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In amore, si può scegliere?

In amore, si può scegliere?

 

 

"Quel che molta gente definisce amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, li ho visti. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile. Tu dirai che la scelgono perché-la-amano, io invece credo che avvenga tutto all’aicsevor. Beatrice non la si sceglie, Giulietta non la si sceglie. Tu non scegli la pioggia che t’inzupperà le ossa all’uscita di un concerto".

 

Così scrive Julio Cortázar nel romanzo Il gioco del mondo (Rayuela), pubblicato in Argentina nel 1963: l'amore va all'aicsevor, cioè al rovescio. E al di là dell'immagine molto originale e delle parole che accendono la nostra immaginazione, queste poche righe danno vita a una domanda precisa: in amore, si sceglie?

"Ti ho scelto tra mille" potrebbe dire un innamorato pensando di dire una cosa molto romantica, ma l'altra metà della coppia forse preferirebbe sentirsi dire: "Tra mille, solo tu mi hai colpito". Perché scegliere è un po' andare contro l'arrendersi alla pura emozione.

Scegliere implica una razionale scansione di immagini e sentimenti, non il lasciarsi attraversare da qualcosa che sfugge al nostro controllo. Come si può controllare l'amore vero, il cui inizio sembra essere governato solo dal caso e pare libero anche dalle regole del tempo?

Un po' come si legge in questa (bellissima) poesia di Wislawa Szymborska dove anche un colpo di fulmine viene visto non come un vero e proprio inizio ma come il proseguimento di quello che il caso aveva già deciso da tempo (se vogliamo, anche questa una sorta di conoscenza "a rovescio"), quindi siamo già oltre l'idea dell'amore a prima vista come sentimento improvviso: qui agisce una specie di magica (ir)razionalità del caso, oltre il tempo, appunto. E di sicuro una scelta razionale del nostro pensiero non sembra essere possibile in questo scenario.

Amore a prima vista (di Wislawa Szymborska nella traduzione di Pietro Marchesani)

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno "scusi" nella ressa?

un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

 

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

Insomma, è possibile "ragionare" in amore scavalcando l'irrompere delle emozioni e la forza dell'istinto?

È possibile convincersi che sì, di questa persona vale la pena innamorarsi e che di quell'altra invece ci dobbiamo dimenticare per alcuni validi motivi?

Pensandoci, l'atto della scelta sembrerebbe essere quasi del tutto incompatibile con il sentimento dell'amore. Perché la scelta implica un minimo di razionalità, la scelta ci fa elencare i pro e i contro. Ma l'amore non è una scuola da frequentare né un vestito che può esaltare o meno la nostra figura, quindi da scegliere bene (magari con l'aiuto di qualcuno che ci aiuti in questa scelta).

E rileggendo il testo di Cortázar, rimane ancora inevitabile chiedersi: si può usare la razionalità in amore?

Molto probabilmente no: in amore non si può scegliere, casomai è l'amore che decide. E talvolta ci sceglie.

 

 

( immagine e  elaborazione di Irene Marchi)


  30  Ott  2015 ,
Irene Marchi

Irene Marchi

Autrice di poesie con la raccolta poetica Fiori, mine e alcune domande - Sillabe di Sale Editore. Scrive di poesia e poesie nel suo blog Lapoesianonsimangia http://lapoesianonsimangia.myblog.it/  

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