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Scienze e Mestieri

Foto-grafia di Tina Modotti

Foto-grafia di Tina Modotti

Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni (1929) 

Tina Modotti (17 agosto 1896 il 5 gennaio 1942)

Una donna forte e coraggiosa, decisamente affascinante, sconosciuta per molti e idealizzata da altri. Divisa tra arte e passione, politica e mistero, Tina è stata spesso oggetto di scoop giornalistici, biografie falsate, soap opera romanzate. Viene descritta come l’ammaliante fotografa dai capelli corvini e dagli occhi di carbone, elegante e profumata con costose essenze francesi, ma in realtà, prima di tutto, è stata una creatura meravigliosa, che ha vissuto pienamente ogni sfaccettatura della sua vita sino a restarne travolta. La sua è stata un’esistenza intensa e ricca di risvolti a volte difficili da comprendere appieno.

 

Tina Modotti, fitografia
Tina Modotti, una delle sue fotografie più famose, scattata nel 1927 

I tanti volti di Tina si concretizzano nei lineamenti fascinosi del suo viso, negli occhi scuri di chi possiede una consapevolezza antica, sensibile e quasi mistica. Sempre esigente verso il prossimo e soprattutto verso se stessa, arricchita e non disturbata dai dubbi, nel raccontare un mondo veritiero, verrà alla fine sopraffatta dalle sue stesse passioni. Il suo intento è sempre stato quello di chi non vuole solo ritrarre il mondo, ma vuole rivoluzionarlo, cambiarlo. Il mondo però si sa, non cambia facilmente e per farlo bisogna lottare, sempre in prima linea, con l’ardore e la tenacia di una tigre, senza mollare mai.

In prima linea a combattere, in prima linea ad amare, in prima linea a vivere sino in fondo: assetata di emozioni, visioni, parole, ideali.

La fotografia per lei fu un mezzo per comunicare consapevolezza e scoperta, prima di tutto di se stessa, della sua accattivante bellezza, della sua fisicità e delle sue potenzialità espressive. Successivamente le servì per osservare il mondo, per indagare con lo sguardo le dinamiche sociali, e la realtà circostante nei suoi aspetti più intimi.
Forse la fotografia è stato l'unico risvolto della sua vita che l’ha appagata realmente, con cui è riuscita a esprimersi, a trasmettere quell'inequivocabile profondità d'animo che ha contraddistinto tutta la sua esistenza.

Cerchiamo attraverso l’analisi della sua grafia, addentrandoci tra il bianco e il nero della sua scrittura, di cogliere qualche sfumatura in più di una personalità così variegata.

 

La grafia di Tina Modotti

 

Grafia Tina Modotti fig 1
Grafia Tina Modotti fig 1
Grafia Tina Modotti fig 2
Grafia Tina Modotti fig 1
Descrizione: grande, allargata sul rigo, legata con personalizzazioni che non minano la leggibilità, prolungata verso il basso tendente all’intrico, tendente al rovesciato, concava, con ovali spesso aperti in alto, gonfi in zona superiore, finali a mazza e punto a trattino. Margine sinistro ampio e destro invaso (fig. 1). Tratto diversamente inchiostrato.
fotografie di Barbara Taglioni grafologa

Secondo la letteratura grafologica le caratteristiche di questa scrittura si riferiscono a un carattere fiducioso nelle proprie capacità, socievole, espansivo, (grande, allargata).

La Modotti risulta realista, capace di costanza e coerenza, dotata un’intelligenza sintetica, ha un temperamento focoso e testardo.

Il suo gesto grafico rivela una personalità che segue inevitabilmente il proprio intenso “sentire” (legata con ricombinazioni e personalizzazioni, margine destro invaso).

I prolungamenti verso il basso esprimono il predominio dell’istinto sulla ragione, unito alla necessità di agire più che di pensare. I gonfi sia in zona inferiore che superiore sono sinonimo di spiccata sensualità, vivace fantasia e gioia di vivere, unite al piacere di esibire se stessa e il proprio corpo.

La sua scrittura ci dice come non sia stata particolarmente interessata a essere compresa o a comunicare il proprio pensiero anzi, la tendenza all’intrico tra le righe (lettere che invadono il rigo sottostante), ci parlano di una donna spesso eccessivamente coinvolta e trascinata dalle proprie passioni, il cui pensiero risulta inevitabilmente disturbato nell’oggettività e nella capacità critica a causa di uno spiccato soggettivismo.

Curiosa di sperimentare (ovali aperti in alto), sensibile orgogliosa e indipendente (diversamente inchiostrata, grande, con t sopraelevate, finali a tuffo), a volte poco sfumata nelle proprie reazioni (finali a mazza e punto a trattino), la Modotti ha convissuto con momenti di stanchezza psicofisica (concava) che con forza di volontà e abnegazione è riuscita sempre ad affrontare e superare fino alla sua morte.

All’alba del 6 gennaio 1942, nelle vie di Mexico City è stata trovata sola su un taxi senza vita a soli 46 anni: vicenda per molti aspetti ancora sconosciuta, gravida di segreti e avvolta nelle nebbie della Storia.

Tina Modotti, fotografia di Edward Weston
Tina Modotti, fotografia di Edward Weston
 

Tina Modotti è morta a Carlos J. Contreras

Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, tua è la nuova terra:
ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.      ...

Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella.
Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra
sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi.
Col tuo cuore valoroso...

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo
noi che da ogni luogo delle acque e della terra
col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo.
Perché il fuoco non muore.

Pablo Neruda

 

 

 

 

 

 


  31  Mar  2017 ,
Barbara Taglioni

Barbara Taglioni

Grafologa, scrittrice eu ultimamente mi sono avvicinata al mondo della fotografia che ho scoperto essere un altro entusiasmante modo di fare arte.

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