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Il ginepro, bacche di longevità

Il ginepro, bacche di longevità

Erboristeria: il ginepro, la storia, gli ingradienti e la preparazione del liquore digestivo e la ricetta della marmellata con le bacche di ginepro. 

Il ginepro è un arbusto sottile.

Appartiene alla famiglia delle Cupressacee (la stessa del cipresso, per intenderci) e il suo nome latino è Juniperus communis L.

   Diffuso in Europa dalla pianura alla montagna, questa pianta predilige i pascoli e i boschi soleggiati. Nasconde come un tesoro tra le pungenti foglie ad ago le brillanti coccole nero-bluastre.

 

Esse sono il cibo prediletto dell’aquila e la tradizione popolare attribuisce loro la longevità di quest’uccello.

Il ginepro era già conosciuto presso le prime civiltà che abitarono il bacino del Mediterraneo.

Conquistati dal suo aroma, che si sposava con le carni e ne esaltava il sapore, gli uomini d’allora impararono che aveva anche altre virtù ed è probabile che sia stata tra le più antiche specie diuretiche a venire usata nella storia.

Da sempre apprezzate in fitoterapia, le bacche di ginepro hanno proprietà depurative e antireumatiche, dato che giovano all’eliminazione delle tossine e dell’acido urico, sono quindi diuretiche, leggermente dimagranti, facilitano la digestione e svolgono una funzione balsamica per le vie aeree.

 Il loro utilizzo in liquoreria è antichissimo. È noto che papa Gregorio XIII, il bolognese Ugo Boncompagni, cui si deve la riforma del calendario, apprezzava assai un intruglio a base di grappa, vino bianco e ginepro.

 

Al principio del XVII secolo, in Olanda, fu inventato il genever, che divenne poi il gin, uno dei liquori più famosi al mondo, dalla trasparenza di cascata alpina o di resina ambrata, se invecchiato in botti di quercia, ideale nei cocktails a base di frutta.

Anche in Scozia si tramanda da secoli la ricetta di un liquore che contiene ginepro.

È quello che, se viene tinto con la cocciniglia che gli conferisce il tipico colore rosso, prende il nome di Usquebaug. Ma anche senza pigmentarlo è un buon digestivo da centellinare a piccoli sorsi e in modica dose.

Per prepararlo occorrono 20 grammi di bacche mature di ginepro, 5 gr di stelle di badiana, 5 gr di semi di coriandolo, 5 gr di semi di angelica, 5 gr di semi di finocchio, 3 gr di cannella e 3 di zafferano, 2 gr di semi di cumino, la scorza di un limone, 150 ml d’acqua di fiori d’arancio, 1 litro e mezzo d’acqua, 1 litro e tre quarti d’alcool a 85° e 1 chilogrammo e mezzo di zucchero di canna.

Si pestano nel mortaio bacche e semi, si trita la buccia gialla del limone e si mette a macerare nell’alcool per un mese, scuotendo di tanto in tanto il vaso a chiusura ermetica.

Dopo, si prepara uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero. Si lascia raffreddare e si versa nel vaso insieme con l’acqua di fiori d’arancio.

Si richiude il tappo e si ripone ancora per una decina di giorni. Infine si filtra, spremendo bene le erbe della posatura attraverso una garza, e s’imbottiglia.

Ma riguardo al ginepro abbiamo ancora una ricetta insolita da suggerirvi.

Si tratta di una straordinaria marmellata (confettura) di cui vi illustriamo la preparazione e che, oltre sui toast all’ora del tè, può essere servita per accompagnare le carni bollite e i formaggi di lunga stagionatura.

 

Ingredienti

-             700 grammi di zucchero di canna;

-             500 grammi di bacche fresche e tenere di ginepro;

-             200 grammi di mele renette, già sbucciate.

Preparazione

   Una volta raccolte, le bacche di ginepro vanno selezionate con molta cura. Bisogna eliminare quelle guaste o che non sono giunte a completa maturazione, assumendo il caratteristico colore bluastro.

Occorre inoltre togliere a ognuna il picciolo coriaceo.

Si mettono poi in un colapasta, ammucchiandone poche alla volta, e si sciacquano delicatamente sotto l’acqua corrente.

Si versano nella pentola insieme con lo zucchero e con le mele tagliate a dadini e si fanno cuocere a fiamma moderata per 30-40 minuti, mescolando spesso affinché la confettura non si attacchi al fondo.

Per capire quando è pronta, vale il solito vecchio sistema, tanto caro alle nostre nonne: se ne prende una piccola quantità con la punta del cucchiaio e si lascia cadere sopra un piatto. Se forma una masserella compatta e trasparente, è giunta l’ora di spegnere il fuoco.

La marmellata di ginepro s’invasa ancora calda, si lascia raffreddare e, dopo aver chiuso ermeticamente i barattoli, si sterilizza per una ventina di minuti.

 

 

Per chi volesse provare la ricetta ecco dove è possibile trovare le bacche di ginepro:

Aromi E Sapori - Ginepro, Bacche - 30 G

 

 

 

 

 


  24  Gen  2017 ,
Maura Maffei

Maura Maffei

Scrittrice di romanzi storici ambientati in Irlanda, che narrano vicende di amore, di coraggio e di fede. È anche erborista, soprano lirico e pittrice.

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