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Parole d'Autore

Scrivere è un’arte, pubblicare è un’utopia.

Scrivere è un’arte, pubblicare è un’utopia.

Lettera aperta all’editoria, nella speranza che gli editori veri si palesino.

Poco tempo fa ho inviato una lettera a un grande editore di cui ora pubblico solo una parte:

 

… Sono molto lusingata dal tuo apprezzamento e di essere stata scelta dal tuo Editing per entrare nella tua scuderia, ma credo proprio che non accetterò di far parte dei tuoi cavalli da corsa e ti spiego il perché. Non ho ambizioni di grandezza anche se, come tutti gli “scrittori”, sono un po’ esibizionista e non indifferente ai complimenti; scrivo perché amo farlo, perché ho fantasia e cose da dire. Non penso di arricchirmi scrivendo, ma non intendo neanche impoverirmi per farlo. La tua proposta è allettante perché lusinga la mia vanità, ma del tutto priva di interesse economico…

…mi proponi di pubblicare i miei libri con queste clausole: diritti d’autore ceduti a te per 40 anni (e se mi garantissi di vivere ancora per questo tempo, sarei tentata di accettare), un contributo, da parte mia, di notevole entità per ogni libro MIO pubblicato da te, e un utile per me del 10% sul prezzo di copertina  ...  a scalare, il ché vorrebbe dire che più tu, vendi, meno io ricavo. La differenza tra te e il piccolo editore affamato sta nell’appetito tuo che è più grande del suo! Senza considerare che, per ottemperare ai canoni editoriali (per me emerite balle) dovresti rivedere e ottimizzare i miei libri, mettendo la copertina che vuoi, le descrizioni che vuoi... e alla fine spersonalizzeresti “la mia creatura”. Quale madre che si definisce tale, permetterebbe ad un estraneo di gestire suo figlio in toto?   …

 

        Scrivere è un’arte, pubblicare è un’utopia.

Scrittori si nasce? Forse sì; forse il sacro fuoco dell’arte brucia, in modo diverso, in ciascuno di noi e chi ama scrivere dopo averlo fatto per sé stesso e aver raccolto approvazione dai suoi lettori, decide, un bel momento, di provare a seguire la strada dei sogni, ossia pubblicare i suoi scritti e diventare uno scrittore a tutti gli effetti.

A questo punto deve fare i conti con una realtà che non immagina e che riserva sorprese poco piacevoli che faranno vacillare speranze e illusioni.

Esistono due categorie di editori:

quelli piccoli e quelli grandi e famosi che differiscono, solamente, per i loro appetiti che sono pari alle loro dimensioni ma, nella sostanza, agiscono nello stesso modo.

Tendo a specificare che, forse, ne esiste una terza di categoria, quella dell’editore onesto ma, purtroppo, non mi è capitato di incontrarlo; credo ci sia, anche se ben nascosto.

I piccoli editori chiedono una partecipazione monetaria per pubblicare il libro, a volte non pretendono la cessione dei diritti d’autore (questo è il solo vantaggio), e in partenza ti presentano un preventivo abbastanza accettabile; appena il pesciolino è caduto nella rete, cominciano a criticare impostazione, ortografia, impaginazione, copertina ecc... e si offrono di perfezionare la tua opera e il costo comincia a lievitare.

Cosa ti offrono? Il 10% del prezzo di copertina da loro suggerito, senza dirti che caricheranno spese di segreteria, ritenuta d’acconto, ecc... Ti garantiranno pubblicità, ma non ti diranno che sarà su internet nei siti che la fanno gratuitamente a loro, come la farebbero a te. Ti inviteranno alle fiere dei libri, ma dovrai pagare per presenziare e pagare per vedere il tuo libro in vetrina.

Non accetterai tutto questo? Ti correggerai il libro da solo, comporrai la tua copertina, impaginerai in pdf che non comporterà alcun lavoro tipografico per la stampa, pagherai il minimo richiesto che, più o meno, sarà pari a 1200 euro per 50 copie che regalerai agli amici per pura soddisfazione e, se vorrai altre copie, farai meglio ad andarle comprare direttamente in libreria.

Ma in quale libreria? In quelle elencate dal tuo editore? No, no! Lì non troverai un bel niente perché l’onesto uomo stamperà solo su richiesta dei librai che non sapranno nemmeno chi sei perché lui non avrà provveduto ad informarli della tua esistenza.

La seconda categoria è quella dei “grandi” editori che tutti conosciamo e questo è ciò che ti offrono: 40 anni di diritti d’autore ceduti a loro, 10% del prezzo di copertina a scalare, ossia più venderanno, meno ti daranno e, poiché l’editoria è in crisi, una minima partecipazione di 3.000 euro per pubblicarti. Ti rifaranno il libro, con copertina, ecc... secondo i loro gusti, ma non ti garantiranno niente di più di quanto ti offre il piccolo editore.

Ti dicono con semplicità che loro investono solo su chi è famoso o scrive libri porno-erotico-sessual-morbosi perché quelli si vendono di sicuro.

Questa è l’editoria di oggi giorno: che siano editori importanti o piccoli, la musica è la medesima.

Vedi tu, se vuoi essere uno scrittore o uno scribacchino!


  02  Dic  2015 ,

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1 commento

  • Giovanna inviato da Giovanna Sabato, 05 Dicembre 2015 17:12

    Letto con grande interesse... :)

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