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Parole d'Autore

Scrivere di Politica

Scrivere di Politica

“Ma dovresti scrivere un bel romanzo”, ho scritto anche quelli, ma non smielati, uno sul mare, d’azione e uno storico, sulla mia città natale, Trieste. Harmony non fa per me, non ho una visione della vita così rosa.

 

Forse ci sono anche abituata: a casa del mio prozio da piccola vedevo i libri della Fallaci e mi sembrava letteratura anche quella, magari il mio prozio era un tantino politicizzato, con la tessera del Pci, ma non sono mai cresciuta con la convinzione che le donne debbano scrivere soltanto dei romanzi. Specie d’amore.                      

Le donne possono scrivere tutto quello che vogliono, di qualunque genere, ormai ci sono donne giornaliste, donne politico, donne ingegnere, donne astronaute, non si è già giunti alla parità di genere, ma ci si è vicini.

Di mio, ho scritto di tutto: poesie, haiku, testi di canzoni ( sono anche cantautrice), uno spettacolo teatrale, che un giorno farò rappresentare, poi articoli di giornali, saggi di attualità, un libro in inglese, romanzi tosti, racconti, uno giallo è stato premiato a Milano (l’ho detto che non sono romantica), racconti autobiografici e anche programmi politici, pezzi dei quali sono stati pure copiati da compagni di partito, non sempre leali.                  

Ho ricevuto varie targhe e diplomi in tutta Italia: Torino, Milano, Marina di Pisa, Viareggio, Roma, Lecce, a Trieste no, ma dai tempi di Svevo è sempre stato così, nella città delle Generali vedono come scomodi gli intellettuali, già la mia antenata Anita Pittoni aveva problemi simili, di essere più in gamba della media, ma soprattutto sono arrivata alla conclusione che mi piace sperimentare e scrivere solo quello che mi pare.  

Ho rischiato anche di prendermi un paio di querele, tanto per non farsi mancare niente, specie da parte di avvocati, meno avvezzi al libero arbitrio e più tronfi dei laureati in lettere. Poveri, benché colti e raffinati.             

Vendo poche copie, cosa che capita a quasi tutti gli scrittori non famosi del paese, un paese dove il 50% della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno, eppure sono molto fiduciosa. Per il mio futuro.

Purtroppo avrò degli impegni di lavoro tali per cui la visibilità non mi mancherà affatto, anzi ne avrò anche troppa, almeno svuoterò gli scatoloni dei libri invenduti, quello del frullatore e anche il fustino della pasta.

Un pomeriggio ero andata al centro commerciale di fronte a casa e avevo chiesto al ragazzo del magazzino se potevo portarmi via uno scatolone. Uno era in terrazza. I colleghi di partito democratici e gli ex colleghi del quotidiano locale, dove scrivevo durante l’università, hanno cercato di ostacolarmi nel mio percorso.

Non penso che ci siano affatto riusciti, visto che a giugno, in Toscana, riceverò un premio per la ricerca accademica, dall’associazione professionisti pratiche filosofiche, per la quantità e la varietà della mia produzione letteraria, che comprende anche uno scatolone pieno di diari, scritti nei miei primi 37 anni.                 

Al momento non ho il tempo di copiarne sul computer un buon estratto. Lo farò dopo, quando riavrò una vita normale, così come scriverò di storia locale del Friuli-Venezia Giulia e mi prenderò una seconda laurea in filosofia dell’arte, in fondo ho capito che a me piace scrivere di tutto quello che mi passa per la mente. Purché liberamente.                                                                


  26  Giu  2015 ,
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