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Barbari: lo spirito della libertà

Barbari: lo spirito della libertà

Questo articolo sarà dedicato al tema dei barbari e della cultura pagana, con un particolare interesse per il Nord Europa (Germania, Norvegia e Svezia).

Barbaro è un termine che veniva usato dai romani per indicare tutti quei popoli non civilizzati, tribù nomadi oltre i confini dell'impero romano.

Inizialmente il termine barbaro era usato dai greci per designare un popolo preciso:

i persiani, successivamente con i romani il termine barbaro ha assunto il significato che sopra ho indicato.

Barbari, dunque, era un termine dispregiativo usato dai romani, ma esso indicava tutt'altro che una massa omogenea di individui, piuttosto concerneva una moltitudine di tribù con tradizioni e culture diverse tra loro.

La mia intenzione è di usare tuttavia un concetto di barbaro molto esteso di modo che possa comprendere anche popoli come gli Indiani dell'America del Nord o meglio quelle tribù che popolavano quei luoghi.

Da un lato il barbaro sarà qui inteso come essenzialmente nomade, dall'altro è il portatore di una cultura pagana, come certo lo erano anche i romani e i greci, che per sua essenza vede il divino nella natura e non al di fuori di essa.

Questo articolo farà riferimento in particolare ad un documentario e una serie prodotti dal canale History:

mi riferisco al documentario Barbarians: Roma sotto attacco

e alla serie Vikings, oramai divenuta abbastanza nota.

Ci sono due tipi di invasioni barbariche dal punto di vista storico:

le prime sono quelle che hanno portato alla fine dell'impero romano occidentale,

le seconde sono invece costituite dagli attacchi da parte di pirati e altre tribù ai regni Medioevali, in particolare all'impero carolingio.

Il documentario Barbarians si riferisce alle prime invasioni barbariche.

A dire il vero comincia molto prima: parla quindi di tutti quegli scontri che sono avvenuti tra i barbari e l'impero romano.

Questo documentario di fatto legge la storia forse in un modo un po' controcorrente, nel senso che normalmente questi eventi e guerre tra popoli barbari e romani sono sempre visti dalla prospettiva dei romani, mentre qui accade il contrario.

Lo stile con cui è stato montato il documentario sembra costituire quasi una sperimentazione nuova.

È vero che i documentari di storia non sono mai stati composti solo di dialoghi e spiegazioni di professori della materia, ma anche di immagini, qui, tuttavia, le immagini sembrano comporre una specie di serie parallela alle spiegazioni e le spiegazioni sono commenti e perle di saggezza su determinati fatti storici pronunciati da veri esperti in materia.

La serie Vikings, invece, si riferisce alle seconde invasioni barbariche.

Le seconde invasioni barbariche vedono come soggetti: i vichinghi, i saraceni e gli ungari.

Questa serie racconta una storia del popolo vichingo. Non si è mai visto nulla di più realistico, almeno per quel che mi riguarda. Normalmente nei film sui vichinghi vediamo uomini dalla forza sovra-umana, con elmi con le corna, che bevono nei crani dei nemici uccisi e così via.

Tutto questo è molto fantasioso, esso tuttavia non centra nulla con la storia e con ciò storicamente erano i vichinghi.

La serie mostra invece una grande ricerca compiuta su quali erano le vere tradizioni e i modi di comportarsi dei vichinghi storici:

ad esempio ci sono scene che mostrano come avveniva la celebrazione del matrimonio e del funerale;

hanno studiato le tecniche di combattimento (tecniche che una volte comprese sfatano il mito del vichingo con l'elmo cornuto perché inadatto per la loro esecuzione); si raccontano delle saghe nordiche e della loro religione pagana.

Tra l'altro la serie è anche ispirata a dei fatti storici precisi: si pensi ad esempio al personaggio Rollo che sta per Rollone che è stato storicamente governatore della Normandia, terra assegnata dal re di Francia al vichingo, e che nella serie diventa nobile presso la corte di Francia.

Dal momento che non amo trattare argomenti che possono essere detti "relegati nel passato", ho deciso di scrivere su questo perché non è di fatto un argomento "relegato nel passato".

Questo significa che la cultura barbara o meglio quella pagana è tornata in gioco.

Non mi riferisco al nazismo del 900', piuttosto rimando al ritorno della cultura pagana nella musica, in particolare nel Metal e rimando ad una riscoperta del paganesimo come religione dove la natura era considerata sacra.

 


Vediamo ora quali sono i protagonisti di questo documentario:

Annibale

1 Annibale (247 a.C. - 183 a.C.), condottiero cartaginese fratello di Asdrubale, protagonista delle guerre puniche, famoso per le sue vittorie apportate durante la seconda delle guerre puniche.

Annibale diventerà comandate dopo la morte del fratello. Annibale vede in Roma il suo nemico ed è pronto a dichiarare guerra a questa potenza. Dunque Annibale cerca vendetta contro Roma che ha già vinto su Cartagine conquistando la Sicilia nella prima guerra punica, vincendo una guerra navale.

Annibale tenterà il suo attacco a Roma partendo dalla Spagna. Prima cerca degli alleati tra i popoli del posto, promettendo loro la libertà in caso di vittoria.

Di preciso Annibale cerca un'alleato nei lusitani, un popolo che come loro dovrebbe avere lo stesso nemico: Roma. I lusitani si schierano con Annibale.

Annibale mira direttamente ad attaccare Roma e per farlo decide di passare con il suo esercito dalle Alpi. Un grande visionario definito quasi un giocatore di scacchi con le sue pianificazioni militari: questo era Annibale.

Lui con il suo esercito di uomini ed elefanti attraversa le Alpi: un evento unico per quel periodo storico. Annibale lo fece, dicono, perché i romani non se lo sarebbero mai aspettato, perché credevano che le Alpi fossero un muro difensivo impenetrabile, ma si sbagliavano.

Non è ancora chiaro oggi quale sia la strada precisa che ha percorso Annibale, cioè quale fosse il tragitto esatto da lui fatto, si sa che le condizioni non erano delle migliori, che questo passaggio gli è costato molto, infatti Annibale dovrà vedersela con imprevisti come il freddo e la neve, cose del tutto estranee dal punto di vista di un africano.

L'esercito di Annibale passerà comunque le Alpi e cogliendo di sorpresa i romani riuscirà a sconfiggerli sul Ticino, sulla Trebbia e sul lago del Transimeno. La battaglia di Canne fu un massacro per l'esercito romano: Annibale architettò una strategia di guerra con la quale era riuscito a circondare il nemico attaccandolo di fronte, sui lati e dietro con la cavalleria, grazie ad un attacco a sorpresa. Roma allora deciderà di attaccare Cartagine, Scipione condurrà questa guerra che costringerà Annibale a tornare nelle sua patria dove verrà sconfitto nel 202 a. C. a Naraggara vedendosi usare contro di sé le stesse tattiche che lui prima usava contro i romani. Infine Annibale si suiciderà in esilio.

 

 

2 Viriato (180 a. C. - 139 a.C.), guerriero lusitano. La Lusitania corrispondeva più o meno all'attuale Portogallo, infatti Viriato è considerato un eroe nazionale del Portogallo.

Egli si opponeva all'oppressione e all'invasione del popolo romano nelle terre della Lusitania. Viriato si troverà di fronte ad una situazione nella quale il popolo romano, senza più Cartagine come nemica, era libero di proseguire nelle proprie conquiste, così i soldati romani avanzavano per le terre della Spagna.

I romani volevano dare una bella lezione ai vecchi alleati di Annibale: i lusitani.

I lusitani furono quindi prima massacrati dai romani. Successivamente Viriato organizzerà i lusitani per opporre resistenza ai soldati romani usando una tecnica speciale che Valerio Manfredi paragona alla "Guerrilla Warfare", riferendosi molto probabilmente alle tecniche di guerriglia ideate dallo stesso Che Guevara.

Queste tecniche permettono di attaccare le truppe romane dall'oscurità delle foreste per poi ritornare in essa. Si tratta di tendere trappole e decimare un po' alla volta l'esercito nemico.

Successivamente i romani cambiano strategia: decidono di offrire cibo ai lusitani di modo da averli dalla propria parte e di sottrarli a Viriato.

Viriato riuscirà ad avere la meglio sui romani sconfiggendo un esercito da 10.000 uomini, semplicemente assaltando l'esercito con le sue armate lusitane dalle montagne spingendo i romani nell'abisso del baratro. Questo avvenne nel 141 a. C. dopo l'assedio di Erisone da parte dei romani. Viriato tuttavia sarà tradito da alcuni lusitani corrotti e nonostante le sue vittorie sui romani, Roma un anno dopo conquisterà la Lusitania.

 

Spartacus

3 Spartaco (109 a. C. - 71 a. C.), gladiatore trace che guidò la famosa rivolta degli schiavi contro Roma.

Roma si procurava schiavi dai popoli barbari in maniera massiccia per mantenere la propria società: la macchina di Roma.

Alcuni di loro finivano nelle arene a combattere come gladiatori. Per lo spettacolo offerto ai romani alcuni barbari si massacravano a vicenda di fronte a occhi avidi di sangue.

Era forse il lavoro peggiore che si potesse fare, il meno desiderabile e quello con più rischi: dopo tutto si andava dritti alla morte.

Spartaco, uno dei gladiatori, riuscirà a fuggire da quel mondo, da Capua, fuggirà con altri gladiatori. In Campania Spartaco riesce a radunare degli schiavi attorno a sé che, una volta liberati, lo seguiranno. Per reprimere Spartaco in Campania il pretore Glabro invia 3000 soldati, ma Spartaco li sconfigge cogliendoli di sorpresa di notte nel loro accampamento.

Successivamente Spartaco si separa dal suo amico Crisso, quindi Spartaco fugge verso il nord: cerca la libertà al di là delle Alpi.

Crisso viene sconfitto da Gellio. Letulo Clodino con le sue armate cerca di bloccare la fuga nel Nord Italia di Spartaco. Spartaco non si fa intimorire e riesce a sconfiggere anche questa armata nel 92.

Allora Spartaco sconfigge non solo Letulo, ma anche Gellio. A quel punto di colpo Spartaco decide di cambiare rotta, di tornare indietro, di attaccare direttamente la Sicilia: una delle regioni più ricche dell'impero.

Sarà assegnato al proconsole Crasso il compito di sconfiggere Spartaco e i suoi ribelli con sei legioni. Allora Spartaco si dirigerà verso l'Apulia, Crasso lo attaccherà alle spalle nella battaglia di Petilia da cui Spartaco uscirà sconfitto. Molti schiavi moriranno e quelli che sopravviveranno verranno crocifissi sulla via Appia, a dimostrazione per gli altri della sorte che tocca agli schiavi ribelli.

 

4 Arminio (18 a. C. - 19 d. C.), condottiero dei germani ed ex prefetto di una coorte romana. Cesare aveva già conquistato la Gallia, ora i romani puntavano direttamente alla Germania.

Il piano dei romani con i germani era di trasformare i futuri germani in romani, quindi prelevavano i bambini per portali via verso Roma; così accadde anche ad Arminio.

Arminio, infatti, all'inizio serviva l'esercito romano quando venne spedito in Germania perché in Germania barbari ribelli erano insorti e lui apparentemente veniva in Germania per combattere per la pace (i romani dicono che per avere la pace ci si deve preparare alla guerra).

Arminio andò in una regione della Germania sotto il comando del governatore Quintilio Vario. In quel momento Arminio si trovò di fronte al modo in cui venivano trattati i germani da parte dei romani: come nel caso delle tasse esagerate imposte dai romani. Doveva scegliere: continuare con i romani e permettere questo oppure tornare con i germani tradendo i romani.

Arminio scelse per il suo popolo, cominciò a cercare tra i popoli della Germania dell'ovest invasa dai romani degli alleati per un suo attacco ai romani. Sarà nella battaglia di Teutoburgo che organizzerà le tribù germaniche per tendere un'imboscata contro l'esercito romano e sarà una delle peggiori sconfitte per i romani: si tratta della sconfitta di un esercito di 20.000 soldati.

Nel 14 i romani vollero vendicarsi della sconfitta e attaccarono di nuovo con un nuovo esercito comandato da Germanico. I germani si scontrarono contro i romani nella battaglia di Idistavio, una vittoria per i romani stavolta, ma non una vittoria decisiva. Dopo che i romani hanno abbandonato le loro pretese sulla Germania,

Arminio si trovò a combattere con il re dei Marcomanni Maroboduo. La guerra durò dal 17 al 18 d. C., Arminio ne uscì vittorioso scacciando il nemico. Ma Arminio morirà ucciso dai suoi stessi sudditi nel 19 d. C. .

 

Boudicca

5 Boudicca (33 d. C. - 61 d. C.), regina degli Iceni, popolo della Bretannia dell'Est, ha condotto la rivolta del popolo britannico contro i romani. Dopo che i romani hanno rinunciato alla conquista della Germania, hanno cominciato a puntare gli occhi sulla Bretagna e di fatto l'hanno invasa.

I romani avevano intenzione di sottomettere i popoli che vi abitavano; un trattamento diverso era riservato agli alleati. Tuttavia quando moriva un re il regno finiva direttamente nelle mani dei romani, oltretutto i romani riconoscevano l'eredita solo ai maschi.

Boudicca, figlia nobile, quando morì il re, si trovò di fronte a questo problema.

I romani quindi pretesero le terre di Boudicca. Successivamente i romani trovarono nei druidi i loro nemici.

I druidi erano figure politiche molto influenti in Britannia, figure troppo potenti. Per questo i romani vedevano in loro un potenziale nemico, contro loro marciò quindi Gaio Svetonio Paolino con l'intento di attaccarli.

Boudicca allora organizzerà una rivolta degli Iceni contro i romani.

Boudicca quindi riuscirà a radunare vari capi di villaggi contro i romani.

Per prima cosa cercò vendetta attaccando la città di Comulondunum (attualmente: Cholchester), compiendo un massacro contro i romani: Boudicca fece massacrare anche le donne e i bambini rifugiati nel tempio di divo Claudio.

Un esercito romano fu mandato contro i ribelli iceni capeggiato da Quinto Petilio Ceriale, ma anche questo fu sconfitto. I ribelli incendiarono e rasero al suolo persino Londinium (attuale: Londra) e Verlunamium (attuale St. Albans).

Boudicca aveva in mente di incendiare le città dei romani. Intanto i romani avevano fatto assassinare i druidi. I romani dovevano reprimere questa ribellione, doveva esserci uno scontro finale e questo avverrà nella battaglia di Waltlig Street: da una parte Boudicca e dall'altra l'esercito romano di Paolino.

Paolino era una grande stratega militare, in quella battaglia tuttavia aveva un esercito meno numeroso dei barbari, nonostante ciò la battaglia si concluse in un massacro per i romani. I romani vinsero per tecnica. Boudicca invece morì nella battaglia.

 

6 Fritigerno (... - 380 d. C.), re dei visigoti. L'impero romano aveva raggiunto la sua massima espansione e i popoli sui confini potevano persino vivere in pace. Tuttavia cominciava ad arrivare un nuovo nemico:

gli Unni.

Fritigerno quindi per prima cosa si trovò a combattere gli Unni.

Fritigerno sarà costretto a fuggire per via degli attacchi degli Unni nel confine romano, quindi cercò rifugio.

Nei territori romani la piccola provincia assegnata a loro successivamente non era sufficiente per sfamare la sua gente e così si trovarono costretti a vendere i bambini come schiavi. Comincia l'ostilità tra i romani e i goti: nel 377 Lupicino che comandava le truppe romane è stato sconfitto.

Fritigerno controllerà per tempo il confine sulla Tracia. Con la successiva dura sconfitta inflitta ai romani nella guerra ad Adrianopoli, dove venne per altro ucciso anche l'imperatore Valerio, Fritigerno divenne re riconosciuto dei visigoti e ottenne la resa dei romani.

 

7 Alarico (370 d. C. - 410 d. C.), re dei Visigoti, famoso per il sacco di Roma. Comincia un periodo particolare: l'impero è molto esteso, il suo esercito non è più solo composto di romani, ma anche di barbari e non sono pochi.

Alarico inizialmente era militarmente schierato con i romani, aveva combattuto diverse guerre per l'imperatore arrivando a sacrificare molti uomini del suo esercito. Alarico successivamente capisce che è meglio schierarsi contro l'impero romano: raduna il popolo dei visigoti, viene coronato re e tenta la conquista della Grecia, occupa il Pireneo, costringe Atene alla resa. Stillicone, generale romano e Alarico successivamente scendono a patti, Alarico torna alleato dei romani.

Tuttavia i romani lo tradiranno facendo prigionieri i suoi figli e sua moglie. Allora Alarico cerca vendetta assediando Roma direttamente, bloccando accessi per acqua e cibo alla popolazione. Alarico offre la pace con i romani, loro la rifiutano e allora lui mente dicendo che avrebbe lasciato Roma e consegna i 300 dei suoi migliori uomini come schiavi. In realtà è una trappola, i 300 attaccheranno Roma dall'interno aprendo le strade per gli altri.

Questo il famoso sacco di Roma di Alarico. Quel massacro direttamente a Roma ha convinto i romani a dare una terra per il suo popolo ad Alarico in Gallia (nell'attuale Francia). Alarico muore di malattia prima di vedere la sua terra.

 

Attila, re degli Unni.

8 Attila (406 a. C. - 453 a. C.), re degli Unni, uno dei peggiori nemici di Roma, colui che di fatto poterà l'impero romano verso la sua rovina e caduta. Roma è sotto attacco da ogni parte: a sud da parte di Genserico e ad Est da parte di Attila.

Dal momento che i romani avevano inviato i soldati contro Genserico a Cartagine, Attila si era trovato la strada libera per la conquista delle città romane sul versante Est dell'impero.

Attilia attacca Costantinopoli e i romani si vedono costretti a ritirare le armate sul fronte contro Genserico. Molti attacchi di Attila dipendono dal fatto che l'impero romano ad certo punto si era rifiutato di pagare somme di denaro ad Attila, lui che li minacciava di attaccarli e offriva così un trattato di pace basato sul pagamento in denaro.

L'impero d'oriente successivamente accetta di pagare tributi ad Attila, Attila invece diventa nemico dell'impero d'occidente che si è rifiutato di trattare con lui.

Onoria, sorella di Valentiniano, voleva conquistare il potere a Roma e diventare imperatrice e aveva espresso la sua volontà di sposare Attila. Il rifiuto da parte di Roma di cedere Onoria e impedire il fidanzamento forzato con Basso Ercolano, è stata la scusa che userà Attila per invadere l'impero d'occidente.

Per fermare Attila i romani cercano alleati nei visigoti. Attila dopo la sua dichiarazione di guerra invade la Gallia, i visigoti si alleano contro Attilia con i romani perché hanno timore per il proprio popolo. I due eserciti si scontreranno nella battaglia di Chalôn: da una parte 80.000 soldati tra romani e visigoti, dall'altra 100.000 soldati unni con Attila.

Questa è stata una delle battaglie più sanguinarie della storia, si dice che se avesse vinto Attila l'Europa che noi conosciamo non sarebbe mai esistita, tutto il corso della storia fino ad ora sarebbe stato diverso e chissà come sarebbe il mondo ora.

In realtà è stato un vero massacro senza vincitori. Questa sconfitta fu decisiva per i romani, non si ripresero più. Anche se l'Europa non fu invasa dagli Unni, di fatto l'impero occidentale un po' alla volta cadde nelle mani dei barbari e l'impero di Attila cadde con la morte di Attila stesso, morto, si dice, soffocato in un'epistassi.

 

Genserico, i Barbari saccheggiano Roma

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9 Genserico (389 d. C. - 477 d. C.), re dei Vandali (popolo della Germania orientale), uno dei protagonisti del periodo della disfatta dell'impero romano.

Genserico condusse il suo popolo nella conquista dell'Africa del nord, conquista la Maureatania e la Caesarea fino ad arrivare alla vecchia Cartagine.

I romani recepiscono che Genserico è un problema e sono intenzionati a riprendersi Cartagine:

allora invieranno tutte le armate che potranno contro di lui, ma molte venivano dal fronte contro Attila.

Rimanendo scoperti su quel lato i romani vedranno Attila approfittarne e mostrare che è in grado di assediare città.

L'imperatore orientale infatti richiama una parte dell'esercito a sé per difendere Costantinopoli dagli Unni. Anche il resto delle armate ripiega verso Attila per affrontarlo.

Genserico consolida il regno da lui stesso conquistato, impone il suo potere, la sua religione: l'arianesimo, perciò fa uccidere chi si oppone al culto.

Genserico chiede denaro al suo popolo, fa organizzare atti di pirateria. Nel 442 Valentiniano III, imperatore occidentale, riconosce i territori conquistati come regno ceduto dall'impero a Genserico, quindi il suo regno diventa autonomo vandalo.

 

 


In tutti i personaggi storici del documentario o quasi si riscontra un elemento comune: la lotta per la libertà.

I romani sottomettevano barbari, catturavano schiavi, invadevano nuove terre espandendo l'impero.

I barbari li combattevano per difendere la propria terra e riconquistarsi la propria libertà. Fichte nel Beitrag descrive le orde dei barbari come delle palle che si ingrossavano unendo sempre più tribù sotto la guida di particolari capi militari e andavano a schiantarsi contro l'impero, finché un giorno sono riusciti a farlo crollare.

In un certo senso i barbari hanno dimostrato che ciò che è stato detto eterno o immortale è caduco e mortale come tutte le cose di questo mondo; hanno saccheggiato persino la città eterna!

Fichte è un personaggio un po' particolare in questo contesto, è il filosofo per eccellenza della libertà:

sulla libertà ha costruito un vero sistema.

In questa occasione potrebbe esserci di interesse quel che scrive nelle sue Reden an die deutsche Nation sui germani:

che i germani piuttosto che finire nelle mani del nemico romano e perdere la libertà avrebbero preferito morire.

Fichte menziona il caso di Arminio in un discorso sull'amore di patria per la Germania, infatti Fichte scrive questo libro perché i tedeschi si trovano in quel momento di fronte ad un altro nemico che minacciava la loro libertà: Napoleone e il suo impero.

 

Nella filosofia non manca affatto il tema dei barbari.

Questo tema, però, va distinto da quello sulle barbarie. Le barbarie, dopo tutto, appartengono anche i romani: si pensi ai gladiatori nelle arene, soprattutto a quegli spettacoli cruenti che descrive Seneca di questi uomini che a mezzogiorno combattevano anche senza protezioni.

Il barbaro è essenzialmente nomade, sempre in movimento si sposta con la sua tribù in cerca di nuove terre. In Mille piani Deleuze e Guattari trovano nei barbari un esempio perfetto di nomadi: le invasioni barbariche in quel libro diventano il flusso molecolare di nomadi deterritorializzati che fanno crollare un impero intero.

Sono questi popoli che riescono a mettere in moto l'intera società in un'altra direzione: cambiano i flussi di persone, i flussi di denaro. Dobbiamo immaginarci un precedente afflusso di schiavi dai popoli barbari verso Roma e così anche un flusso di denaro verso la stessa città a cui seguono queste ribellioni dei barbari: gladiatori e schiavi in fuga (Spartaco), germani che interrompono il flusso di schiavi dalla Germania e scacciano via i romani (Arminio), barbari che avanzano contro l'impero seminando terrore, costringendo la gente a fuggire e l'impero a dar loro denaro per placare la loro furia (Attila).

Anche le seconde invasioni barbariche hanno comunque avuto degli effetti simili:

mentre tutto il denaro finiva nelle mani della Chiesa nel Medioevo,

i vichinghi inventano un nuovo moto del denaro e delle ricchezze: razziavano monasteri e Chiese, di fatto sottraendo ricchezze alla Chiesa;

i saraceni non si comportavano in modo molto diverso dai vichinghi, anche loro pirati del mare delle seconde invasioni barbariche;

infine troviamo anche gli Ungari dall'est che con le lo loro potenti cavallerie sembrano per un certo tempo aver messo sotto scacco l'impero carolingio, distruggendo interi villaggi.

 

L'impero carolingio fa da riferimento come impero nemico durante le seconde invasioni barbariche così come lo era l'impero romano per le prime. Il destino di questi popoli, purtroppo, come spiegano Deleuze e Guattari, è quello di riterritorializzarsi, cioè di smettere di essere nomadi e di fondare altri Stati o regni.

Secondo Deleuze e Guattari il nomade che più è riuscito nel suo non farsi riterritorializzare, nomade e barbaro che ha costruito il più grande impero che il mondo ha mai conosciuto, è Gengis Kahn.

Lasciando perdere i metodi usati da questi popoli invasori, ciò che ci fa riflettere di questi popoli è come si possa davvero cambiare completamente le rotte del mondo, i moti della società di un certo periodo e quelli del denaro.

In ogni epoca i soldi seguono le proprie direzioni: per esempio ora escono dalle nostre tasche per finire in quelle dei banchieri; gli uomini hanno anche le loro: molti uomini dal Sud del mondo migrano in Europa, ma è sempre possibile invertire le direzioni o cambiarle, questi barbari lo hanno dimostrato.

Inoltre i grandi imperi sono sempre caduti per mani di barbari o nuovi nomadi:

l'impero persiano, l'impero romano, la Cina, l'impero carolingio, l'impero napoleonico. Dunque dobbiamo chiederci ora: quali nomadi del futuro faranno cadere l'impero capitalista?

 

 

Conviene ora focalizzare un attimo l'attenzione su un popolo specifico delle seconde invasioni barbariche proprio perché è stato oggetto di una serie che ha per altro dei riferimenti anche ad elementi effettivamente storici: parlo dei vichinghi.

La serie di History, in particolare, ruota attorno al personaggio Ragnarr Loðbrók.

Ragnarr Loðbrók in realtà era un re leggendario vichingo a cui si attribuisce l'unione della Svezia e della Danimarca. Pare che sia stato Saxo Grammaticus, storico della Danimarca, nel Gesta Danorum a parlare di questo re vichingo leggendario.

A Ragnarr sono attribuite varie scorrerie, razzie, attacchi, assedi, prima nell'Inghilterra, nella Scozia, poi in Francia con l'assedio di Parigi nell'845 e nel Mediterraneo. Sta scritto che Ragnarr morì vicino alle coste britanniche catturato e gettato nella fossa coi serpenti.

Nella serie sui vichinghi, oltre alle vicende storiche, c'è anche spazio per la presentazione dei miti e della religione di questo popolo. Ne parlerò brevemente perché è una religione particolare.

I nordici credono che il mondo sia nato dall'omicidio del gigante Ymir da parte degli dei.

Sono stati i pezzi di questo gigante che hanno composto il mondo: il sangue costituiva il mare, il suo cranio il cielo, i denti le pietre, i capelli gli alberi e così via.

Essi credono nel destino: Odino sa tutto delle vicende umane.

Credono inoltre nell'esistenza di nove mondi, quattro mondi con i loro opposti:

Muspellsheimr il mondo di fuoco e Niflheimr il mondo di ghiaccio; Ásaheimr il cielo e Helheimr il regno dei morti; Vanaheimr il regno dei Vanir o dei della fertilità (es. Freyja, Ullr); JötunHeimr il mondo dei giganti; Alfheimr il mondo degli elfi della luce e Svartalfaheimr il mondo degli elfi oscuri o nani. Il nono mondo è il nostro: Miðgarðr o terra di mezzo, qui stanno gli uomini. Tutti i mondi sono tenuti assieme dallo Yggdrasil, l'albero mitico.

L'albero quindi sorregge i mondi, è il luogo in cui gli dei si radunano e di fronte al quale sta il famoso Valhalla: il paradiso dei guerrieri. Il Valhalla è il paradiso dei nordici, da distinguere da una specie di inferi che costituisce uno dei nove mondi: Hel, il quale giace ai piedi dello Yggdrasil. Valhalla è un palazzo le cui mura sono fatte di lance e il tetto di scudi d'oro. Nella Valhalla stanno i morti gloriosamente in battaglia che combatteranno nel Ragnarok (una specie di Apocalisse secondo i nordici) a fianco di Odino contro le forze del male: i giganti.

È interessante notare che questo tipo religione non deve essere privo di stimoli nemmeno per chi si interessa di occultismo: lo Yggdrasil, si noti bene, è una specie di albero della vita e segue quindi lo stesso simbolismo della Kabbalah, anche se certamente le sephirot nella Kabbalh sono dieci e i mondi dello Yggdrasil sono nove, tuttavia l'analogia esiste.

Perché sono importanti le religioni pagane oggi? cosa hanno da dirci?

Il pagano non credeva in nessun Dio trascendente questo mondo, semplicemente pensava che fosse la natura stessa ad essere divina.

Erano politeisti semplicemente perché la natura è molteplice, perciò il divino per loro riguardava i fiumi, i boschi, i fulmini e così via. L'odinismo attuale si considera panteista, crede in questi dei solo come spiriti della forma, emanazione del tutto che è la natura.

Gli indiani d'America, di cui fino ad ora non ho ancora parlato, sono forse un esempio di questo: credono in uno spirito universale, cercano l'armonia totale con la natura, comandano il rispetto per la natura ricordandoci che siamo solo ospiti in questo mondo, hanno totem con animali protettori, praticano lo sciamanesimo che poi non è altro che un contatto profondo con la natura: la capacità di poterla sentire.

Non penso che diventeremo pagani nel futuro, ma molti di questi concetti ci saranno molto utili per orientarci nel nostro problema ecologico: gli indiani d'America sono un modello.

L'uomo ha cominciato a pensare la religione nella natura, poi ha seperato Dio dalla natura, ha pensato un dio trascendente e così ha considerato la natura come un semplice mondo transitorio non meritevole di valore, Dio oggi è morto, ma la natura è ancora qui davanti a noi o forse ancora per un po'.

Nietzsche, teorico della morte di Dio, dice sul paganesimo:

"(...) pagani sono tutti coloro che dicono sì alla vita, coloro per i quali Dio è parola per il più grande sì a tutte le cose." (Nietzsche)

Ricordo che ero alla Dresden Stadtfest (festa sull'Elba di Dresda dal 19 al 21 Agosto di ogni anno) e ho visto diverse bancarelle che esponevano simboli pagani, collane con il segno della Wicca (stella a cinque punte in un cerchio, le cui punte indicano i principali elementi: aria, fuoco, terra, acqua, spirito.), ne deduco che lo spirito pagano non è mai morto: sopravvive ancora.

Il paganesimo, soprattutto quello nordico, è tornato nella musica.

Credo che la prima band veramente degna di nota e successivamente divenuta parte degli dei del metal sono i Manowar. Il gruppo nasce nel 1980 dal felice incontro di Joey DeMaio bassista e Ross Friedman chitarrista. In seguito si aggiungeranno al progetto il cantante Enric Adams e il batterista Karl Kennedy.

Enric Adams, in particolare, è conosciuto come "la voce d'oro" perché è in grado di passare dai toni alti a quelli più cupi nel giro di poco tempo ed è altrettanto famoso per i suoi canori continui di durata superiore ai 35 secondi.

Inizialmente la band suonava haevy metal, penso soprattutto al primo album: Battle Hymns. Con l'album Into glory ride inventano un nuovo genere di musica metal: l'epic metal.

La band è famosa anche per l'ispirazione nelle canzoni alla cultura norrena e alla loro religione pagana, in particolare è da segnalare la loro ammirazione per Richard Wagner a cui è attribuita la riscoperta delle saghe nordiche.

Ci sono diverse canzoni che rimandano a miti: prima di tutto ci sono le musiche di Triumph of steel sull'Iliade; numerose canzoni sono dedicate ai temi della Valhalla, della religione nordica e Odino; si pensi in particolare all'intero album: Gods of war (gli dei della guerra). Gods of war come album ha gli interi testi scritti in caratteri runici, quasi tutte le canzoni sono su personaggi mitici della cultura nordica: Sleipnir, Odino, Floki, Tyr, ecc. Sicuramente questo gruppo ha lasciato un segno importante nella storia della musica sul tema pagano, ma forse più curioso su questo tema deve essere la musica folk europea; questo gruppo invece nasce e viene dall'America.

Centrali su questi temi di solito sono paesi come la Germania, la Norvegia e la Svezia. In Germania ci sono due gruppi folk molto famosi sul tema pagano: i Corvus corax e i Faun.

I Corvus Corax suonano musica medievale o almeno si ispirano a quel modello. I Corvus corax sono nati nel 1989. La loro band consta di diversi membri con diversi strumenti come le cornamuse e tamburi di ogni genere. Molta della musica che hanno composto si ispira a miti greci, al medioevo e qualche volta anche alla cultura nordica.

Pare che riprendano musiche di danze folkloristiche da varie parti dell'Europa. Descrivere questo gruppo a parole è difficile, diciamo che quello che fanno sul palco è vero spettacolo: ci sono pure dei brani costruiti come scene teatrali. Il loro più ambizioso lavoro è costituito dai due album sui Canti Burani, ispirati ai Carmina Burana, trasformati in musica folk e suonati con le cornamuse.

I Faun, invece, sono più recenti: 2002. Anche questa è una band folk. Sono da ricordare canzoni come: Egil Saga, sulla famosa saga islandese della famiglia degli Egil composta di membri umani e di orchi; Cernunnos, lo spirito dei cervi secondo la mitologia celtica; Köning von Thule, la famosa poesia di Goethe sulla mitologica isola del Thule musicata folk.

Se ci spostiamo più a nord in Norvegia troviamo un altro gruppo interessante: gli Eliwagar, questo gruppo è noto per le pose della cantante con lo sfondo di terre nordiche: lei mentre tiene un tamburo in mano o suona un corno. Sempre sul tema nordico in Danimarca cito i Krauka e i Valravn.

Valravn è una figura mitologica danese: si tratta di una creatura dalla testa e ali di corvo e il corpo di lupo che si ciba dei corpi dei morti in battaglia. Infine anche l'Olanda e l'Ungheria sono molto inserite nella musica folk, alcune band famose sono: gli Omnia e i The moonlight and the nightspirit.

Anche nel metal è presente il genere folk. Il folk metal ha il vantaggio di fare uso di una grande varietà di strumenti oltre la chitarra e il basso come: la cornamusa, la fisarmonica, il violino, certi tipi di tamburi, lo scacciapensieri, il violoncello, ecc. Questo genere è nato negli anni 90' e mescola l'haevy metal con la musica folk. Questa musica può cambiare a seconda della provenienza dei vari artisti e tratta più o meno della cultura pagana. Cito alcune band da paesi diversi, soprattutto dal nord Europa:

- Danimarca: Svartsot.

- Finlandia: Apocalyptica, Korpiklaani, Fintroll.

- Italia: Folkstone.

- Svezia: Lake of tears, Yggdrasil.

- Germania: In extremo, Suidakra, Trollfest, Empiryum, Neun Welt.

Certo ci sono gruppi che scrivono canzoni più sul tema dell'alcool come i fantastici Korpiklaani, tuttavia normalmente il tema è sempre quello pagano della cultura di provenienza.

Più o meno negli stessi anni in cui nasceva il folk metal, in Scandinavia fiorisce un altro genere: il Viking metal. Si dice che il Viking metal sia nato dallo svedese Quorton, membro fisso della leggendaria band: Bathory.

I Bathory hanno origine abbastanza "antiche", cominciano nel 1983.

Sono famosi gli album: Twilight of gods e Blood, fire and death. I temi sono quelli della religione vichinga. La particolarità di questo gruppo è che non solo ha inventato il genere viking, ma ha anche posto le basi per un genere particolare che sorgerà successivamente in Norvegia: il black metal. Il viking esplode negli anni novanta, anche qui cito alcuni gruppi che vengono prevalentemente dalla Scandinavia:

- Finlandia: Crimfall, Einsiferum, Moonsorrow, Turisas.

- Norvegia: Borkanagar, Einherjer, Enslaved.

- Svezia: Bathory, Istapp.

-Germania: Falchenbach, Kromlek.

Ho già detto che i Bathory hanno posto le basi per un altro genere successivo: il black metal norvegese. Si tratta di un genere particolare perché cerca di rompere con tutto: non vuole fare dell'armonia musicale, ma creare musica disarmonica. I suoni dei primi album di Burzum, soprattutto dell'album Filosofem, sono davvero particolari.

Normalmente questa musica è associata al satanismo, ma io ho intenzione di vederla da un'altra prospettiva: quella del paganesimo.

Ci sono in effetti diverse band che trattano il tema: Burzum, Darkthrone, Vried. Inoltre questo genere sembra uno dei pochi ad essere influenzato da dalle idee politiche precise: il genere nasce in opposizione alla cultura americana, alla globalizzazione, al capitalismo, alla religione cristiana, sostenendo il ritorno alla vera cultura originaria della Norvegia: la cultura vichinga.

Il problema di questi generi, qui mi riferisco anche al folk, è che siccome alcuni simboli pagani erano usati anche dai nazisti finiscono per essere confusi con dei simpatizzanti di queste ideologie.

In realtà purtroppo ci sono delle band effettivamente simpatizzanti, molte invece si trovano a combattere contro questa etichetta.

Ci sono diversi gruppi, questo è singolare, che nel black metal si ispirano al Signore degli anelli di Tolkien: gli Isengard, il cui nome rimanda alla torre dello stregone bianco; i Gorgoroth, il cui nome rimanda all'altopiano Ered Gorgoroth della terra di Mordor; gli Uruk-hai, nome degli orchi di Saruman; i Summoning, gruppo black metal austriaco, inventori del tolkien metal. Il romanzo di Tolkien trae ispirazione parecchio dalla cultura nordica, si pensi anche solo alla "terra di mezzo", il nome del nono mondo secondo la religione norrena/vichinga.

Il Black metal è un genere molto particolare: ha un suono distorto, una voce scream, una batteria suonata in modo selvaggiamente veloce. Inoltre il black metal norvegese, in particolare, ha inventato uno stile: questo volto bianco con segni neri che spesso è associato al satanismo, ma anche in realtà potrebbe avere semplicemente delle ispirazioni alle pitture sul viso bianche tipiche dei druidi e dei godi.

Ci sono degli sviluppi interessanti del black metal in Francia, alcuni gruppi sono riusciti a costruire un black metal diverso dal classico norvegese, mi riferisco agli Alcest, ai La pensée nocturne, ai Les discrets e ai Regarde les hommes tomber.

In particolare gli Alcest hanno aperto uno strada diversa dal satanismo o dal paganesimo nel balck metal, una strada verso un metal più spirituale. Mi riferisco ad album come Les voyages de l'âme, Shelter e Kodama.

Le musiche di Shelter richiamano direttamente il profondo dell'anima, sono musica per ricerca interna, in particolare si ascolti la canzone: délivrance. Il cantante definisce la sua voce come "canto materno ipnotico e surreale". Gli Alcest sono forse la band più avanti che abbia mai visto nel black metal francese.

Una parte del black metal tende verso l'ambient, famosi sono ad esempio gli Ulver. Questo genere di ambient viking, folk o dark a seconda dei casi, mi permette di chiudere l'intero articolo formando un grande cerchio che torna all'inizio. Una delle band più famose nell'ambient oggi sono i Wardruna con i loro tre album: Gap var Ginnunga, Yggdrasil, Ragnarok. Questa musica solo ad ascoltarla getta direttamente nel mondo pagano dei vichinghi; io la consiglio anche come musica da meditazione.

Cito questo gruppo alla fine, gruppo che ha origine da alcuni membri dei Gorgoroth come Gaahl, perché le sue musiche sono state usate per fare la serie Vikings.

Questo è un punto dove il tema musicale si incrocia tantissimo con le serie sui barbari.

In particolare si guardi alla scena dove i vichinghi spiegano il significato del Ragnarök all'"ignorante cristiano" con la musica di sottofondo dei Wadruna, si tratta esattamente della canzone Laukr.

 

 

(Fonti foto: Quadro: Painting by Peter Nicolai Arbo, 1872,  sagaofthetitans.weebly.com, Smithsonian Magazine, Wikipedia.org)

 


  16  Nov  2016 ,
Dario Currado

Dario Currado 

Laureato in filosofia presso l'università di Torino, scrivo di filosofia sul mio personale blog: La filosofia dell'Uno e su altri siti come CaffèBook e Filosofia Blog.

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