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Parole d'Autore

Provenza, da vedere, leggere e raccontare.

Provenza, da vedere, leggere e raccontare.

Il viaggio che Vi voglio raccontare è stato in Provenza/Linguadoca, quell’angolo ventoso e mutabile del sud della Francia con la sua storia sanguinaria, i castelli che si stagliano nel cielo quasi a voler toccare le nuvole impalpabili, le rovine romane e quel misto di tradizioni ispanico francesi che ne fanno un luogo pieno di fascino.

 

Ho sempre amato la storia e in particolare, la storia inglese e francese del periodo medioevale e una appassionata di storie antiche come me, non poteva rinunciare a visitare Saintes-Maries-de-la-Mer, l’antica Ratis, il piccolo villaggio affacciato sul mare, dove si narra sia sbarcata la Maddalena per sfuggire alle persecuzioni in patria.

Non so se Dan Brown, l’abbia mai visitata, con le sue case bianche, che ricordano tanto i villaggi spagnoli, il caldo torrido e i locali affollati e rumorosi, ma certamente ha letto tutta la storia, trasformandola nel celebre libro che tutti conosciamo.

Un ricordo dai colori sgargianti e luminosi come le tele di Van Gogh, è sicuramente Arles. Un luogo mitico e introvabile resterà nella mia memoria la “Fondation Vincent Van Gogh” le cui indicazioni trovavi ad ogni angolo senza mai raggiungere la tanto agognata fondazione. Mi resterà il ricordo sbiadito di una mia foto sotto un cartellone che reclamizzava le opere del grande artista ma ahimè, nessun originale.

In compenso ho invece potuto ammirare a migliaia, i celebri girasoli, i campi di grano bruciati dal sole, gli uccelli multicolori e il meraviglioso anfiteatro, conosciuto con il nome di les Arènes, edificato intorno all'80 d.C. è ancora utilizzato per spettacoli teatrali!

Addentrandoti tra le dolci e rigogliose colline, pochi chilometri a sud, della città catara di Carcassonne, puoi imbatterti nella piccola e antica Abbazia benedettina di Sait-Hilaire dove lo champagne ebbe origine. Si narra che l’abate Dom Perignon abbia imparato dalla Blanquette la tecnica delle bollicine.

La Blanquette de Limoux, spumante della Languedoc, è molto probabilmente il più antico spumante di Francia se pensate che ne parlavano già 500 anni fa i monaci benedettini di Saint-Hilaire , che scoprirono la procedura per trasformare i vini bianchi in spumanti. Il celebre Dom Pérignon ebbe modo di conoscere questa tecnica in un pellegrinaggio un secolo dopo e lo perfezionò, inventando quello che oggi è noto come metodo champenois.

 

Pochi chilometri più su ritroviamo ancora i luoghi del “Codice Da Vinci”. La piccola e misteriosa Renne Le Chateau, con tutto il suo fascino di intrighi, bizzarre costruzioni, impenetrabili pergamene e parole mai dette, che hanno fatto del celebre abate Saunière uno dei personaggi più enigmatici della storia.

Nel rientro non si può dimenticare una visita alla splendida Saint-Rémy-de-Provence , l’antica Glanum romana e città di Nostradamus che vi nacque nel 1503, ma non andateci a ferragosto se non volete restare intrappolati tra le solide ringhiere, erette per lasciare i tori liberi di correre per le strade.

Godetevi invece una pigra passeggiata mattutina tra le botteghe artigiane e le piazzette animate del centro, tra persiane scolorite e fontane gorgoglianti che riflettono il carattere antico e austero della cittadina.

Potrei parlare per ore e riversare un fiume di parole ma mi fermo qui. Mi auguro perciò, che il mio racconto Vi sia piaciuto e Vi ringrazio per il tempo che mi avete dedicato.

 

 

 

( Foto Vincent Willem van Gogh La Plaine de la Crau avec des fleurs Pêchers in - Arles, 1889, masdearte.com)


  19  Gen  2016 ,
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