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Scienze e Mestieri

Perché le imprese investono in cultura.

Perché le imprese investono in cultura.

La fiducia non è qualcosa che si può costruire con uno slogan né in poco tempo. Molti prodotti, oggi, sono simili, se non uguali e il consumatore è sempre più attratto (e in questo li differenzia e sceglie) da aspetti intangibili dei prodotti: guarda ciò che comunicano!

 

Ma il numero di fattori che contribuiscono all'immagine di un’impresa è considerevolmente aumentato negli ultimi anni e non solo i prodotti stessi non sono più l'unico elemento di valutazione, ma neppure la presunta qualità proclamata nella pubblicità tradizionale è determinante.

Altri aspetti sono sempre più spesso presi in considerazione dai clienti, e sono gli stessi che prende in considerazione la società nel suo insieme, per cui le aspettative nei confronti dell'azienda non riguardano più solo i prezzi o la qualità dei servizi. Il grado di notorietà, la politica aziendale e la partecipazione alla vita comunitaria (in ambiti politici, sportivi, sociali e culturali) sono diventati altrettanto determinanti.

Non è un caso che ormai dagli anni novanta è stata registrata una vertiginosa crescita delle sponsorizzazioni in ambito culturale, soprattutto ad opera delle fondazioni bancarie; le prime a capire l’importanza di un sostegno dell’arte e della cultura sotto l’aspetto determinante del ritorno d’immagine.

Perché molte imprese investono e sponsorizzano in attività culturali, sociali e divulgative?

In un recente articolo sull’Avvenire si dà conferma di questo trend segnalando che sono oltre 6000 le fondazioni private con intenti filantropici in Italia che danno attenzione alla cultura.

Nell’articolo sono citati i noti inviti etici di Bill Gates e Warren Buffet, ma questi rappresentano un aspetto importante solo a livello individuale e personale. Per le imprese, oggi, è diventata determinante la volontà di creare valore condiviso (shared values) per l’affermarsi di logiche che ricercano la creazione di un valore sociale ed economico al contempo ( blended value).

Il valore condiviso (ad esempio il rispetto o la fiducia del pubblico) si persegue non limitandosi alla sola filantropia (che certo è una parte importante), ma è necessaria una continuità nell’azione da parte dell’impresa. Determinante è una reciproca collaborazione con l’attore dell’aspetto culturale, sociale o divulgativo.

Questo “comportamento” dell’impresa si traduce in una positiva presenza nella società e può portare a conseguire importanti successi economici.

Nell’articolo ha commentato infatti Lucia Martina, segretario generale della Fondazione Lang Italia: “I modelli di collaborazione delle imprese più innovative si basano, infatti, su una prospettiva di lungo termine capace di generare risultati win-win per tutti i portatori d’interesse - un’ottica multi stake holder che risulta difficilmente raggiungibile tramite approcci di filantropia tradizionale".

 

   

In conclusione: È l’impresa dietro all’oggetto che fa la differenza e non può più limitarsi solo all’aspetto economico e produttivo, ma deve incrementare il suo valore sociale, il suo valore condiviso. 

le imprese investono e sponsorizzano in attività culturali in cerca di fiducia e rispetto sociale.

 

 

  

È l’impresa dietro all’oggetto che fa la differenza e non può più limitarsi solo all’aspetto economico e produttivo, ma deve incrementare il suo valore sociale, il suo valore condiviso.

Un’impresa il cui valore sociale è riconosciuto genera fiducia e una buona predisposizione da parte del pubblico (di cui fanno parte i consumatori) che produce poi maggiori possibilità, non solo di vendita, ma anche di ottenere nuovo consenso in un circolo virtuoso e favorevole.

 

 

 

 


  31  Mag  2016 ,
Stefano Trevigiani

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Stefano Trevigiani web writer per blog e alcune testate giornalistiche on line, grafico.

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