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Come si legge in Italia

Come si legge in Italia

Come leggono e scelgono gli italiani?

Gli altri cosa leggono?

E tu come scegli i tuoi libri?

A queste domande fatte per capire il mercato il tempo ha cambiato le risposte…

Se sei un lettore accanito probabilmente conosci tutte le librerie della tua città, e quando entri in una di quelle, quando ne attraversi i corridoi stretti, sai già dove si trovano i vari generi. È una sensazione unica scoprire un libro di cui non conoscevi neppure l’esistenza fra quelli che invece conosci e ponderi da tempo. Lo guardi, lo soppesi, ti ha attirato con il titolo, forse con la copertina, lo sfogli un po’ e trovi una frase che ti convince: lo prendi!

 

Quando lo rigiri fra le mani hai la strana sensazione di non sapere cosa hai fatto di preciso ma anche una terribile fretta di scoprirlo e il libraio invece sta pensando, “Incredibile era lì da nove anni, evvai… finalmente l’ho venduto!”. Tu esci per correre a casa a leggere la preziosa scoperta cartacea e non senti uno strano rumore un po’ ovattato, simile alla stura di un tappo di champagne, provenire dall’interno della libreria.

Questo accade perché quella libreria è una di quelle “storiche” ed ha nei suoi scaffali tutti gli acquisti fatti nei suoi lunghi anni di attività. Ha tutto, come una biblioteca secolare, compreso un numero sconosciuto di invenduti: quelli comprati per provare, quelli arrivati in omaggio e quelli presi perché “allora andavano”. Entrare in questi luoghi è come aggirarsi in un bazar tutto ti attrae e vorresti provare, compri un libro e ne hai già quasi letti cento!

Certamente questo se siete quel genere di persona che legge cose di ogni genere… e che ama le sorprese.

Però dovrei dire accadeva… secondo un recente rapporto dell’Associazione Italiana Editori: molte cose stanno cambiando,( ma anche qui dovrei dire “sono cambiate da tempo”…)

E quindi, oggi come leggono e scelgono le proprie letture gli abitanti del nostro Bel Paese?

Una domanda abbastanza recente potrebbe essere ad esempio, su cosa si legge? È una domanda che ci possiamo porre solo per l’esistenza di una nuova invenzione chiamata e-reader e dei relativi e-book.

Per inciso, trovo questa invenzione (gli e-reader ) una delle migliori dell’era tecnologica: ci permette di portare con noi tutte le parole che vogliamo. Probabilmente, però, ha portato con sé anche un calo, per ora minimo, delle vendite nelle librerie, quelle “storiche” soprattutto.

Il rapporto dice che è calata la lettura di libri di carta mentre è cresciuta, per ora modestamente, quella degli e-book. Alla lettura di libri, sembra si dedichino, almeno saltuariamente, meno della metà degli italiani (41,4%) e resta maggiormente praticata dalla popolazione femminile che continua a leggere più di quella maschile (48% vs. 34,5%).

I dati, lo dico per confortarmi, secondo me, vanno presi con le molle. Sfuggono certamente a queste indagini le migliaia di copie piratate che si spera almeno qualcuno legga fra una “condivisione” e l’altra.

Comunque da questo triste rapporto scopriamo che si legge di meno (non ce ne eravamo accorti), che le donne sono quelle che leggono di più mentre i nostri dirigenti, grandi imprenditori e politici sono i peggiori in questa classifica (a questo, poi, nessuno aveva fatto caso!).

Un'altra domanda è: dove si comprano i libri nella loro versione cartacea?

Direi che in questo il nostro hacker di fiducia non può aiutarci, neppure sulla provenienza on line, se è vero che il 97% degli italiani anche quando lo cerca nel web, sceglie ancora la carta.

La già sopra citata indagine ci dice che gli italiani comprano meno in libreria (indipendenti o di catena), si è passati dal 78,6% degli acquisti al 71,3%, e ci dice soprattutto che diminuiscono quelle a conduzione familiare in dal 38,8% al 30,7%.

E qui si torna all’accadeva… la ricerca di opere letterarie su strani e seminascosti scaffali è diventata semplicemente impossibile: nelle librerie in franchising non esistono, tutto lo spazio è riservato a quello che si vende più facilmente e quelle familiari con i loro acquisti sbagliati stanno sparendo o magari stanno sbagliando meno…

Cosa leggono gli altri?

E qui scoprirlo per strada non è più così facile. Ricordo un libro “Frammenti di un discorso amoroso” del semiologo francese Roland Barthes che se lo leggevi le persone le persone ti chiedevano “ah ne ho sentito parlare, com’è?”. Qualcuno disse che quello era il libro la cui lettura in pubblico provocava più di frequente questa incursione nel privato. E oggi, cosa leggono gli altri? Come fare a saperlo, con quei testi che scorrono sugli e-reader quanto sui cellulari dalle dimensioni di una padella: entrambi sono ugualmente capaci di difendere l’anonimato di un testo.

Se per gli altri pensiamo alle scuole che i nostri giovani digitali stanno frequentando alcune cose sono cambiate, o per lo meno qualcuno ci prova, nel bene e nel male, e nonostante l’ostilità dei nostri suddetti politici verso la letteratura.

Dico nel bene e nel male perché per rinnovare sembra che si stia accantonando ciò che prima era un classico. Parlo dei Verga, Pirandello, Svevo, come di Calvino e Levi. Oggi compaiono bravi autori come Manfredi Ammaniti, Brizzi, Saviano. Fra gli stranieri qualcosa di classico rimane (almeno per come intendo io il classico) e parlo di Faulkner, Isabel Allende, Hemingway, Hesse e Borges, e fra le novità invece appare Hosseini, autore di "Mille soli".

E tu come scegli i tuoi libri?

Anche questo è cambiato? Forse non tanto come si crede. C’è chi sceglie ancora fra quelli più in vista sugli scaffali o nelle vetrine, più dei supermercati che delle librerie e chi ancora cerca e indaga…

Il web ha cambiato alcuni aspetti, o forse semplicemente ha aggiunto delle opportunità. Non parlo questa volta dell’acquisto, ma del cosa ci spinge a scegliere cosa leggere. Per quanto alcuni “casi editoriali” lo facciano credere, la pubblicità, nel senso tradizionale dello spot, non è più il modo migliore per raggiungere i lettori. Ancora meno funzionano le pubblicità sui quotidiani cartacei, voi ricordate l’annuncio su qualche quotidiano?

Allora come scelgono cosa leggere?

In quelli cartacei per molti lettori è determinante la presentazione dell’autore. Ho partecipato a molte presentazioni e una considerazione, non suffragata da dati numerici, mi viene da farla. Nei casi in cui ho visto la maggior vendita, anzi la corsa all’acquisto, lo scrittore aveva letto poco personalmente e molto era stato lasciato alla sapiente scelta dell’intervistatore. Il maggior impulso però proveniva dalla carica di simpatia e interesse che l’autore aveva saputo trasmettere, spesso parlando di aspetti collaterali della sua esperienza e di aneddoti personali.

Come suggerito dal rapporto dell’Associazione Italiana Editori non sono sottovalutate il numero di scelte che avvengono per passaparola e nei blogÈ, quindi, nel web che gli italiani cercano qualcosa di diverso da leggere, qualcosa che non è proposto ossessivamente dalla televisione.  

È girando fra i blog, sui social, parlando e commentando che il lettore spesso sceglie cosa può interessarlo.

Così sono cambiate le tecnologie ma non cambiano il carattere e le abitudini.

Ci sono posti monotematici anche virtuali, come i blog o giornali che nel pubblicare seguono una sola idea come una stella polare, e le librerie in franchising mi sembrano proprio uno di quelli.

Leggere qualcosa che ti buttano lì davanti mi sa tanto di imposto e l’acquisto mi pare troppo banale, prevedibile, anzi programmabile come una campagna pubblicitaria su AdSense. Resta poi, il gusto della sorpresa e della scoperta, come nella scatola di cioccolatini di Forrest Gump, perché vuoi mettere quando non sai mai quello che ti aspetta?

Da che ricordo la mia passione per la lettura è sempre stata legata alle lunghe ricerche nelle librerie per scegliere cosa leggere. In altre parole, partivo da casa con un’idea chiara sul cosa comprare, spesso non la trovavo, e quindi passavo alla ricerca casuale che inevitabilmente si concludeva con l’acquisto di un libro di tutt’altro genere. È che non si può restare poco tempo in libreria perché uno si accorge del libro nel tempo.

Oggi la ricerca nelle luminose librerie dei centri commerciali dura poco e onestamente leggere un libro con non so quante sfumature della stessa cosa solo perché lo dice la pubblicità… Così, cambiando, per restare al passo coi tempi, la mia ricerca di libri ora si è spostata fra le bancarelle dell’usato (o delle pulci) tentando di “salvare” qualche copia meritevole di qualche autore forse dimenticato, questo non so se finisce nelle ricerche di mercato.

 

 

 

(foto di Izoca su Pixabay.com Praga biblioteca -980732-)


  24  Gen  2016 ,
Roberto Roverselli

 Direttore responsabile di CaffèBook. Giornalista iscritto all’albo (Odg. Toscana)  

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