Sudan da scoprire

Questo è un viaggio breve, solo una decina di giorni,  ma intenso, da farsi nei periodi meno caldi dell’anno. Io sono partita nel 2013, durante le vacanze natalizie.

Il Sudan è un paese per certi versi in rapida evoluzione, per altri imbrigliato a dirimere gli effetti di problemi e crisi che ancora lo attanagliano nel Sud del Paese.

Sono in corso, specialmente nel nord (e quindi in Nubia), grandi lavori per la realizzazione di infrastrutture (strade, ponti, dighe, ecc.) propedeutiche per lo sviluppo del paese.

Tali infrastrutture sono in larga parte appannaggio di imprese cinesi (la Cina è uno dei partner commerciali più importanti del Sudan).

 

Lungo il Nilo

 

 

 La bellezza della Nubia  è principalmente la grandiosità dei siti archeologici che non possono certo essere paragonabili a quelli delle più celebri località del vicino Egitto,

ma la scarsa presenza di visitatori, lo stato talvolta quasi di abbandono, la possibilità di accamparsi nelle vicinanze dei siti e di compiere visite notturne in totale libertà, rendono pressoché irripetibili certe esperienze e offrono un fascino tutto particolare a questo viaggio.

E’ un mondo sconosciuto  incredibilmente interessante, soprattutto l’Alta Nubia, il leggendario regno di Kush, dinastia detta dei Faraoni Neri (intorno al 750 a.C.) quando si ebbe un periodo di particolare splendore, riconoscendosi questi re come eredi e custodi della più sacra e antica tradizione egiziana.

In questo percorso mi hanno colpito alcuni luoghi solitari, immobili, persi nel tempo di un deserto giallo e assolato, sotto il cielo terso di un blu mai visto.

Sudan Bayuda Desert

Bayuda Desert


Interessante la capitale Napata che si estendeva su tutte e due le rive del fiume Nilo, con un centro amministrativo e un nucleo religioso ricco di templi.

Il più notevole è quello di Jebel Barkal dedicato ad Ammone scavato a ridosso di un imponente pilastro roccioso. Dopo la decadenza di Napata fu Meroe la capitale del regno di Kush.

All'età ellenistica si riferiscono molti edifici civili di Meroe, dove si mantiene ancora l’uso di piramidi sepolcrali, la cui struttura non ha ormai più nulla a che fare con la geometrica solidità dell’epoca menfita.

A giudicare dall’imponenza delle rovine, Musawwarat, città di templi e meta di pellegrinaggi, deve essere stata superba. Statue, colonne, scalinate, templi, palazzi; un tempio, restaurato da una missione tedesco orientale, si intitola ai leoni, ma lascia supporre che nei riti di allora avesse parte anche un elefante vivo.

Nella località di Naga, a una trentina di chilometri da Musawwarat, la raffigurazione del dio-leone con tre musi e il corpo a forma di serpente (emergente da un fiore, con la selva di braccia giustapposte dei nemici del re), fanno ragionevolmente supporre che i meroitici avessero recepito influssi anche dall'India!

Il viaggio è molto particolare e riservato a viaggiatori che si sanno adattare alla ricerca di siti archeologici fuori dalle rotte del turismo di massa e desiderosi di incontrare popolazioni particolari come i nubiani.

 

Volti nubiani

 

 

Dal punto di vista tecnico il viaggio comporta notti spesso in tenda e uso della cucina da campo. L'interesse archeologico si coniuga con le soste ai pozzi attraversando il Bayuda Desert, con i villaggi nubiani fra le dune, con il Nilo sempre presente attraverso le oasi che si stendono chilometriche lungo le sue sponde.

L’attrattiva sta proprio nella possibilità di godersi le piramidi e i templi in assoluta solitudine, e nell’opportunità di campeggiare accanto alle piramidi di Merowe o alle sfingi del Tempio di Amon a Naga. Le attrazioni principali di questo affascinante viaggio sono:

i resti archeologici di antiche civiltà dei grandi faraoni neri, inserite in un contesto particolarmente selvaggio;

i villaggi nubiani lungo il Nilo, con le loro caratteristiche case in argilla e dalle geometriche forme architettoniche, arricchite da dipinti e greche dai colori sgargianti, e la gente sempre sorridente, disponibile e ospitale verso il forestiero.

Il Nilo con le sue belle cateratte, gli orti rigogliosi lungo le sue rive in contrasto con l’arido deserto. Il deserto, con le sue varietà, enormi distese piatte, le hammade, le dolci dune multicolori e le formazioni rocciose particolari come il Jebel Barkal.

 

Tempio di Amon  - Naga

 

 

Il percorso può essere fatto sia in un senso che nell’altro, sta ad ognuno di noi decidere.

L’itinerario classico punta a Nord lungo il Nilo fino a Naga, Mussawarat e la Necropoli Reali di Meroe quindi attraversa il Bayuda Desert per raggiungere Nuri e oltre il Nilo la montagna sacra di Jebel Barkal e la necropoli di El Kurru, poi Old e New Dongola  per Kawa,  per ritornare poi sulla nuova strada asfaltata che riporta  a Khartoum.

 

 

                                                          Leggi anche i reportage qui di sotto:

Indonesia sconosciuta, Sonda: le isole al confine del tempo.

 

Magica India

 

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Leggi anche: Antichi splendori dell’Iran