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Bianca e Bernie: storia a lieto fine di oche fortunate, a differenza di quelle degli allevamenti

Bianca e Bernie: storia a lieto fine di oche fortunate, a differenza di quelle degli allevamenti

Sul lungolago di Lecco, città lombarda situata in fondo a un manzoniano ramo del Lago di Como, a gennaio di quest'anno è comparsa una coppia di oche abbandonate o fuggite.

La docilità e la buffa andatura le ha fatte diventare, in poco tempo, le beniamine degli abitanti. La femmina, dalle piume candide, è stata chiamata Bianca mentre il maschio, dai toni grigi, Bernie.


I volatili hanno iniziato a spingersi verso la strada finchè, un giorno, Bianca è stata rinvenuta ferita.
Immediata è partita la segnalazione che ha fatto intervenire la Polizia Provinciale. Recuperata l'oca, è stata portata da un veterinario della LIPU, la Lega Italiana per la Protezione Uccelli.

Nel frattempo Bernie si è ritrovato solo e smarrito, attirando l'attenzione delle persone beccando con delicatezza mani e vestiti, come a chiedere qualcosa. Ma non era cibo.

Le oche sono monogame e si legano per la vita allo stesso compagno.

Il Comune si coordina con la Polizia Provinciale per catturare anche il maschio e ricongiungerlo alla paziente, sottoposta a terapia.

Una volta guarite le ferite, la coppia verrà affidata a un rifugio in cui potranno vivere al sicuro, lontano da strade trafficate.

Una vicenda a lieto fine, ben diversa da quella di milioni di oche negli allevamenti sparsi nel mondo.

Questi volatili sono allevati per il caldo piumino o per il foie gras.

Nel primo caso, per quattro volte l'anno, vengono spiumate da persone pagate a cottimo una miseria che, dovendo lavorare veloci per guadagnare qualcosa, spesso strappano la pelle assieme alle piume.

Le oche vengono frettolosamente disinfettate e ricucite, ma alcune muoiono per le infezioni. Le altre talvolta faticano a camminare.

La normativa europea prevede che vengano spiumate solo in fase di muta e con tecniche di spazzolatura. Obblighi regolarmente disattesi, senza che nessuno intervenga con sanzioni.


Gli allevamenti sono numerosi nei paesi dell'Est, in particolare in Ungheria, ma anche in Cina, che è il maggior produttore di piuma d'oca.
Coraggiosi attivisti sfidano l'ostilità degli allevatori documentandone di nascosto l'attività, che non rispetta i dettami legislativi.

Nel 2014 la giornalista Sabrina Giannini ha realizzato un servizio trasmesso da Report, raccontando come vengono prodotti i capi delle più rinomate marche di giacche imbottite.

Il 100% delle oche spiumate rimane ferita e il 20% in modo grave.

Cosa si può fare?
È difficile riconoscere la provenienza del contenuto di un piumone o di una giacca.

 

 Il foie gras:

Per la sua produzione oche ed anatre vengono alimentate forzatamente per farne ingrassare il fegato.

La LAV, Lega Anti-Vivisezione, ha affidato a esperti il confronto tra un capo in piuma d'oca e altri due realizzati con materiali sintetici alternativi, mostrando che la piuma naturale consente alla giacca di produrre appena un poco di calore in più, mentre il sintetico offre migliore traspirazione.

Il secondo destino delle oche è la produzione di patè di fegato (foie gras): avviene in Francia, Bulgaria, Belgio, Spagna e Ungheria.

Si utilizzano solo esemplari di sesso maschile, che vengono immobilizzati in minuscole gabbie e ingozzati, con la forza, con cibo non equilibrato, per provocare l'abnorme crescita del fegato.


Il foie gras, fegato grasso, altro non è che la conseguenza di una malattia chiamata steatosi epatica, che crea un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche, comportando la crescita dell'organo fino a dieci volte la dimensione normale.

Oche e anatre sono alimentate forzatamente con 400/500 grammi di mais bollito e salato, "sparato" nell'esofago con un tubo di trenta centimetri di diametro.


Si utilizzano pompe idrauliche o pneumatiche che, in due o tre secondi, iniettano la quantità di cibo che una volta si dava in un minuto, provocando shock con convulsioni e scariche di diarrea.
Il tubo inserito nella trachea origina lesioni che si infettano:

l'animale, quando lo vede, si divincola, conscio dell'insopportabile dolore che arriverà, procurandosi talvolta fratture al collo o lesioni all'esofago che lo portano alla morte.

Una tortura che avviene due volte al giorno per le oche, quattro per le anatre.


Chi sopravvive è destinato a un'esistenza di insopportabili sofferenze.

Il funzionamento del fegato è compromesso e l'animale non riesce a regolare la temperatura del corpo.

L'abnorme dimensione della ghiandola rende difficile la respirazione, perché comprime i polmoni, e molto doloroso qualunque movimento.

Un dolore fisico e psichico che non li abbandona fino alla morte, inflitta a quattro mesi di età.
Una triste liberazione.

Inutile dire che non acquistare le confezioni di foie gras è la prima arma a disposizione del consumatore.

È difficile scrivere questi argomenti e credo sia difficile leggerli, ma la sofferenza dei protagonisti lo è ancora di più.
Non si può girare la testa e far finta di niente.
Sono torture ingiustificate che vanno impedite.

Leggi anche: Le tartarughe e gli anelli in plastica delle lattine di birre


Fonte utile Wikipedia Oche


  11  Lug  2017 ,
Paola Iotti

Paola Iotti

Scrittrice. Appassionata lettrice che si è trasformata in scrittrice grazie alla sensibilità degli animali a cui cerca di dare voce, come a persone e argomenti talvolta posti a margine dall'odierna società.

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