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Greyhounds: i levrieri che corrono, producono soldi e muoiono nel silenzio

Greyhounds: i levrieri che corrono, producono soldi e muoiono nel silenzio

Il 29 gennaio 2017 a Londra, come ogni anno, ha luogo una serata di gala dal titolo "Greyhound of the Year Award" in cui si elargiscono premi ad allevatori e allenatori che si sono distinti nelle principali corse dei levrieri di razza Greyhound.
Negli ultimi anni chi entra nell'edificio s'imbatte nella protesta di una folla di attivisti.
Qualcuno obietterà che si tratta dei soliti animalisti dalla pancia piena che, non sapendo come passare il tempo, approfittano dell'occasione per uno shopping londinese.


Per quale ragione dovrebbero intralciare i festeggiamenti di onesti lavoratori per premiare chi ha ottenuto i maggiori successi?
Gran Bretagna e Irlanda costituiscono la roccaforte dell'industria delle scommesse delle corse dei cani che produce più di 500 milioni di euro di profitti all'anno, muovendo un giro di affari per centinaia di milioni.
Denaro ricavato dall'atroce sofferenza di questi affascinanti animali dallo sguardo dolce e timido.
Ma in che modo si raggiunge il guadagno celebrato a Londra con danze e champagne?

I Greyhounds sono ritenuti investimenti a breve termine e non animali di affezione: possono gareggiare ad alti livelli solo per pochi anni e una volta che la loro forma fisica è in discesa non servono più e si eliminano.


Se non costituiscono fonte di guadagno diventano inutili. Si parla di ventimila uccisioni ogni anno ma sono cifre sottostimate dato che si registrano le cucciolate ma non il numero dei cuccioli.
Procediamo con ordine.

Utilizzando anche l'inseminazione artificiale si pianifica un numero di nascite superiore a quello che serve, allo scopo di ottenere maggiori probabilità di generare un campione: il cosiddetto overbreeding.
Quelli che non si dimostrano competitivi non arrivano nemmeno al cinodromo e spariscono. Almeno diecimila.
Dove finiscono?

Alcuni vengono esportati in luoghi come Macao in Cina, dove esiste l'unico cinodromo asiatico autorizzato in cui gli animali sono tenuti in condizioni orribili e per questo il governo ne ha imposto la chiusura o il trasferimento entro il 2018.

Altri si vendono nei paesi orientali in cui si mangia carne di cane, dove si uccidono in maniera crudele come durante il festival di Yulin, oppure sono ceduti ai laboratori che praticano la vivisezione.


La maggior parte viene però ammazzata in silenzio:

nel 2006 un inviato del Sunday Times scoprì e documentò l'attività di un uomo che eliminava i cani portatigli dagli allenatori perchè non idonei o a fine carriera.


Ne uccideva fino a quaranta al giorno con una pistola a chiodi e li seppelliva nell'appezzamento di terreno a fianco. La sua attività durava da quindici anni e prima di lui era stata esercitata dal padre, che gliela aveva trasmessa.

I Greyhounds che superano l'esame e diventano atleti si trovano invece a trascorrere una vita di reclusione, segregati in piccole gabbie in cui non riescono nemmeno a muoversi o a stare in piedi, spesso con la museruola.

Durante le gare sprigionano una velocità che arriva anche a 60 km/h e nelle le curve gli incidenti sono sempre in agguato: cadute che provocano fratture alle zampe, al collo, alla colonna vertebrale o arresti cardiaci dovuti alla foga eccessiva.
Corrono in condizioni climatiche estreme, nei giorni più caldi d'estate e in quelli più freddi d'inverno.
Il trasporto avviene in spazi angusti e non ventilati e, se le distanze sono lunghe, subiscono disidratazione e colpi di calore che portano anche alla morte.

Come vengono nutriti?
Sono atleti eppure la parola d'ordine è "risparmio" perché si deve ottimizzare il guadagno. Il cibo fornito è quello più economico, ossia la carne scartata dai macelli perchè appartenente ad animali malati o giunti già morti.
Anche l'assistenza veterinaria è ridotta al minimo.

L'allenamento è basato sulla costrinzione: il Greyhound è un animale intelligente e sensibile che, per sopravvivere, deve adattarsi e sopportare.

Sono state documentate immagini di un allenatore che stimolava un cane nelle gabbie di partenza con un pungolo elettrico per bestiame di grandi dimensioni, capace di emettere scosse da 6000 volt.

Molti trainer pensano che allenare i cani a inseguire animali vivi come i conigli li faccia correre più veloci e quindi li utilizzano, sebbene sia vietato, torturando anche gli indifesi roditori che alla fine vengono sbranati.

Infine c'è chi usa sostanze dopanti per migliorare le prestazioni dei cani, iniettando anabolizzanti o somministrando cocaina.

Ecco perchè il 29 gennaio di quest'anno, come ogni anno, diverse associazioni antiracing si riuniranno davanti all'Hotel di Londra presso cui si svolgerà il Gala: per protestare pacificamente contro l'industria delle corse.

Tra loro anche Pet Levrieri Onlus, un'associazione italiana antiracing e anticaccia che è tra gli organizzatori della manifestazione e si batte per la fine dell'industria delle corse. Quotidianamente collabora con i rifugi irlandesi e spagnoli e salva, cura e dà in adozione i levrieri Greyhound, Galgo e Lurcher recuperati dalle corse e dalla caccia.

Per la quasi totalità di loro non serve un percorso di riabilitazione in quanto dotati di straordinaria resilienza, ossia della capacità di recuperare e superare eventi traumatici.

Nonostante il passato tormentato si inseriscono ottimamente nella vita delle famiglie: basta offrirgli attenzioni, vita sana e soprattutto un rapporto profondo con le persone che comprenda passeggiate, tempo trascorso insieme ma anche attività che ne allenino l'intelligenza come la mobility dog.

La loro indole sensibile ed empatica li porta a venir utilizzati nella pet-therapy, in particolare con bambini autistici e dislessici, dimostrandosi molto bravi con loro.

 

In Europa, come in Italia dal 2002, le corse dei cani sono illegali, a parte Irlanda e Regno Unito, ma in Spagna, Portogallo e Ungheria continuano a svolgersi. 
Negli Stati Uniti sono in costante discesa e si svolgono solo in otto stati. Nel resto del mondo ancora in Australia, Nuova Zelanda, Messico, Cina e Vietnam per un totale di 141 cinodromi autorizzati.

In Irlanda l'attività del "Greyhound racing" è considerata rientrante nel Dipartimento dell'Agricoltura e i levrieri sono qualificati come beni agricoli: la loro gestione può ricevere indirettamente fondi dall'Unione Europea.

Le corse dei levrieri sono una forma di gioco d'azzardo che può rovinare economicamente le famiglie, come ogni gioco d'azzardo, e implica un trattamento crudele dei cani, considerati oggetti il cui unico scopo è generare denaro.
Non è possibile regolamentarle e nemmeno pensare di dare in adozione tutti i cani scartati e ritirati dalle gare.

L'unica azione a favore dei Greyhounds è l'abolizione delle corse.
Non è accettabile infierire in tal modo nei loro confronti per divertire degli spettatori e far guadagnare alcune categorie.
Che sapore può avere un premio ottenuto a queste condizioni?

 

 (foto da Pet Levrieri.it)

 


  11  Feb  2017 ,
Paola Iotti

Paola Iotti

Scrittrice. Appassionata lettrice che si è trasformata in scrittrice grazie alla sensibilità degli animali a cui cerca di dare voce, come a persone e argomenti talvolta posti a margine dall'odierna società.

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