Skype Caffebook

Società

La parola ed il dialogo http://www.controinformazione.info/

La parola ed il dialogo

Spesso accade che ci siano parole o frasi che per chissà quale motivo, riescono a prendersi il loro momento di celebrità, divenendo quasi una moda. Da qualche tempo, ad esempio, apprezzatissima è l’espressione accaventiquattro, sostituendo quel ventiquattroresuventiquattro, che forse è solo più lungo da scrivere.

 

Altre volte, persino l’errore riesce a diventar moda, ed è il caso di piuttosto-che, locuzione avversativa, quindi di significato simile a invece, ad anziché, “leggo un libro, piuttosto che guardare la tv”. Oggi però, sembra che piaccia usarla come congiunzione disgiuntiva, “leggo romanzi, piuttosto che saggi” per dire “leggo romanzi oppure saggi”.

Altro esempio è l’uso improprio dei tempi verbali, amatissima dai politici è la sostituzione dell’imperativo con il condizionale. Chi non gli ha mai sentito urlare un quasi fantozziano “che lo dicesse”, “che lo facesse”, al posto di “che lo dica”, “che lo faccia”?

Tutt’altra situazione invece, si presenta quando un sostantivo o un aggettivo altera un concetto.

 Invito alla sopportazione

Anni fa, s’iniziò a parlare di tolleranza nei confronti d’immigrati o comunque di una diversa cultura, colore di pelle o religione (religioni (plurale) che a ben vedere, nel corso della storia sembrano esser il pretesto più utilizzato per giustificare violenza, odio e guerra tra popoli).

 Non l’ho mai capito quel termine, tolleranza, o meglio, non ho mai capito a cosa servisse.

Si tollera, anzi, si cerca di tollerare qualcosa che non piace, che disturba, che mal si sopporta, ecco, tollerare significa sopportare.

 Mi chiedo quindi, come si sia potuto anche solo pensare di curare il pregiudizio, incitando alla “sopportazione” per sconfiggere razzismo, xenofobia, antisemitismo o il femminicidio?

Quest’ultimo, nel suo significato comprende ogni tipo di violenza sulla donna, ed è bene ricordare che in Italia, sino al 1981, attraverso l’articolo 587 del Codice Penale, vi era una riduzione della pena in caso di “Omicidio e lesione personale a causa di onore”. ll problema è capire quanto di quell’abominio è rimasto nella mente di tanti uomini, quanta di quella violenza, quanto di quel pensiero che vede nella donna un essere inferiore, è ancora vivo.

Ad oggi, la cronaca e la vita quotidiana, raccontano infatti di donne ostacolate perché non ricoprano ruoli che per qualche dissennato-motivo non dovrebbe spettar loro, luoghi di lavoro dove si consumano abusi, donne picchiate nel silenzio delle mura domestiche, donne che ancora in silenzio, non vivono il sesso o non si allontanano dal compagno per una qualche morale da brividi.

 Donne violentate, stuprate... e non ho mai accettato e mai accetterò, che uno stupratore così come un pedofilo, possa convivere in un carcere con altri detenuti che stanno scontando pene per reati minori, reati causati dalla miseria o per non esser riusciti a “venir fuori” da una realtà che li circondava, è un insulto al diritto alla dignità di quest’ultimi, Perdio!

Tutto questo, per scoprir l’acqua calda, cioè per dire semplicemente che non si può separar il giudizio verso altri, dal giudizio verso noi stessi… può sembrar fuori luogo quanto scritto, ma non lo è.

La moderata tolleranza

Tornando all’uso delle parole, oggi in politica, a parte il battezzare con il termine “populismo” ogni pensiero riguardante miseria, fame e la sempre più dilagante e violenta guerra tra povera gente (sostantivo che probabilmente a causa della sua “radice”, ho sempre apprezzato ed al quale ho sempre e solo associato il significato letterario), è di moda il termine “moderato”, moderati-di-destra, moderati-di-sinistra, e da qualche tempo, non troppo a dir la verità, si sono inventati Islam-moderato, perché sia distinto dal terrorismo-islamico.

Se tra i politici italiani, il termine moderato mi fa pensare solo ad una mancanza di fantasia per indicar questa o quella corrente dato che ormai hanno finito le scorte di piante, fiori, animali ed ogni possibile combinazione di lettere, che vada a comporre l’ennesima sigla per riassumere il nome del nuovo partito per un “italia-democratica-e-libera-dalla-parte-dei-cittadini-dei-lavoratori-dei-pensionati-che-darà-fondi-all’istruzione-e-diminuirà-la-disoccupazione-le-tasse-ed-alzerà-gli-stipendi”, nei confronti dell’Islam, ha suscitato in me la stessa sensazione di “tolleranza”… che anzi, nel connubio “moderata-tolleranza”, sembra descrivere il sentimento di molti italiani verso una buona parte della politica.

 Cosa significa Islam-moderato, musulmano-moderato?

Moderato è un individuo che s’incazza poco, non uno che non s’incazza mai, un bevitore moderato non è astemio, ed io non sono un italiano-moderato per distinguermi dalla mafia, lei è il cancro, lei è un nucleo di cellule cancerose che ammalano e uccidono nutrendosi del proprio lerciume.

E’ ingiusto e fuorviante che donne, uomini e giovani, debbano avvalersi o debbano essere identificati con un aggettivo che indichi la loro distanza da coloro che altro non sono se non assassini, malati mentalmente che per fede o pretesto usano la religione per compiere atti indicibili, con anche un’acre sapore politico più che d’incenso.

A far da contraltare, è vero anche che per molto tempo, si è parlato di ”terrorismo internazionale”, evitando d’evidenziarne la matrice religiosa, ma più si cerca di negar l’esistenza di qualcosa ch’è sotto gl’occhi di tutti, più questo “qualcosa” prenderà forza, mentre quel “malcelato”, creerà sospetto, crescente, fin a divenir astio.

Riconoscendo la matrice-religiosa e quindi parlando di terrorismo-islamico, si è fatto un passo avanti, affermandone l’esistenza, la violenza, la crudeltà, l’ottusità e questo, non paradossalmente, è d’aiuto a quei milioni di musulmani, che rabbrividiscono davanti a certe immagini e parole, che in nome di Dio rispettano e vedono il prossimo esattamente come rispettano e vedono se stessi, che non additano l’ateo, l’ebreo, il cristiano o quant’altro come infedele, che non vogliono sottomettere ed estinguere altrui tradizioni e storia, che non odiano il Crocefisso o la Menorah, che non mirano ad imporre la propria cultura, tantomeno versando sangue.

Libertà è il pericoloso compito di scegliere

Conoscere la malattia, significa poterla curare e la differenza la fa l’uomo, solo l’uomo.

Un esempio è la lotta alla mafia e proprio alla mafia, i terroristi-islamici sono simili, perché se questi usano il nome di Allah per decapitare “i cani infedeli”, compiere atti inumani, soggiogare, violentare le donne e assoldare bambini perché crescano nel culto dell’odio e della morte, i mafiosi hanno sciolto uomini nell’acido, hanno dilaniato e straziato corpi, hanno cresciuto ed addestrato bambini e della paura suscitata, se ne sono cibati.

Mafia colpita non da una guerra, ma da una rivoluzione, vinta e tenuta viva dalle nuove generazioni che “stanche”, hanno sconfitto la paura con un non comune coraggio.

Così, credo che adesso siano i giovani musulmani ad esser chiamati ad intraprendere un cammino che affermi la propria identità, cammino anch’esso duro e colmo d’ostacoli,

ma libertà è anche e forse soprattutto, l’impegnativo e pericoloso compito di scegliere.

Due sembrano essere le strade ed il tempo non è mai generoso verso le decisioni.

La guerra, è dei potenti e per il potere, nasce con le armi e con esse muore.

La rivoluzione è del popolo, per il popolo, nasce da una presa di coscienza, dall’emancipazione culturale, dalla volontà d’affermazione di un principio collettivo che è la libertà di essere, e con queste terminano…se si è timorati del Tempo.

 


  16  Lug  2016 ,
Libero Alearno

 Libero Alearno

Poeta. Poesia e Musica sono il cambiamento, sono l'indipendenza che é la base della libertà dell'individuo. Le mie parole, sono semplicemente i "miei scritti", quello che vivo e che sono. Credo però, che le parole migliori per descrivermi, siano quelle che aprono "Terra alla Pioggia", che hanno tra le righe il mio passato, il presente ed il futuro.

I suoi Articoli                         Conosci meglio: Gli Autori di CaffèBook

 

Devi effettuare il login per inviare commenti