siepi, trovammo un soldato morto. I suoi capelli erano biondi. Il nostro maestro disse che era un tedesco sui vent’anni. Gli americani lo avevano ucciso mentre fuggiva.

Lui era un prigioniero di guerra, poverino, voleva la sua libertà, ma trovò la morte. E del soldato che gli sparò non si saprà mai il suo nome e che fine avesse fatto, poverino.

L’arma non ti rende forte, ti rende schiavo. 

 

 Le guerre degli italiani. Parole, immagini, ricordi 1848-1945 di Isnenghi Mario

 

In questo libro, l'autore traccia un personalissimo percorso attraverso le infinite testimonianze, scritte e no, lasciate dagli italiani sulle guerre che hanno combattuto, da quelle d'indipendenza alla seconda guerra mondiale. Per cento anni la guerra è stata, per l'italiano comune, il punto d'incontro con la grande Storia: per cento anni ogni generazione ha avuto la sua guerra da combattere, da descrivere, da ricordare.

 

Ricordi di prigionia. Russia 1942-1954 di Giovanni Brevi

 

Il cappellano degli alpini don Giovanni Brevi non ha bisogno di presentazioni. Il suo nome, legato alla tragica campagna di Russia, è noto in Italia e in Germania, in Austria e in Spagna, fra centinaia di migliaia di reduci, come quello di un uomo che non ha avuto paura né delle angherie né della morte. Migliaia e migliaia di uomini, che vissero per mesi, anni o lustri le drammatiche vicissitudini della prigionia nell'Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale, lo ricordano con commossa ammirazione e con profonda riconoscenza per ciò che fece in aiuto di tutti i sofferenti, senza distinzione di nazionalità e di fede. Fu Medaglia d'oro al valor militare. 

 

Il mio diario: poesie, sogni e racconti. Di Carmela La Porta

 

È un libro di poesie nel quale distinguere sogni,considerazioni e fatti realmente accaduti non è facile, ma può aiutare sapere che taluni termini nel mondo delle anime hanno un senso preciso.

 

 

 

 

 


  01  Giu  2016 ,
Carmela La Porta

Per non dimenticare scrivo i sogni, i ricordi e quanto mi succede oggi. Credo che sia storia vera quella vissuta dalle persone quanto quella scritta sui giornali o raccontata in televisione e credo non debba essere messa da parte né dimenticata. Molti anni vissuti fanno una storia con molte cose da raccontare e in pensione di tempo ne rimane.

Il mio diario: poesie, sogni e racconti. Di Carmela La Porta

È un libro di poesie nel quale distinguere sogni,considerazioni e fatti realmente accaduti non è facile, ma può aiutare sapere che taluni termini nel mondo delle anime hanno un senso preciso.

 

 

 

 

 

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