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Parole d'Autore

L’aiuto che regalano i cani da soccorso e i loro conduttori

L’aiuto che regalano i cani da soccorso e i loro conduttori

 

 

Quando accadono eventi tragici come quello che stiamo vivendo nell'Italia Centrale, le persone si avvicinano superando i contrasti e concentrandosi sui valori essenziali della vita.

Si assiste a gare di generosità per raccogliere fondi e beni di prima necessità.

I volontari svolgono un ruolo fondamentale, dimostrando che la solidarietà è un valore con cui si può fare molto e superare ostacoli all'apparenza insormontabili.

Chi fa volontariato regala il proprio tempo, conforta e assiste con la presenza, svolgendo attività essenziali per chi subisce calamità come quella del terremoto.

Ma per fare ciò gli operatori devono arrivare preparati e pronti alle tragiche evenienze.

Ci sono dei preziosi volontari a quattrozampe che agiscono in simbiosi con i loro amici bipedi: si tratta dei gruppi cinofili.

I cani da soccorso non appartengono solo ai Gruppi Militari, alla Protezione Civile e al Soccorso Alpino ma anche a organizzazioni private gestite da appassionati.

Grazie al fiuto dei cani sono state salvate in queste ore più di 60 persone e molti cadaveri potranno essere restituiti alle famiglie.

Una delle ultime a essere salvate è una bambina di nome Giorgia a Pescara del Tronto: è stato il fiuto di un cane a individuarla sotto tonnellate di detriti.

Questi animali svolgono un lavoro difficile e pericoloso:

possono essere travolti dalle macerie e respirano polvere e sostanze pericolose. Molto dei cani utilizzati a New York dopo il crollo delle Torri Gemelle sono morti per tumori ai polmoni o al tartufo, la parte terminale del naso sede delle cellule olfattive.

Come fanno a trovare le persone sepolte tra i detriti, sotto la neve delle valanghe o perse nei boschi?

Avviene grazie al rapporto che s'instaura col conduttore.

Non esistono razze specifiche anche se labrador, pastori tedeschi e border collie sono più predisposti: anche un meticcio può farlo. Quello che conta è il carattere, che deve essere socievole e curioso, equilibrato e tranquillo, e il legame di affetto che si crea con l'istruttore.

Devono trascorrere assieme tantissimo tempo per far nascere la fiducia che porterà il cane a obbedire ciecamente anche in situazione di grande pericolo.

L'addestramento inizia con il gioco, per abituarlo a stare in ambienti differenti e a contatto con persone diverse. Si inizia con i comandi base, in palestra e all'aperto, imparando a saltare ostacoli, a salire e scendere sulle passerelle, a tuffarsi in acqua, a salire sulle scale, a superare la paura del vuoto, ad affrontare il fuoco, a strisciare in cunicoli o in luoghi occupati da macerie per renderli capaci di affrontare ogni situazione.

Successivamente c'è la fase in cui si insegna a usare l'olfatto per cercare i dispersi, iniziando con una sorta di "nascondino" che diventa sempre più complesso.

Il conduttore-volontario a sua volta deve imparare molte cose:

leggere le carte topografiche, usare la radio e i sistemi Gps, nozioni di pronto soccorso e di corretto approccio con le persone in difficoltà con prontezza e umanità.

Quando si arriverà sui luoghi incidentati non ci sono manuali da seguire ma bisogna essere in grado di approcciare l'emergenza.

I cani rischiano la vita pur di compiacere il partner umano...  perché lo fanno?

Forse perché ci vogliono davvero bene e quando si chiede loro qualcosa danno tutto senza mostrare dubbi o paure, insegnando il significato della parola amore e fiducia a differenza di quei partner che abbandonano o maltrattano gli amici a quattrozampe.

Nelle tendopoli, oltre a persone sconvolte e spaventate, ci sono anche cani che hanno perso casa o padrone e che segnalano, abbaiando come impazziti, le scosse in arrivo. Alcuni vengono adottati dalla comunità, altri si aggirano timorosi in cerca di una ciotola d'acqua, di un avanzo di cibo o una carezza di conforto. Un conforto che spesso è reciproco perché la paura, che è comune, può essere combattuta e sconfitta anche con un abbraccio.

Molte persone sono state salvate dai cani durante le calamità:

bisogna essere consapevoli del tempo, della fatica e degli allenamenti giornalieri a cui si sono sottoposti uomini e animali per ottenere questi risultati.

Credo che molte persone terremotate verranno rinfrancate dall'affetto dei cani randagi, capaci di regalare aiuto disinteressato come i loro colleghi dei gruppi cinofili.

In queste situazioni di emergenza è importante pensare anche agli animali, ricordandosi di soccorrerli assieme alle popolazioni, perché non si deve dimenticare l'apporto da loro svolto. La solidarietà non deve conoscere limiti.

 

 

 

(foto da pbs.twimg.com, Youtube)


  26  Ago  2016 ,
Paola Iotti

Paola Iotti

Scrittrice. Appassionata lettrice che si è trasformata in scrittrice grazie alla sensibilità degli animali a cui cerca di dare voce, come a persone e argomenti talvolta posti a margine dall'odierna società.

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