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La regina Elisabetta d'Inghilterra e i cavalli

La regina Elisabetta d'Inghilterra e i cavalli

Il 21 aprile è il compleanno della sovrana inglese che compie novantuno anni: il 6 febbraio di quest'anno Elisabetta II ha festeggiato sessantacinque anni di regno, battendo il record detenuto dalla regina Vittoria e diventando la monarca che siede più a lungo sul trono nella storia britannica.


Questo giorno viene celebrato in privato poichè la cerimonia ufficiale avverrà il 17 giugno, durante la cerimonia del Trooping the Colour, la sfilata della bandiera chiamata anche Official Queen's birthday parade, la parata del compleanno ufficiale della Regina.

Si tratta di una spettacolare manifestazione in cui le varie truppe sfilano in alta uniforme con la propria bandiera, che affonda le origini nella necessità dei soldati di riconoscere, sul campo di battaglia, il vessillo che indicava il punto di raccolta del proprio reggimento durante la confusione dello scontro armato.


Perchè la Regina festeggia due volte il compleanno?


Si tratta di una tradizione comune alle monarchie del nord Europa: in questi paesi la stagione è brutta per metà dell'anno e quindi le celebrazioni vengono effettuate in un periodo in cui la stagione è migliore. In Inghilterra è stato scelto il secondo o il terzo sabato di giugno.
La tradizione iniziò nel 1748 con Giorgio II di Hannover, nato a novembre, e fu ufficializzata nel 1901 da Edoardo VII, anche lui nato nello stesso mese.


La regina Elisabetta, amante dei cavalli, ha presenziato alla sfilata montando all'amazzone.

A partire dal 1969 ha cavalcato una giumenta nera di nome Burmese, regalatale dalle Guardie canadesi a cavallo. In sella a lei, nel 1981, si è trovata ad affrontare le gesta di uno squilibrato, Marcus Sarjeant, che sparò dei colpi a salve. Elisabetta, superata la sorpresa, si preoccupò di calmare la cavalla per poi proseguire la marcia.

Nel 1982, durante la visita del Presidente americano Ronald Reagan, la sovrana venne immortatala mentre usciva in passeggiata assieme lui in sella alla fedele Burmese. Quando la cavalla è stata messa a pensione, nel 1986, Elisabetta rinunciò a montare durante la parata, partecipandovi a bordo di una carrozza nera appartenuta alla regina Vittoria.
Burmese rimase a pascolo al castello di Windsor fino al 1990, anno in cui morì.

 

Il primo cavallo di Elisabetta un pony shetland di nome Peggy

 Articolo La regina Elisabetta d'Inghilterra e i cavalli di Paola Iotti su CaffèBook ( caffebook .it)

Il primo cavallo di Elisabetta fu un pony shetland di nome Peggy che il padre, Giorgio VI, le regalò quando aveva quattro anni. Da allora non ha mai smesso di praticare equitazione.

La passione è stata trasmessa anche alla figlia Anna, oro europeo individuale, nel 1971 nella difficile specialità del completo e, nel 1975, argento individuale e a squadre: nel 1976 partecipò anche alle Olimpiadi di Montreal.

La figlia di Anna, Zara Phillips, è stata invece oro mondiale e argento a squadre ad Aquisgrana 2006, oro europeo individuale e a squadre nel 2005 e sempre oro a squadre agli Europei 2007. Inoltre Zara è riuscita a conquistare un argento olimpico a squadre a Londra, nel 2012.


Il completo è una specialità in cui il concorrente effettua una prova nelle tre discipline dell'equitazione, salto ostacoli, dressage e percorso di campagna, di cui si sommano i risultati.

Questo rivela come la passione della famiglia reale per i cavalli sia autentica e non un semplice passatempo. Di sicuro la regina dispone di personale che si occupa delle scuderie ma, oltre a dirigere personalmente il suo allevamento di purosangue, di pony Shetland a Balmoral e di Fell pony ad Hampton Court, dimostra di conoscere bene gli equini e di svolgere anche molta pratica sul campo, trascorrendo tempo con loro.


Si racconta un episodio avvenuto proprio durante il Trooping the Colour del 1986: la regina si sarebbe accorta che il cavallo del comandante John Clavering presentava una postura non corretta, avendo lasciato scendere il posteriore destro. Un particolare che solo un occhio esperto poteva notare.

Successivamente la regina incontrò Clavering a un ricevimento e gli chiese come stesse Bugle Boy, questo era il nome del cavallo, avvertendo l'ufficiale che talvolta rilassare il posteriore poteva segnalare problemi di carattere cardiocircolatorio. L'uomo rispose che l'animale aveva venticinque anni ma che era sempre stato bene.

Purtroppo, cinque settimane dopo, Bugle Boy morì per un attacco cardiaco. Fu durante il corteo per il matrimonio del principe Andrea e Sarah Ferguson: il cavallo si appoggiò alle transenne con i posteriori, aspettando immobile che tutte le carrozze passassero. Subito dopo crollò a terra. Elisabetta aveva purtroppo visto giusto.

Nonostante abbia compiuto novant'anni, la regina continua a cavalcare con stile impeccabile nel parco sul Tamigi, accompagnata da istruttori o groom: l'unico neo è che non indossa il "cap", l'apposito copricapo rigido per proteggere la testa, ma un foulard annodato al collo.

Pare lo faccia per assicurarsi una pettinatura sempre in ordine per gli impegni ufficiali che continua a presiedere. Nel 2018 sarà in Italia, ad Asiago, per commemorare i caduti britannici in occasione del centenario della Prima guerra mondiale.

Di sicuro passeggiare in sella nell'immenso parco del Castello di Windsor consente ad Elisabetta di rilassarsi, lontana dall'etichetta e dai doveri di corte. Gli equini non riconoscono il sangue blu, non fanno distinzioni, regalando calore e benessere indistintamente.
«It allows me to be just another human being». "Mi permette di essere un'altra persona", è la dichiarazione di Elisabetta II con cui spiega la grande passione per i cavalli.

fonte biografie varie Queen Elizabeth II Biography

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 Articolo La regina Elisabetta d'Inghilterra e i cavalli di Paola Iotti su CaffèBook ( caffebook .it)


  19  Giu  2017 ,
Paola Iotti

Paola Iotti

Scrittrice. Appassionata lettrice che si è trasformata in scrittrice grazie alla sensibilità degli animali a cui cerca di dare voce, come a persone e argomenti talvolta posti a margine dall'odierna società.

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