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Parole d'Autore

Critici e criticoni

Critici e criticoni

Dall’alto della mia ignoranza lancio un anatema al vasto e incomprensibile mondo dei “critici tuttologi” e degli “opinionisti decerebrati” che hanno invaso i media e che, senza arte né parte, si esibiscono con la presunzione e l’arroganza tipica degli “ignoranti” (dal latino ignoro, as, avi atum are).

 

Non metto in dubbio che ci siano persone edotte in materia che possano “descrivere” pregi e difetti di un’opera d’arte o di un interprete, con la competenza dello studioso di settore, ma quando vedo e sento presentatori televisivi, soubrettine da avanspettacolo, pseudo-giornalisti, vecchie glorie (sempre che lo siano state) ormai prede dell’Alzheimer, lanciare i loro strali su chiunque e qualunque cosa, confesso che mi ribolle il sangue.

Ho sempre pensato che la critica, se costruttiva, sia utile e didattica, ma quando è fine a se stessa e generata da frustrazioni di persone logorate dalla mancanza di visibilità, dall’emarginazione “palinsestica” e dalla dimenticanza di un pubblico pagante, non so se provare compassione o rabbia nel constatare il decadimento morale e mentale di questo mondo che mi ospita.

Sfuggire al bombardamento mediatico di questo popolo assatanato e famelico di gossip è impossibile. Lo zapping si rivela inutile: ovunque tavole rotonde, quadrate, triangolari offrono Luculliani banchetti dove vengono servite “Cene delle beffe” (leggi: di buffoni) a commensali vampireschi.

Antichi dissapori, gelosie mai sopite, invidie endemiche emergono e si manifestano sotto le spoglie del “sapere”.

Si definiscono critici, ma sono solamente dei “criticoni” inutili e scontati.

Comprendo che la fame sia brutta e le ospitate a pagamento su tv spazzatura, mettano nel loro piatto, un po’ di minestra, ma nella nostra, di poveri spettatori impotenti, è sempre la solita minestra!

Ogni tanto ci regalano servizi di qualità e critici di spessore anche se, nessuno mi toglie dalla testa, che per ottenere una recensione di qualifica, indipendentemente dalle capacità reali, si debba comunque e sempre mettere mano al portafoglio.

Oggi non sempre chi vale viene valorizzato, ma basta pagare ed ecco che si diventa qualcuno! “Nemo propheta acceptus in Patria sua est”, ma tutti opinionisti ed esperti nullologi! E’ una povera società la nostra, ormai corrotta e allo sfacelo e accettiamo passivamente, meritandocelo, tutto ciò che ci propinano.

A chi imputare la colpa di questo sfacelo intellettuale? All’evoluzione involutiva di una società incancrenita dalla superficialità? Alla sete di potere e denaro che ha prevaricato le facoltà intellettive del genere umano? Al decadimento dei buoni principi tramandati dai saggi e dispersi irrimediabilmente nel sovraffollato etere come residui di corpi celesti vaganti nell’infinito?

   Penso che la colpa sia ascrivibile esclusivamente all’uomo che è sempre lo stesso sin dalle origini con i suoi pochi pregi e con i suoi infiniti difetti e la cui coscienza, quale onda nel mare tempestoso della sua natura, si solleva e sprofonda a discrezione dei suoi bisogni. Il rimedio ci sarebbe se non ricalcasse le utopie “Campanelliane”, ma l’utopia e la fantasia sono le poche cose ormai rimasteci per dimenticare una realtà sovente squallida e inaccettabile.

La soluzione ci verrebbe offerta con l’esodo di massa nella felice isola di Taprobana e affidando agli “offiziali” di ogni virtù: Liberalità, Magnanimità, Castità, Giustizia, Operosità, Verità ecc… l’arduo compito di creare l’ipotetica “Città del sole”.

 

 

 

 

(foto pixbay, wikipedia.org)


  09  Mar  2016 ,
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