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Scienze e Mestieri

Il carciofo, orgoglio di Bretagna

Il carciofo, orgoglio di Bretagna

 

Un mare blu dalle sfumature violacee, che in estate veste le valli di Bretagna… Ondeggia al soffio del vento e tinge l’aria d’un riflesso impalpabile come un incantesimo.

Così si presentano le coltivazioni di carciofo in piena fioritura.

Non si tratta d’una pianta strettamente autoctona, dato che si fa risalire la sua origine alla città di Cartagine. Eppure è diventata tipica di quel paesaggio solenne e selvaggio, com’è successo ad altre specie botaniche.

Introdotta in Italia e in Francia nel Rinascimento, ha trovato l'habitat ideale in Bretagna che, con le sue oltre 100000 tonnellate annue, ne è il maggior produttore a livello europeo.

I carciofi di Bretagna si distinguono dagli altri, ad esempio da quelli della Provenza o del Laon, per le dimensioni.

Piante robuste e rigogliose danno brattee grandi e carnose, adatte a essere mangiate crude o a essere cucinate secondo la ricetta bretone, con paté di fegato d’oca e uova in camicia.

La semina avviene in primavera ma gli agricoltori preferiscono trapiantare i cosiddetti carducci, che sono i germogli basali, per accelerare i tempi.

Essi vengono interrati con quattro o cinque foglie alla profondità d’una decina di centimetri.

Il terreno dev’essere ben concimato e drenato.

Siccome la pianta crescerà forte, dato che è una composita perenne, tra un carduccio e l’altro conviene osservare la distanza di circa un metro.

I carciofi si raccolgono a partire dal secondo anno:

per questo capita sovente di vedere la fioritura blu delle piante più giovani.

In Bretagna, le piantagioni di carciofi hanno un’età massima di cinque o sei anni. Dopo vengono rinnovate. I

contadini spesso lo fanno gradatamente, sostituendo qualche filare ogni anno. In inverno coprono le coltivazioni con paglia o con una pacciamatura d’erba secca e in primavera le concimano generosamente.

Erboristeria, i carciofi, un mare di virtù:

Consumati crudi, i carciofi sono assai digeribili e energetici.

Proteggono dalle infezioni intestinali, depurano il sangue e il fegato e aumentano la diuresi.

Tali proprietà, grazie soprattutto al principio attivo della cinarina, risultano ancor più palesi se si usano non le brattee, ma le foglie caulinari (ossia quelle che si trovano alla base della pianta stessa) in decozione.

Non dimentichiamo che il carciofo, come droga fitoterapica, è fondamentale nella preparazione di molti farmaci perché stimola la secrezione biliare ed è un disintossicante epatico.

Appartiene alla famiglia botanica delle Composite e il suo nome latino è Cynara scolymus L. Studi scientifici hanno dimostrato che aumenta la diuresi del 100% e che abbassa notevolmente il tasso del colesterolo.

Se volete berlo in tisana, assicuratevi che le foglie del fusto non siano state irrorate con insetticidi.

Oppure acquistatele essiccate in farmacia o in erboristeria.

Procedete poi come se doveste dosare un tè concentrato.

Mettete due cucchiai rasi d’erba in mezzo litro d’acqua fredda. Portate a bollore e spegnete dopo alcuni minuti. Coprite il pentolino e lasciate riposare per un quarto d’ora.

Il sapore del decotto di carciofo è decisamente amaro ma, a fine pasto, non è sgradevole.

È come la Bretagna, appunto: aspra a prima vista e scrigno di meraviglie per chi ne percorre i sentieri, tra coste rocciose e magiche foreste.

 

(foto da wikipedia.org, pixabay)


  24  Gen  2017 ,
Maura Maffei

Maura Maffei

Scrittrice di romanzi storici ambientati in Irlanda, che narrano vicende di amore, di coraggio e di fede. È anche erborista, soprano lirico e pittrice.

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