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Cannabis, è ora di piantarla. Immagine elaborata da Giuliano Landini

Cannabis, è ora di piantarla.

 

 

Studi linguistici dell’antropologa polacca Sula Benetowa, mostrano che in entrambe le versioni, aramaica ed ebraica dell’Antico Testamento, con il termine kaneh-bosm, si fa riferimento all’utilizzo della cannabis, come corda, come tela per abiti e come ingrediente base dell’olio sacro dell’unzione.

 

Le ricerche effettuate hanno destato l’interesse di numerosi etimologisti e nel 1980 la Hebrew University di Israele ne ha confermato l'interpretazione.

 Se la tesi della Benetowa fosse corretta, l’argomento sarebbe interessante, poiché nel Libro dell’Esodo, quando Mosè riceve da Dio le istruzioni per la composizione dell’olio santo, si legge:

22 Il Signore parlò a Mosè:

23 «Procùrati balsami pregiati:mirra vergine per il peso di cinquecento sicli, cinnamòmo odorifero, la metà, cioè duecentocinquanta sicli, canna odorifera, duecentocinquanta,

24 cassia, cinquecento sicli, secondo il siclo del santuario, e un hin d'olio d'oliva.

25 Ne farai l'olio per l'unzione sacra, un unguento composto secondo l'arte del profumiere: sarà l'olio per l'unzione sacra.

26 Con esso ungerai la tenda del convegno, l'arca della Testimonianza {…}

31 Agli Israeliti dirai: Questo sarà per voi l'olio dell'unzione sacra per le vostre generazioni {…}»

 Considerando quanto scritto, la parte presente di cannabis (canna odorifera) corrisponderebbe a circa 3 kg e ad aggiungere interesse, sarebbero le varie tesi secondo le quali gli apostoli di Gesù, tramite unzione, avrebbero guarito da malattie simili a quelle che oggi sono curate proprio con la somministrazione di cannabinoidi, principi attivi della cannabis, tra cui il principale è il tetraidrocannabinolo (THC).

 In realtà però, il dibattito sulla traduzione e le ipotesi citate, è ancora aperto e le tesi sono discordanti.

 Resta il fatto che la canapa, storicamente parlando, ha radici che affondano nell’età neolitica ed il suo utilizzo come rimedio farmacologico è stato rallentato, se non fermato, dal proibizionismo che ebbe inizio negli Stati Uniti con la Marijuana Tax Act, trovando poi consenso in molti altri paesi.

La legge, firmata da Roosevelt nel 37, in verità non ne proibiva l’uso e la coltivazione, ma ne tassava qualunque forma di transazione, fin a renderne impossibile il commercio. Il passo più efficace e che forse ha influenzato l’opinione pubblica sulla marijuana sino ai giorni nostri, è stata la campagna di disinformazione durata circa due anni, che ha preceduto la promulgazione della legge stessa.

La propaganda avveniva tramite filmati e giornali che riportavano notizie di cronaca nera, indicando come principale responsabile, l’uso della marijuana da parte del criminale e se oggi certe informazioni sarebbero considerate reintepretazioni tra il comico e il grottesco, probabilmente risultarono efficaci.

L’inversione di rotta e una pur lenta presa di coscienza, è avvenuta grazie agli studi della medicina moderna ed all’attivismo antiproibizionista. Ad oggi infatti, in molti paesi del mondo la somministrazione per uso terapeutico dei cannabinoidi, avviene per svariati tipi di patologie come anoressia, spasticità, dolori neuropatici, conseguenti a danni diretti alle vie nervose.

E’ utilizzata per combattere nausea e vomito in pazienti affetti da A.I.D.S. o che subiscono gli effetti collaterali della chemioterapia e ancora contro asma, glaucoma, disordini del movimento e la ricerca si estende sin al possibile utilizzo contro il cancro e recenti studi fatti su topi, hanno osservato un effetto protettivo contro lo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

 A San Francisco e Los Angeles nasce il Potbox, la consegna a domicilio della scatola contenente il necessario per fumare “erba” a scopo medico.

Non manca la decriminalizzazione della marijuana, anche per semplice scopo ludico in paesi come Germania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca, Olanda, Spagna, Estonia, Russia, Alaska, Oregon, Colorado, Washington, Argentina, Uruguay, Cile, Corea del Nord, e via dicendo.

 

La cannabis in Italia.

I Radicali, divulgano la Relazione Annuale al Parlamento italiano, della Direzione Nazionale Antimafia, riferito al 2014, dove si riporta un quantitativo di cannabis sequestrata pari a 147.132 kg con un incremento di oltre il 120% rispetto all’anno precedente.

Numeri che legittimamente fanno pensare ad eventuali benefici economici che il paese potrebbe trarre dalla legalizzazione, come ad esempio è accaduto in Colorado, dove la domanda dei consumatori locali unita all’aumento di turismo, ha fatto registrare entrate rilevanti nelle casse dello Stato, denaro, che tra l’altro, sarebbe sottratto alle mafie.

La cannabis e le terapie.

L’aspetto più importante però, è anche quello più controverso e riguarda proprio lo scopo curativo.

Nel 2007 è stato riconosciuto l’uso terapeutico del THC, ma sarà solo nel 2013 che ne sarà permessa la vendita nelle farmacie, ma ad oggi, tutta la cannabis circolante legalmente sul suolo italiano proviene dall’Olanda, ed a causa dei prezzi, per i pazienti continua ad essere difficile entrare in possesso dei medicinali.  

In Puglia, nasce l’associazione no profit LapianTiamo, punto di riferimento per un aiuto reciproco tra i malati, destando anche nuova attenzione sul problema.

Tramite attivisti e l’interesse di parlamentari di più schieramenti politici, seppur con rallentamenti continui, nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nel 2014 entra in funzione la “serra pilota”, che produrrà la prima cannabis di Stato, promettendo di abbattere i costi nel prossimo futuro.

Il 5 giugno 2015, viene portato in caserma e poi rilasciato, il chirurgo Fabrizio Cinquini, che da anni si batte per l’utilizzo curativo della cannabis. Il medico iniziò a sperimentare su di sé, l’efficacia della terapia per guarire dall’epatite C, contratta nel 97, mentre in ambulanza eseguiva un servizio di emergenza.

Continua gli studi sul trattamento per diverse patologie e costituisce una società per coltivare e sperimentare nuovi innesti, fin quando con l’entrata in vigore della legge Fini-Giovanardi, inizia per lui un calvario terminato nel 2014, quando la stessa legge è dichiarata “incostituzionale” dalla Corte di Costituzione.

Cinquini, mai sospeso dall’Ordine dei medici, continua a gestire pazienti a domicilio e dopo il nuovo fermo a causa di una ventina di piante, si dice deluso dalla sperimentazione partita in Toscana, in quanto, sta realizzando solo una parte del progetto che lui stesso aveva presentato, e la produzione che avrebbe dovuto servire l’Europa, non riuscirà a coprire neanche il fabbisogno nazionale.

Nel frattempo, tramite una proposta sostenuta da circa 200 parlamentari di più schieramenti, da Movimento 5 Stelle a PD, da SEL a Possiamo, sembra concretizzarsi l’ipotesi della legalizzazione, che tra gl’altri, vede favorevole anche l’oncologo Umberto Veronesi.

Lo spaccio continuerà ad essere un reato, ma sarà possibile coltivare fino a 5 piante per uso privato, così come potranno nascere club per fumatori, simili a quelli già presenti in Spagna. Produzioni autorizzate e licenza per esercizi commerciali, secondo quantità prestabilite, potranno vendere liberamente marijuana e hashish.

La speranza, è che a coloro ai quali è stato riconosciuto un sacrosanto diritto, possano finalmente esercitarlo e curarsi liberamente senza quegli ostacoli, che sembrano dettati più da una “morale”, che dalla ragione.

 

 


  14  Lug  2015 ,
Giuliano Landini

Mi occupo di Grafica e sono web writer come grafico realizzo anche realizzo loghi, copertine di libri e brochure pubblicitarie, come articolista, svolgo anche lavori come Ghost Writer.

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