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Scienze e Mestieri

Piero Chiara Narratore puro di piccole storie di lago

Piero Chiara Narratore puro di piccole storie di lago

Piero Chiara, la sua vita. 

   Nasce nel 1913 a Luino, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Figlio unico di Eugenio siciliano doc e di Virginia Maffei originaria del Vergante: viene battezzato Pierino Angelo Carmelo.

Egli resterà sempre molto legato a loro e come scrittore, rievocherà le loro figure in pagine piene di affettuoso rispetto. Al padre, in particolare, sobrio e taciturno, ma acuto raccontatore di “fatti”, riconoscerà di essere debitore di buona parte del suo talento di narratore.

 

 

Il suo carattere irrequieto e amante della libertà, le difficoltà legate allo studio e il rifiuto nei confronti di un’educazione tanto rigida quanto culturalmente e formativamente inesistente  lo portano a bighellonare  nelle campagne, sulle rive del lago e tra le bancarelle del mercato locale.

Matura allora un’avida passione per la letteratura  e in seguito, dopo aver frequentato diversi collegi, diviso tra il pugilato, la lotta e la biblioteca, emigra in Francia, poi in Jugoslavia, in cerca di nuovi orizzonti.

Questa sua inquietudine caratterizzerà tutta la sua vita, sia professionale che sentimentale, trascinandolo in luoghi sempre diversi e in ambienti molto variegati per riapprodare nuovamente in Italia nel dopoguerra.

Un’esistenza sempre tesa all’esplorazione dell’animo umano raccontato attraverso “piccole storie” di paese, di vizi e di sotterfugi, di aneddoti tragicomici, arguti “appunti di varia umanità e di fortuita amenità”.

Certamente un uomo eclettico che ha saputo spaziare tra la politica, l’arte, il commercio, il giornalismo, per approdare poi alla narrativa solo in tarda età, periodo che gli riservò una serie di importanti riconoscimenti, dove i suoi romanzi furono premiati, letti e tradotti anche all’estero.

Morirà per malattia a Varese a 73 anni.

 

La grafia di Piero Chiara

   Osservando queste poche righe si ha l’impressione di vedere il mare.

La forma in ghirlanda inanellata suggerisce la superfice increspata da piccole ma vivaci onde (filiforme acquatico).

È una grafia che appartiene ad una personalità poco razionale in cui predomina la percezione istintiva più che la logica del ragionamento.

Quella di Chiara è una mente assimilatrice, curiosa, capace di passare rapidamente da un pensiero a un altro, ricca di una vivida immaginazione, di idee originali e personali che irrompono senza una organizzazione riflessiva.

La specie “filiforme acquaticografologicamente corrisponde a personalità che nutrono un forte attaccamento alla famiglia anche se il bisogno di libertà li porta a fuggire.

Sentimentalmente spesso fanno scelte lontane da ogni logica anche se prediligono chi li sa capire con dolcezza.

Il suo sentire è rivolto al mondo delle impressioni, del sogno delle ispirazioni, dei viaggi, della scoperta. L’attività è più un mezzo di espressione che di affermazione.

Egli è poco attratto dalla competizione, preferisce tenere la mente libera per esplorare avido il mondo circostante e catturare piccole storie di provincia di donne e uomini immersi nella loro quotidianità fatta di strane manie e di segreti dietro le mura domestiche.

La firma di Piero Chiara

 

La sua firma senza soluzione di continuità tra nome e cognome mostra in zona centrale tre allunghi superiori gonfi a forma di “l” segno che conferma la presenza di grandi sogni e fantasie e il paraffo finale che serpeggia accattivante sotto il rigo suggerisce il desiderio di valorizzarsi in modo quasi ironico, senza aggressività e prevaricazione alcuna.

 

I libri di Piero Chiara

Il piatto piange

Ambientate a Luino, una cittadina sul Lago Maggiore, le vicende del romanzo si svolgono nel periodo fascista. Il Piatto Piange, pubblicato nel 1962, fu il romanzo d’esordio di Piero Chiara. In una atmosfera oziosa si svolgono accanite partite di poker e avventure fra bordelli e scherzi ai perdenti. È una sorta di gioco semiserio, anche dell’autore; una lettura piacevole di episodi talvolta comici.

Citazione dal libro "il piatto piange" di Piero Chiara: "Si giocava d'azzardo in quegli anni, come si era sempre giocato, con accanimento e passione; perché non c'era, né c'era mai stato a Luino altro modo per poter sfogare senza pericolo l'avidità di danaro, il dispetto verso gli altri e, per i giovani, l'esuberanza dell'età e la voglia di vivere".

I giovedì della signora Giulia (Oscar scrittori moderni Vol. 133)

Una realtà di provincia, una moglie uccisa e un ispettore dotato di buona volontà e fiuto… Esiste il delitto perfetto? Non di certo un giallo tipico!

 

 

 (foto della grafia di Piero Chiara di Barbara Taglioni, premiochiara.it )


  16  Mag  2016 ,
Barbara Taglioni

Barbara Taglioni

Grafologa, scrittrice eu ultimamente mi sono avvicinata al mondo della fotografia che ho scoperto essere un altro entusiasmante modo di fare arte.

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