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Intervista con l'artista Tamara de Lempicka

Intervista con l'artista Tamara de Lempicka

Bentornati amici lettori di CaffèBook,

l'incontro per l'intervista di oggi sarà con l'artista Tamara de Lempicka

è una pittrice di gran classe e vorrei portarla in un luogo adeguato alla sua statura ma credo che lascerò scegliere a lei.


-Ciao Tamara felice di incontrarti
-Ciao Walter eccomi qui per te e per i lettori appassionati di arte.
-Tamara che ne dici di andare a parlare in un posto chic , fashion, very glamour?
-Mhh Walter dato che ho questa opportunità avrei un altra idea, portami in un posto pop, andiamo a parlare di arte passeggiando fra i banchi di un mercato rionale.
-Un mercato rionale? Beh sì è pieno di profumi e di colori è una bella giornata di Primavera andiamo a piedi?
-Perchè no?

 

Tamara de Lempicka

Tamara de Lempicka la vita dell'artista

Il vero nome di Tamara de Lempicka è Tamara Rosalia Gurwik-Gorska, la madre, Malvina Decler, era polacca di origine francese il padre, Boris Gurwik-Gorski, era russo. 

Tamara assimila la forte identità polacca e il culto della nobiltà dalla nonna Clementine che si prende cura di lei per molto tempo e la convince di essere straordinaria. 

Dopo la sua prima esposizione al Salon d’Automne, a soli 24 anni, diventa una famosa ritrattista nell’alta società disegnando le dame più note di Parigi.

Negli Anni 20 e 30 la sua fama ha già varcato i confini francesi.

Nel 1943 è però costretta a lasciare l’Europa invasa dai nazisti per trasferirsi negli Stati Uniti insieme al nuovo marito, il ricchissimo barone Raoul Kuffner de Diószegh, di origini ebraiche. Negli Stati Uniti diventa famosa, oltre che per le sue opere d’arte anche per la sua presenza in tutte le feste più esclusive.

Diventa un’artista di grande successo ed espone anche al Carnegie Institute di Pittsburgh dove, nel 1929, vince il premio del pubblico.

Il mercato americano preferisce le opere dei surrealisti francesi fuggiti anche loro negli Usa e la fama della pittrice segue un lento declino.

Nel 1972 un gallerista parigino, Alain Blondel, la riscopre e la ripropone. Torna in auge anche negli Stati Uniti dove i suoi primi importanti estimatori e collezionisti saranno gente dello spettacolo come Barbara Streisand, Angelica Houston, Madonna, Jack Nicholson.

Il suo linguaggio pittorico e molto suggestivo: usa colori decisi, con un disegno che si ispira ai manieristi italiani. La luce è molto accentuata e trae spunto dalla fotografia, questo rende i suoi quadri simili a manifesti molto spettacolari.

Tamara de Lempicka indossa per noi un paio di jeans a zampa di elefante, una bella camicia a fiori sblusata in vita con una cintura di pelle e la fibbia a forma di farfalla. Non può mancare un delizioso cappellino di paglia a falda larga color giallo canarino: possiamo dire che la nostra artista è allegramente in stile "Figlia dei fiori".

-Walter per una vita sono andata spericolatamente a tutta velocità oggi con te passeggiando vorrei rallentare il ritmo, per fare un paragone vorrei passare dal hard rock al blues.
-Tamara nella tua vita la musica è stata importante?

-Certamente amavo molto ascoltarla mentre dipingevo era la mia spinta creativa e poi la musica nel corso della nostra vita detta sempre il ritmo delle nostre azioni e io volevo viverla più intensamente che mai.

Ho avuto la fortuna di non avere problemi economici ma sopratutto era scritto nel mio destino che divenissi un'artista. Sarei potuta nascere predisposta verso qualsiasi attitudine ma il fato mi volle artista nel più profondo della mia intima essenza.

Da sempre i miei occhi sono stati come un faro nella notte, riuscivano a scrutare alla perfezione tutte le stelle dai mille colori e non potevo farne a meno: era la mia vita.

Ho viaggiato molto amavo respirare i colori diversi di ogni luogo, amavo perdermi nella piacevolezza della vita, ne abbiamo una sola.


-Appunto Tamara, fra le bancarelle di questo mercato ci mescoleremo nel cocktail di colori e profumi sicuramente non sbadiglieremo di noia. Prepariamoci ad entrare nei fotogrammi di gente on the road.

-Certamente Walter non vedi quante tonalità in armonia e quante fraganze naturali, la confusione giocosa della gente, il vociare, gli sguardi di ogni persona con il proprio animo perso fra drammi e gioie personali: è il calore e il mistero della vita che scorre. Io ho sempre trovato l'originalità nelle cose semplici e quotidiane un tourbillon di emozioni.

La mia arte era viva e ho avuto successo perchè piaceva alla gente, ogni cosa era da me riprodotta con una tecnica pulita ma essenziale. Volevo amare, scusa il gioco di parole, tutto quello che amavo e con orgoglio da donna ho superato tante sfide, và sottolineato che il panorama artistico era poco al femminile ma grazie alla mia tenacia a colori ho avuto la meglio.

Mentre camminiamo il nostro sguardo è attirato da un mangiatore di fuoco, tutti ne sono attratti con curiosità l'odore del liquido infiammabile e il lampo della fiamma rendono affascinante la situazione.

-Il fuoco, proprio come i miei colori brillanti della stessa luminosità, un calore trasformato in eleganza, sfumato per esaltare il tutto tondo delle forme io che sono una persona che ardeva di passione, sprezzante del pericolo ma anche profondamente e interiormente molto timida nella mia debolezza trovavo la rivincita nel il mio modo di dipingere, era la mia maniera di illuminare la vita.

Ogni soggetto ogni figura preferivo vederla in primo piano quasi a poterla toccare, quasi a poterle parlare quasi a vivere le stesse emozioni, che vita sarebbe senza emozioni? Il colore ne veste le forme e io grazie al cielo sapevo dipingerle bene.

Tamara tira fuori dalla sua borsa, come per magia, un blocco di carta da disegno. Con la matita fulminea ritrae il mangiafuoco dagli occhi di ghiaccio, con i pastelli dà materia al fuoco, il fumo diventa alito da sogno.

La scena è riprodotta ad arte. La pittrice, in pochi attimi, ha fatto nascere delle emozioni: il bello dell'arte! Con un gesto elegante e gentile porge il suo lavoro estemporaneo a una vecchina che con il carrello della spesa tenuto in mano la stava osservando sorridendo e curiosa di vedere la fine dell'opera.

-Prego signora è un mio omaggio.
-La vecchina ringraziandola contracambia la cortesia regalandogli un limone.
-Profuma da morire! Vedi Walter la piacevolezza della vita in piccolo limone profumato.

Salutando la vecchina e il mangiafuoco io e Tamara de Lempicka continuiamo la passeggiata fra i banchi del mercato, salutiamo anche voi amici lettori di CaffèBook (caffebook .it) e vi aspettiamo alla prossima intervista con l'artista.

 


  05  Apr  2017 ,
Walter Festuccia

16 Marzo 1958 Roma, diplomato molti anni fa come aiuto scenografo presso l'Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione di Roma. Mi piace definirmi artista per natura, artigiano per tradizione, scrittore per caso, l'astrazione, l'informale e l'uso manuale e gestuale della materia, la scrittura apparentemente demenziale insieme alla mia fantasia fanno di tutto questo il mio linguaggio. Dal 2007/2008 la mia partecipazione al movimento artistico della mailart. Nella mia ultima produzione artistica firmo le mie opere come " Walter Fest" seguito dall'anno di realizzazione dell'opera.  Blog walterfest blogspot.com 

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